Specializzazioni ARTID e MEU: un conflitto inesistente

Specializzazioni ARTID e MEU: un conflitto inesistente

Specializzazioni ARTID e MEU: un conflitto inesistente

Gentile Direttore, la tesi secondo la quale l’elisoccorso sarebbe di competenza esclusiva dei Medici specialisti in Anestesia e Rianimazione (ARTID), lasciandone esclusi i Medici d’Emergenza Urgenza (MEU), che parrebbe scaturire dalle considerazioni e dai quesiti contenuti in una interrogazione...

Gentile Direttore,
la tesi secondo la quale l’elisoccorso sarebbe di competenza esclusiva dei Medici specialisti in Anestesia e Rianimazione (ARTID), lasciandone esclusi i Medici d’Emergenza Urgenza (MEU), che parrebbe scaturire dalle considerazioni e dai quesiti contenuti in una interrogazione presentata al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento qualche giorno fa, impone all’AAROI-EMAC l’obbligo di intervenire in modo inequivocabile su un tema che qualcuno potrebbe esser tentato di cavalcare innescando inutili polemiche per tentare di risollevare questioni surrettizie e comunque ormai definitivamente superate.

Il documento ci ha lasciati sconcertati, dato che per la nostra Associazione, la quale è ad oggi, stabilmente da molti anni ma in progressiva crescita anche tendenziale, il 3° Sindacato rappresentativo della Dirigenza Sanitaria, pur raccogliendo per propria precisa scelta strategica “soltanto” i Colleghi ARTID (da sempre), e (dal 2009) anche i Colleghi MEU, le due specializzazioni, in tutto il territorio nazionale, hanno pari competenze tanto sulle automediche quanto nei servizi di elisoccorso, il che è naturalmente condiviso non solo a livello della rappresentanza AAROI-EMAC Provinciale di Trento ma anche (soprattutto) dai Colleghi che essa riunisce.

La pretesa politica di rimettere in discussione questo basilare concetto, ormai ampiamente consolidato e condiviso anche da altre autorevoli rappresentanze professionali di settore, si pone palesemente in contrasto con tutta l’evoluzione nazionale che nel tempo ha caratterizzato lo sviluppo dell’emergenza-urgenza sanitaria, incluso l’elisoccorso, che ne è la “punta di diamante” anche per quanto concerne la selezione del personale da assegnare a questo servizio d’eccellenza. Un’evoluzione che è avvenuta anche e soprattutto grazie a progettualità via via nel tempo ampiamente condivise tra gli “addetti ai lavori” nel senso più lato del termine, che però non può prescindere da un elevatissimo livello di competenza specifica nel settore.

Giova appena ricordare che la realizzazione di tali progettualità non può mai considerarsi statica, in primis per l’importanza strategica dell’obiettivo di dover assicurare una qualità sempre incrementale delle prestazioni a garanzia della salute dei cittadini nelle situazioni più critiche, soprattutto in quelle tempo-dipendenti, per le quali la definizione delle competenze tecnico-specialistiche dei professionisti incaricati di gestirle viaggia di pari passo sia con l’implementazione della loro formazione post-laurea, sia con lo sviluppo di modelli organizzativi che non possono restare ancorati a schemi che invecchiano molto più rapidamente di quanto comunemente si creda o si voglia far credere.

Dubitare oggi del fatto che la specializzazione MEU, per quanto concerne l’idoneità a prestare servizio nel soccorso sanitario aereo, oltre che sui mezzi mobili di superficie, fornisca competenze analoghe a quelle che si acquisiscono con la specializzazione ARTID, significa non solo ignorare l’evoluzione che ha interessato la MEU sin dalla nascita dell’omonima scuola di specializzazione, avvenuta ormai oltre 15 anni or sono, ma addirittura disconoscerne gli obiettivi, peraltro oggi più attuali e cogenti che mai, in funzione dei quali essa fu all’epoca istituita, con un percorso formativo che per quanto concerne il supporto avanzato delle funzioni vitali pone indiscutibilmente i Medici d’Emergenza-Urgenza allo stesso livello di competenze che un tempo erano riconosciute ai soli Anestesisti Rianimatori, ferme restando le esclusive competenze di questi ultimi negli ambiti dell’anestesia generale e della rianimazione loro riconosciute dalle norme di legge e dalle buone pratiche cliniche, oltre che dalla formazione specifica.

Pertanto, non solo condividiamo in toto la nota del Presidente nazionale SIMEU Dr Alessandro Riccardi a commento di questa sorprendente vicenda trentina, ma sottolineiamo senza mezzi termini il fatto che, sia sotto il profilo organizzativo del lavoro, sia sotto quello scientifico e accademico, l’affermazione secondo la quale “Anestesisti Rianimatori e Medici d’Emergenza-Urgenza sono specialisti differenti, con percorsi diversi, ma che condividono un’ampia area di competenze comuni quando si parla di paziente critico” costituisce una realtà innegabile, nel merito della quale sarebbe surreale, per chiunque abbia davvero contezza dell’argomento, aver il minimo dubbio.

Se in qualche parte del territorio italiano questa realtà non ha ancora avuto la possibilità di essere culturalmente accettata da tutti, a causa di qualche “prassi consolidata degli ultimi 46 anni, durante i quali il servizio è stato garantito da medici anestesisti-rianimatori”, il problema è – evidentemente – proprio una prassi antica di quasi mezzo secolo. Un’eternità, considerati i ritmi grazie ai quali corrono i progressi della medicina, dai quali nessuno può ritenere avulse la formazione e la gestione dei professionisti di cui si avvale il SSN, in particolare nell’Emergenza-Urgenza, dalla quale è quantomeno contraddittorio, oltretutto, voler considerare estranei i Colleghi specialisti nell’omonima disciplina.

Se poi, sempre in qualche situazione locale, specialmente se facente parte di sistemi sanitari regionali o provinciali di elevato livello qualitativo anche grazie ad un’adeguata disponibilità di risorse economiche e di personale sanitario rispetto alla media nazionale, non fosse stato ancora trovato il modo di organizzare il servizio di elisoccorso con idonei criteri di sicurezza e di appropriatezza per quanto concerne l’impiego mirato di specifici profili medici specialistici tanto negli interventi primari quanto in quelli secondari, allora a maggior ragione andrebbero urgentemente riviste le vecchie prassi finora adottate, e a tal fine siamo a completa disposizione per fornire la nostra collaborazione per consentire a chi di competenza di aggiornarle al meglio.

Dr Alessandro Vergallo
Presidente Nazionale AAROI-EMAC

Dr Luca Filetici
Presidente AAROI-EMAC Provincia di Trento

23 Gennaio 2026

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