Senza senso le barricate per difendere l’esclusività dell’anestesista in elisoccorso

Senza senso le barricate per difendere l’esclusività dell’anestesista in elisoccorso

Senza senso le barricate per difendere l’esclusività dell’anestesista in elisoccorso

Gentile Direttore, prendiamo spunto dalla recente interrogazione presentata al Consiglio della PA di Trento – che solleva dubbi sull’apertura dei servizi di elisoccorso ai Medici di Medicina d’Emergenza Urgenza (MEU) a discapito di una presunta esclusività degli Anestesisti Rianimatori...

Gentile Direttore,
prendiamo spunto dalla recente interrogazione presentata al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento – che solleva dubbi sull’apertura dei servizi di elisoccorso ai Medici di Medicina d’Emergenza Urgenza (MEU) a discapito di una presunta esclusività degli Anestesisti Rianimatori – per evidenziare quanto tali posizioni appaiano oggi non solo anacronistiche, ma scollegate dalla realtà operativa e formativa del nostro Paese. Continuare a sostenere l’esclusività di una singola specializzazione nell’ambito dell’emergenza preospedaliera significa ignorare l’evoluzione stessa della medicina d’urgenza.

Il core curriculum dello specialista in Medicina d’Emergenza-Urgenza prevede, per definizione normativa e formativa, l’acquisizione di competenze specifiche nella gestione del paziente critico in ambiente extraospedaliero. Non si tratta di “sostituire” una figura con un’altra, ma di riconoscere che oggi il Sistema Sanitario Nazionale forma professionisti che possiedono le competenze necessarie per operare in ogni settore dell’emergenza-urgenza.

La realtà italiana, peraltro, ha già ampiamente superato queste barriere ideologiche. Regioni come Toscana, Liguria e Piemonte (solo per citarne alcune) vedono da tempo i medici d’emergenza operare con successo a bordo dei mezzi di soccorso aereo, garantendo standard assistenziali elevatissimi, con piena integrazione tra le due figure specialistiche, potenziando il servizio senza cedere nulla in termini di qualità clinica, dimostrando che la competenza non è un’etichetta apposta sulla porta di un reparto, ma un saper fare certificato dalla formazione e dalla pratica quotidiana.

La SIMEU ha più volte ribadito che il medico d’emergenza possiede le skills necessarie per operare in qualsiasi contesto dell’urgenza, elisoccorso incluso. La visione moderna del soccorso non può basarsi sulla difesa corporativa di un perimetro lavorativo, ma sulla integrazione tra figure specialistiche diverse. È proprio su questo fronte che il dibattito deve maturare. Anestesisti Rianimatori e Medici d’Emergenza-Urgenza sono specialisti differenti, con percorsi diversi, ma che condividono un’ampia area di competenze comuni quando si parla di paziente critico. Le relazioni conclusive della recente Biennale SIMEU 2025, tenutasi a Bari, hanno segnato un punto di svolta culturale in questo senso: SIMEU e SIAARTI hanno condiviso il palco e le analisi su temi cruciali come la gestione delle vie aeree. In quell’occasione è emerso chiaramente che, pur provenendo da scuole diverse, l’approccio tecnico e clinico può e deve convergere verso un unico punto di vista: la migliore tutela possibile del paziente.

Ergere barricate per difendere “l’esclusività” dell’anestesista in elisoccorso, come traspare dalla interrogazione trentina, vuol dire guardare al passato e negare l’evidenza scientifica e professionale che vede nella collaborazione e nella condivisione tra le due specialità la vera chiave per la crescita del sistema. Il paziente che necessita di cure tempo-dipendenti non chiede di vedere il badge dello specialista, ma di ricevere la migliore assistenza possibile da un medico competente nella gestione dell’emergenza. E quel medico, oggi, è tanto l’Anestesista Rianimatore quanto il Medico d’Emergenza Urgenza.

SIMEU non ama i muri, che dividono e isolano, ma i ponti, che uniscono e portano a condivisione

Alessandro Riccardi
Presidente nazionale Simeu

21 Gennaio 2026

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