Gentile Direttore,
sono tempi “bollenti” per noi over 65 in un contesto segnato da significativi mutamenti demografici e sanitari, la prevenzione dovrebbe tornare al centro dell’agenda pubblica come leva fondamentale per garantire salute, equità e sostenibilità. Tuttavia, l’Italia, tra gli Stati più longevi al mondo, pare ricordarsi sempre solo d’estate che c’è un incremento di decessi negli anziani a causa del cambiamento climatico e invito i media ad evitare il solito tormentone “Emergenza caldo per gli anziani”.
Lo sappiamo da sempre; eppure, non si attivano sul territorio servizi ad hoc per gli over 65 d’estate, col risultato che molti sono soli, aumentano i decessi in casa. Inoltre, pur registrandosi da tempo una crescita costante della popolazione over 65, accompagnata da un incremento delle patologie croniche, della fragilità e della domanda assistenziale, pare che lo scenario non stia cambiando negli interventi territoriali che risultano disgregati e poco efficaci. Si rende evidente quindi la necessità di promuovere strategie capaci non solo di prolungare la vita, ma soprattutto di migliorarne la qualità.
È in questo quadro che la vaccinazione degli adulti e degli anziani assume un ruolo centrale e che un lavoro in rete per l’assistenza domiciliare integrata e innovativa fa fatto con un dialogo costante tra associazioni, Asl, ospedali, case di comunità, presidi ambulatoriali. Manca un raccordo, un monitoraggio comune di dati su quanti siano gli anziani soli e fragili da seguire. L’assistenza domiciliare nel nostro Paese ha storicamente sofferto dei limiti di uno sviluppo disomogeneo tra le Regioni, di un’erogazione di interventi solo sporadici/prestazionali e della mancanza di un raccordo tra filiera sanitaria e sociale. Solo lavorare in rete sul territorio consentirà di offrire servizi sempre più adeguati alle esigenze di una popolazione di over 65 che è in aumento.
Ci sono nuovi bisogni da parte delle famiglie, manca il personale socio-sanitario per cui serve attivare politiche di welfare e di reclutamento efficaci come con l’azione europea Nursing. Serve pertanto un Piano comune condiviso nazionale per una migliore assistenza domiciliare, soprattutto nei mesi caldi estivi, occorre avere diagnosi tempestive e una presa in carico realizzata in rete ben raccordata; occorre innovare le modalità di assistenza domiciliare in primis per gli anziani perché non si sentano soli; aiutarli ad accedervi, a conoscerle, a utilizzarle. Le politiche in favore delle persone fragili e con disabilità vanno meglio integrate tra Comuni, Regioni e Stato con una visione d’insieme condivisa per evitare prese in carico con frammentazioni lesive dei diritti dei pazienti.
Ogni progetto deve rispondere alle linee guida della “Strategia Europea per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030” e ai punti della “Strategia Europea per l’Assistenza”. Le linee guida ci sono, manca una visione d’insieme e noi, over 65 stiamo “friggendo” in tutti i sensi per questa carenza di dialogo tra strutture e sovrastrutture che non lavorano insieme in modo adeguato sul territorio, lasciando soli anziani e caregivers soprattutto nei mesi estivi.
Michele Poerio
Presidente di FEDERSPEV