Una petizione per il riconoscimento delle Biotecnologie mediche

Una petizione per il riconoscimento delle Biotecnologie mediche

Una petizione per il riconoscimento delle Biotecnologie mediche

Gentile direttore,
sono una 27 enne con laurea specialistica in Biotecnologie Mediche, Molecolari e Cellulari. Vi scrivo per segnalrvi la petizione da me promossa, in cui chiedo che le biotecnologie mediche vengano riconosciute come professione sanitaria per accedere a posizioni in ambito tecnico-diagnostico-ospedaliero. 
 
Essa è indirizzata al Ministero della Salute e al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Tale petizione è pubblicata sulla piattaforma change.org (http://www.change.org/it/petizioni/biotecnologie-mediche-come-professione-sanitaria) e finora conta circa 1200 firme.
 
Ho fatto questa richiesta perché consultando più atenei universitari si evidenzia che il corso di laurea in biotecnologie mediche prevede tra i possibili sbocchi occupazionali, oltre all’università e gli istituti ed enti di ricerca pubblici e privati, anche strutture del Sistema Sanitario Nazionale, aziende ospedaliere, laboratori specializzati pubblici e privati. Purtroppo entrata nel mondo del lavoro mi sono accorta che non è per nulla così. Attualmente è impossibile per un biotecnologo medico partecipare ai concorsi come tecnico di laboratorio e quindi lavorare in un contesto laboratoristico.
 
Le biotecnologie nascono per trovare nuove strategie predittive, diagnostiche e terapeutiche per trattare le patologie con l’obbiettivo di arrivare ad una medicina personalizzata, che ritengo essere importante per il progresso del nostro paese nel settore sanitario. La mia richiesta non è quella di sostituire o d’interferire con la figura del tecnico, semplicemente aumentando le conoscenze in ambito scientifico-sanitario credo sia necessaria la presenza dell’interdisciplinarietà in un laboratorio analisi e non possono esistere confini così netti tra le professioni (medico, biologo con specialità, tecnico, biotecnologo).
 
L’impressione è che in Italia le biotecnologie mediche si indirizzino solo alla ricerca nonostante gli studenti vengano preparati anche sul settore diagnostico-ospedaliero. Non capisco l’utilità dell’insegnamento delle tecniche diagnostiche usate in molteplici campi dalla medicina: biochimica clinica, microbiologia e virologia medica, anatomia-patologica, immunologia, genetica molecolare, diagnosi prenatale, farmacogenomica, medicina predittiva… se poi non possiamo svolgere tali analisi in un contesto ospedaliero o in centri d’analisi.
 
IN POCHE PAROLE QUELLO CHE CHIEDO È CHE LA NOSTRA FIGURA (IL LAUREATO QUINQUENNALE) POSSA ESSERE INSERITO NEL CONTESTO SANITARIO, PARTECIPARE A CONCORSI, AVERE CONTRATTI DI LAVORO (NON SOLO BORSE O COLLABORAZIONI), PARTECIPARE A CORSI D’AGGIORNAMENTO ECM ACCREDITATI.
 
Tutte cose impossibili finché il biotecnologo medico viene considerato utile solo per la ricerca di base e clinica. Per fare un esempio: come alla ricerca può accedervi un medico o un biologo oltre al biotecnologo, perché al laboratorio analisi non può accedervi un biotecnologo medico oltre al tecnico di laboratorio biomedico? Vorrei che vengano rimossi o comunque rivisti i blocchi legislativi e burocratici legati all’ingresso del biotecnologo medico in ambito laboratoristico.
 
Sara Zovetti

16 Febbraio 2014

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