Un’altra corazzata Potemkin

Un’altra corazzata Potemkin

Un’altra corazzata Potemkin

Gentile Direttore, una caratteristica veramente curiosa di chi legifera in ambito sanitario, è l’assoluta ignoranza del lavoro del medico, soprattutto per quanto riguarda la medicina del territorio.

Gentile Direttore,

una caratteristica veramente curiosa di chi legifera in ambito sanitario, è l’assoluta ignoranza del lavoro del medico, soprattutto per quanto riguarda la medicina del territorio. La certificazione medica per la malattia dei lavoratori, ne è un esempio lampante. Quando ho appreso la “notiziona” della visita in telemedicina per il rilascio del certificato, il mio apparato riproduttivo ha abbandonato la sede naturale per sdraiarsi sul corridoio di casa. La sensazione è che i decisori vivano in un mondo parallelo senza intelligenza artificiale e nemmeno naturale. Il fatto che la legge preveda una visita medica per il rilascio di un certificato di malattia è scontato e ha una sua logica oggettiva. Quello che non è oggettivo o semplicemente obbiettivabile è la natura di molte delle malattie lamentate dal lavoratore per la richiesta di un certificato. Il lavoratore che interpella il proprio medico perché dal risveglio è afflitto da mal di testa, mente o sta dicendo il vero? C’è una semeiotica o un esame che possa dirimere questo dubbio?

E una lombalgia, un dolore al ginocchio, una enterite con dissenteria, sono patologie che possono essere verificate dal medico certificatore? Con quale metodica? Mi spieghino i legislatori, in videoconferenza seguirò il paziente in bagno per verificarne lo stato diarroico? O attraverso un terzo grado in telemedicina indagherò in modo ineccepibile alla maniera di Poirot sull’emicrania lamentata dal paziente? Il collegamento per via telematica potrà fugare ogni dubbio e dal volto del paziente potrò capire senza ombra di dubbio se si tratta di un impostore o di un uomo sfortunato in preda ad un crudele destino. Poi, c’è un piccolo aspetto di marginale importanza ma che cito per dovere di cronaca: in periodo influenzale, quando almeno dieci persone al giorno chiamano il medico perché a letto con la febbre, cosa faccio: mi siedo davanti al computer per circa 5 ore a caccia di indizi? E chi farà l’attività di ambulatorio, intanto, mio cugino? 

Dovremmo lavorare in pattuglia, come le forze dell’ordine: due medici, uno che visita in ambulatorio e l’altro che fa il poliziotto cattivo per il rilascio dei certificati. Con la semplice contabilità della serva, e fortunatamente lo schiavismo è stato abolito, mi chiedo e chiedo a chi di dovere, non sarebbe stato più semplice applicare l’autocertificazione per i primi tre giorni di malattia? Tenuto conto che la maggior parte dei certificati di malattia vengono richiesti per patologie banali non obbiettivabili e per periodi brevi? Portare l’intelligenza artificiale e la telemedicina nella toilette degli assistiti è cosa buona e giusta?

Enzo Bozza

15 Dicembre 2025

© Riproduzione riservata

Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente
Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente

Gentile Direttore, con il disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale sembra iniziare quella revisione del Ssn da tempo attesa. In particolare, a proposito delle...

Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico
Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico

Gentile Direttore,lo scorso 26 gennaio è stata ufficialmente pubblicata sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità l’area tematica riguardante il Basic Life Support (BLS) il primo tassello della più ampia Linea...

La questione del vincolo di esclusività: il futuro del Ssn ad un bivio
La questione del vincolo di esclusività: il futuro del Ssn ad un bivio

Gentile Direttore, il vincolo di esclusività nelle professioni sanitarie costituisce oggi uno degli argomenti più sensibili e potrebbe rivelarsi strategico nel dibattito sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale. Non si...

Il medico come cura dell’anima e il ritorno al paternalismo
Il medico come cura dell’anima e il ritorno al paternalismo

Gentile Direttore, non facciamoci illusioni. Sarebbe come non vedere la mucca nel corridoio. Il medico sarà sostituito direttamente o indirettamente in tempi brevi nella cura del corpo e della mente...