Liguria. Dal 1° marzo stretta sui farmaci erogati ai pazienti dimessi dall’ospedale. Ma, se necessario, la prosecuzione della terapia sarà garantita dalle farmacie

Liguria. Dal 1° marzo stretta sui farmaci erogati ai pazienti dimessi dall’ospedale. Ma, se necessario, la prosecuzione della terapia sarà garantita dalle farmacie

Liguria. Dal 1° marzo stretta sui farmaci erogati ai pazienti dimessi dall’ospedale. Ma, se necessario, la prosecuzione della terapia sarà garantita dalle farmacie
Entra a regime un accordo firmato da A.Li.Sa e le rappresentanze delle farmacie lo scorso giugno con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e avere un monitoraggio in tempo reale della spesa e dei consumi. Al paziente, al momento delle dimissioni verrà consegnato un quantitativo di farmaci sufficiente a garantire un solo ciclo di terapia. Spetterà al medico di famiglia prescrivere la prosecuzione del trattamento; i farmaci potranno essere ritirati in farmacia.

Una confezione, sufficiente a garantire al massimo 30 giorni di terapia o, nel caso di farmaci monodose, al massimo 7 giorno di trattamento.

È quanto dal 1° marzo si vedranno consegnati dal personale del reparto o dalla farmacia ospedaliera i pazienti che verranno dimessi negli ospedali della Regione Liguria in virtù di una delibera approvata lo scorso giugno dall’Azienda Ligure Sanitaria della Regione Liguria (A.Li.Sa).

La delibera ha formalizzato un accordo tra A.Li.Sa e le farmacie pubbliche e private convenzionate liguri. Saranno le farmacie, infatti, a erogare i farmaci per proseguire il ciclo terapeutico qualora quelli distribuiti in ospedale non fossero sufficienti. Il paziente dovrà rivolgersi al proprio medico per ottenere una prescrizione e con quella ritirare i farmaci in farmacia.

Il nuovo regime che entrerà in vigore giovedì (e che è al momento è una sperimentazione di un anno prorogabile fino al 2020) ci ha messo poco ad attirare su di sé critiche feroci. Due in particolari: la prima è che si tratti di un taglio strisciante ai servizi erogati al cittadino, dato che il quantitativo di farmaci che il paziente ottiene in ospedale  è in pratica dimezzato rispetto al regime attuale; la seconda è che la nuova modalità complichi di non poco la vita al malato appena dimesso dall’ospedale.

“Nulla di vero”, dice la presidente Elisabetta Borachia, presidente dell’Unione Ligure delle Associazioni Titolari di Farmacia. “L’obiettivo della riforma è esattamente il contrario: evitare gli sprechi e semplificare la vita ai cittadini”.
Spesso, dice Borachia, la quantità di farmaci che i pazienti ricevono al momento delle dimissioni è eccessiva rispetto al fabbisogno terapeutico. Così “da anni nei nostri cassonetti troviamo confezioni di medicinali distribuiti in ospedale non scaduti. Abbiamo documentato il fenomeno con tanto di foto consegnate alla Regione. Spesso poi c’è qualche cittadino coscienzioso che, dopo aver visto il prezzo elevatissimo sulla confezione, viene da noi, in farmacia, a chiedere se può riconsegnare i medicinali avanzati. Ma non si può fare”.

Sulle complicazioni ai cittadini, derivanti dalla necessità di andare dal medico per farsi prescrivere il necessario per la prosecuzione della terapia, poi, Borachia dice: “Mi sembra ‘sano’ che un paziente dimesso dall’ospedale dopo 7-10 giorni si faccia vedere dal proprio medico. E poi, il nuovo sistema sostituisce i 40 punti di distribuzione di oggi con la rete di 600 farmacie presenti sul territorio regionale che hanno inoltre reperibilità molto più ampie. In tal modo si avvicina il servizio a tutti i cittadini, soprattutto quelli che vivono nelle zone più remote”.

Il sistema che partirà il 1° marzo ha richiesto un lungo lavorio per essere messo a regime. Tanto che, all’inizio, era previsto il suo avvio per lo scorso ottobre.

“In realtà il progetto è partito il 1° gennaio”, dice Borachia e da allora sono stati messi a punto tutti gli aspetti relativi all’approvvigionamento dei farmaci e al loro monitoraggio. “Per esempio in tutte le farmacie è stato installato un programma operativo che gestisce il prodotto dall’entrata all’uscita istante per istante e che consente alla parte pubblica di verificare in tempo reale i consumi o le eventuali carenze”, spiega. “I titolari di farmacia e i collaboratori, inoltre, hanno seguito corsi di aggiornamento sui nuovi farmaci che distribuiremo”.

I farmaci: quelli che per cui è previsto la distribuzione in farmacia appartengono alle fasce A e A pht e sono contenuti in un elenco che viene aggiornato mensilmente da un’apposita commissione composta da 5 membri: 2 per Alisa, 2 per le Aziende sanitarie e 2 in rappresentanza delle farmacie.

Contiene a oggi, circa 500 specialità : dalle insuline alle eritropoietine, dalle incretine ai nuovi anticoagulati orali. La Regione prevede di distribuirne attraverso il nuovo canale almeno 1.430.000 confezioni (di cui 130.000 di nuovi anticoagulati orali) e che ciò produrrà un risparmio notevole. Che tuttavia a oggi resta non quantificabile.

“Mi auguro che la sperimentazione sia un successo”, conclude Borachia. “Per il risparmio economico che si può ottenere. Ma soprattutto per i vantaggi di cui potranno godere i cittadini”.

Sostegno all’iniziativa è arrivata anche dall'Ordine dei Farmacisti di Savona che per bocca del suo presidente Giovanni Zorgna ha detto: “In qualità di rappresentate di un ordine non posso non essere soddisfatto per un’iniziativa che va incontro al cittadino. Si crea una sanità a km 0 che permetterà ai malati di avere accesso ai farmaci direttamente sotto casa”.

27 Febbraio 2018

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