Lombardia. Medici di famiglia in sciopero per due giorni, ma la Fimmg non aderisce

Lombardia. Medici di famiglia in sciopero per due giorni, ma la Fimmg non aderisce

Lombardia. Medici di famiglia in sciopero per due giorni, ma la Fimmg non aderisce

Allo sciopero nazionale indetto dallo Smi si unisce la manifestazione, a Milano, della Libera Associazione Medicina Generale. La protesta, in particolare, contro il ruolo unico e le ore obbligatorie nelle Case di Comunità. Ma Fimmg Milano non sciopera: “Chiudere gli studi non porterà risultati, servono proposte concrete”.

I medici di famiglia si preparano ad incrociare le braccia per protestare contro il ruolo unico e le ore di servizio obbligatorie nelle case di comunità, come previsto dall’Accordo stralcio firmato lo scorso giugno. Ma non tutti. Se infatti lo Smi proclama lo sciopero, che in Lombardia si unirà alla protesta della Lamg, Libera Associazione Medicina generale, Fimmg Milano si sfila dalla protesta.

“Pur comprendendo il disagio, soprattutto dei giovani colleghi che si trovano ad affrontare una situazione sempre più complessa, con carichi di lavoro insostenibili e spesso non riconducibili alla clinica” e giudicando la protesta “più che legittima e condivisibile”, Fimmg Milano sostiene che “chiudere gli studi per due giorni non porterà a nessun risultato concreto. A nostro avviso, servono proposte concrete, in particolare soluzioni contrattuali che consentano di potenziare l’attività dei medici di famiglia negli studi diffusi su tutto il territorio”.

“In Regione Lombardia – spiega Fimmg Milano in una nota – siamo attivamente impegnati al tavolo di contrattazione con un obiettivo preciso: rafforzare l’associazionismo medico, che in Lombardia si esprime attraverso le Forme Associative Avanzate. Queste realtà, dotate di personale di studio e infermieristico, offrono un servizio ampio durante la giornata e permettono di dedicarsi non solo alle visite routinarie, ma anche ad attività di prevenzione, presa in carico dei pazienti cronici, assistenza domiciliare rivolta ai pazienti anziani, non ambulabili e fragili. Vorremmo ottenere la possibilità, all’interno di queste forme associative, di offrire prestazioni diagnostiche, inclusa la telemedicina, che attualmente possiamo erogare solo in forma individuale. C’è poi il tema dell’assistenza dei medici di famiglia nelle Case di Comunità: non deve trasformarsi in una “medicina di serie B”, una sorta di guardia medica diurna limitata alla distribuzione di ricette e certificati di malattia. Questo è l’impegno di FIMMG al tavolo delle trattative”.

“Per quanto riguarda la carenza di medici di famiglia (centinaia di migliaia di cittadini lombardi sono ormai senza medico), il nostro impegno è forte nel sostenere nella formazione i giovani medici che si sono iscritti al concorso regionale per diventare medici di famiglia: la Regione ha bandito 400 posti: in tre anni, con 1.500 assistiti ciascuno, potranno coprire l’assistenza per 600.000 cittadini lombardi. Ce l’hanno fatta in molte Regioni: la Lombardia non può rimanere indietro”, conclude la nota di Fimmg Milano.

Dall’altra parte la Lamg, che chiede che la presenza del MMG nelle CdC sia esclusivamente su base volontaria e che questo principio venga esplicitamente recepito nel prossimo Acn.

Lo Smi nazionale ha, negli scorsi giorni, affidato la spiegazioni dei motivi della protesta a una lunga nota “La nostra decisone è scaturita dall’assenza di impegni precisi da parte della Parte Pubblica in merito alle nostre rivendicazioni su: abolizione del “Ruolo Unico”, introdotto con la Legge Balduzzi, considerato la causa principale della burocratizzazione e della fuga dalla professione. Per lo stop al debito orario coatto e rimozione dell’obbligo per i MMG di coprire fino a sei ore settimanali nelle Case di Comunità, trasformando tale attività in un contratto orario autonomo, flessibile e su base esclusivamente volontaria. Per il rilancio della Medicina dei Servizi, con il potenziamento di quest’area per coprire le strutture territoriali e abbattere le liste d’attesa, garantendo ai professionisti le stesse tutele della dirigenza medica. Per l’istituzione della specializzazione universitaria con il passaggio della formazione della medicina generale sotto l’alveo accademico per garantire dignità agli standard europei, con il riconoscimento dell’equipollenza del titolo per chi ha già maturato esperienza sul campo; per il doppio canale di accesso alla professione (dipendenza e convenzione) e per il rafforzamento degli organici del 118”.

Lo sciopero nazionale dello Smi vede diversi appuntamenti in numerose Regioni. A Milano, domani, dalle 10 alle 12, Smi aderisce alla manifestazione organizzata dalla Lamg (Libera associazione di medicina generale) in piazza Duca d’Aosta.

14 Settembre 2026

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