Abruzzo. Al via sperimentazione su prevenzione malattie cardiovascolari

Abruzzo. Al via sperimentazione su prevenzione malattie cardiovascolari

Abruzzo. Al via sperimentazione su prevenzione malattie cardiovascolari
Al via il progetto ‘Diet, Excercise and Motivation Study’ che vede impegnati l’Università “Gabriele d’Annunzio” Chieti-Pescara e l’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti: l’obiettivo è valutare l’efficacia di un programma strutturato di promozione della salute

Mettere a punto una strategia di promozione della salute per la prevenzione cardiovascolare e verificarne l’efficacia.

È questo l’obiettivo a cui mira il progetto DEMOS (Diet, Excercise and Motivation Study) che vede impegnati l’Università “Gabriele d’Annunzio” Chieti-Pescara e l’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti.
 
Il progetto, che prenderà avvio a maggio, è stato approvato dal comitato etico dell’Università e della Asl, coinvolgerà, su base volontaria e gratuita, 80 persone con fattori di rischio cardiovascolare, selezionati sulla base di precise caratteristiche: eccesso di peso, o diabete tipo 2 non in trattamento con insulina, o ipertensione arteriosa, o alterazioni metaboliche di parametri quali trigliceridi e colesterolo. Il reclutamento è stato effettuato tra utenti che afferiscono agli ambulatori di Cardiologia e Diabetologia dell’ospedale di Chieti e al Centro universitario di Medicina dello Sport dell’Università. Hanno un’età compresa tra 40 e 60 anni e sono tutti di sesso maschile, per evitare l’interferenza delle variazioni ormonali sulla prestazione fisica.

La prima fase durerà tre mesi, durante i quali le persone coinvolte saranno divise inizialmente in due gruppi uguali di 40 soggetti ciascuno; uno sarà trattato convenzionalmente, senza una supervisione specifica, ricevendo informazioni sugli stili di vita raccomandabili, indicazioni nutrizionali e dietetiche e accesso libero alla palestra Aska di Chieti. L’altro gruppo, invece, sarà sottoposto a trattamenti intensivi sotto ogni profilo: il counseling dietetico sarà più stringente e l’attività fisica supervisionata in modo pressante per puntare dritti a risultati quali perdita di peso, miglioramento dei parametri lipidici e riduzione della pressione arteriosa. Ovviamente sarà interessante fare comparazioni con gli esiti del gruppo di controllo che ha seguito l’approccio soft.

Inoltre, il gruppo già sottoposto al controllo più drastico sarà ulteriormente suddiviso a metà, lasciando 20 soggetti liberi di gestirsi autonomamente; gli altri, invece, continueranno a essere seguiti attraverso un supporto motivazionale remoto, con messaggistica istantanea, per promuovere l’automonitoraggio di corrette abitudini alimentari e di esercizio fisico quotidiano.

“Abbiamo grandi aspettative verso questo progetto – mette in evidenza Raffaele De Caterina, responsabile della Cardiologia Universitaria dell’ospedale di Chieti e direttore della Cattedra di Cardiologia dell’Università – perché è noto che non basta educare i pazienti sull’importanza dei fattori di rischio e sulla necessità di adottare misure correttive. La vera sfida non è seguire per un periodo una dieta equilibrata o fare un po’ di attività fisica, ma adottare questi comportamenti e farne uno stile di vita permanente. Questo è il solo modo per ottenere risultati importanti e ridurre realmente il rischio cardiovascolare. Occorrono in questa fase forte determinazione e tanta motivazione e il nostro progetto fa leva proprio sulla possibilità di incentivare e far mantenere nel tempo tali aspetti mentali”.

Lo studio si svolge in collaborazione con i medici di medicina generale, l’Arma dei Carabinieri, i servizi di Diabetologia e di Radiologia dell’ospedale di Chieti, la sezione di Psicologia sociale dell’Università, il Centro universitario di Medicina dello Sport, il Centro Aska salute di Chieti e il laboratorio di analisi Alto Sangro di Lanciano. 

23 Aprile 2018

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