Medicina di genere ed equità delle cure. Catania (Tsrm-Pstrp Milano): “Partiamo dalla formazione dei professionisti”   

Medicina di genere ed equità delle cure. Catania (Tsrm-Pstrp Milano): “Partiamo dalla formazione dei professionisti”   

Medicina di genere ed equità delle cure. Catania (Tsrm-Pstrp Milano): “Partiamo dalla formazione dei professionisti”   
Evento formativo promosso dall’Ordine in concomitanza con la Giornata dedicata alle donne dell’8marzo: “La medicina di genere è un tema sempre più stringente e attuale. Vogliamo ipotizzare azioni strategiche per rendere il nostro Ssn sempre più inclusivo. L’obiettivo è rendere le professioni sanitarie si rendono protagoniste del cambiamento, innescando una spinta evolutiva necessaria dall’interno del sistema salute”, spiega il presidente Diego Catania.

“La medicina di genere è un tema sempre più stringente e attuale” e “vogliamo ipotizzare azioni strategiche per rendere il nostro Servizio Sanitario Nazionale sempre più inclusivo, cercando di dare una possibile risposta alla domanda: qual è il ruolo delle Professioni Sanitarie in questa evoluzione?”. Così il presidente dell’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM e PSTRP) di Milano, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza e Sondrio, Diego Catania, spiega il senso del convegno Ecm “Medicina di genere: la prospettiva delle Professioni Sanitarie” promosso dall’Ordine, con il patrocinio del Comune di Milano e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, in concomitanza con la Giornata della donna, l’8 marzo.

I saluti istituzionali si sono aperti con l’intervento dell’Assessore al Welfare del Comune di Milano, Lamberto Bertolé, che ha parlato dell’importanza di rimettere al centro le risorse umane del sistema salute per creare un contesto di cura inclusivo. Presenti anche Piero Ferrante, Presidente della Federazione Nazionale Ordini Fisioterapisti; Barbara Maria Cantoni, Segretario dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Milano, Lodi, Monza e Brianza; Rudy Alexander Rossetto, Presidente dell’Ordine dei Biologi della Lombardia; Nadia Rovelli, Presidente dell’Ordine Interprovinciale della Professione di Ostetrica/o di Bergamo, Cremona, Como, Lecco, Lodi, Milano, Monza Brianza e Sondrio, e Paolo Giovanni Viola, Presidente dell’Ordine dei Chimici e Fisici della Lombardia, a testimonianza di una sinergia fra i referenti delle Professioni a livello regionale e nazionale sul tema dell’equo accesso alle cure.

Il convegno ha preso il via con l’intervento della Dott.ssa Francesca Maranghi, Prima Ricercatrice del Centro di Riferimento per la Medicina di Genere dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha introdotto il tema della medicina di genere, la sua applicazione nel Servizio Sanitario Nazionale e il ruolo dell’ISS nell’eseguire studi sperimentali incentrati sulle differenze di genere allo scopo di identificare gruppi di popolazione vulnerabili. In seguito, la Dott.ssa Franca Di Nuovo, Referente della Medicina di Genere di Regione Lombardia e Componente dell’Osservatorio Nazionale della Medicina di Genere, ha presentato una panoramica delle azioni di Regione Lombardia per un equo accesso alle cure, e la Dott.ssa Cinthia Farina, Referente della Medicina di Genere dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e del Gruppo di Approfondimento Tecnico sulla Medicina di Genere di Regione Lombardia, ha approfondito le strategie attuate da una grande azienda sanitaria per implementare un approccio attento e inclusivo.

L’evento è stato anche l’occasione di illustrare il Questionario sul Ruolo di Genere (GeRoQ), elaborato dall’Università in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Equità di Genere dell’Ordine TSRM e PSTRP di Milano. “Il Questionario ‘GeRoQ’, frutto di una preziosa sinergia con l’Ordine, ha l’obiettivo di identificare gli elementi che contribuiscono alle differenze nell’accesso alle cure” dichiara la Prof.ssa Cinzia Bressi, Professoressa Associata in Psichiatria presso Università degli Studi di Milano. “Abbiamo cercato di dare rilievo anche ad aspetti più ‘sommersi’ del fenomeno, come l’impatto del ruolo di genere interiorizzato nel richiedere o ricercare determinate cure, o la disparità nella distribuzione delle responsabilità domestiche fra uomo e donna, che può comportare una minore disponibilità di tempo per eseguire controlli medici. Dobbiamo essere consapevoli di tutte le variabili in atto per implementare azioni correttive efficaci”.

“Il futuro della sanità si costruisce formando Professionisti consapevoli” commenta il Responsabile Scientifico e Vicepresidente dell’Ordine, Moreno Zanardo. “La necessità di adottare un approccio diverso alle cure, più inclusivo ed equo, richiede l’acquisizione di nuove conoscenze realizzate in corsi interdisciplinari, grazie all’aggiornamento continuo e al confronto con gli esperti del settore. In questo modo è possibile trasferire le scoperte della ricerca e della letteratura scientifica nell’operato quotidiano dei Professionisti Sanitari”.

Aggiunge il Referente del Gruppo di Lavoro Equità di Genere dell’Ordine, Fabio Corbino: “Decostruire i bias sociali e culturali e promuovere una prospettiva genere-consapevole può fare la differenza in diversi ambiti: nel rapporto con la persona assistita, nell’identificazione dei sintomi e nella corretta individuazione del percorso di cura più appropriato per ciascuna e ciascuno”.

“Da anni l’Ordine pone una particolare attenzione all’offerta formativa rivolta agli iscritti” conclude il Presidente Diego Catania. “Il nostro obiettivo è individuare le direttrici del progresso del sistema sanitario e gli aspetti trasversali che riguardano la crescita delle Professioni. Tutti coloro che hanno partecipato al convegno ne usciranno con una diversa consapevolezza in merito all’inclusività delle cure e alle differenze di genere, che applicheranno e renderanno operativa nell’esercizio delle proprie competenze. È così che le Professioni Sanitarie si rendono protagoniste del cambiamento, innescando una spinta evolutiva necessaria dall’interno del sistema salute”.

10 Marzo 2025

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