La Regione Sicilia ha inviato una lettera ufficiale al Ministro della Salute Orazio Schillaci e al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, denunciando le “criticità” e i “potenziali aggravi di costi” per il Servizio sanitario regionale derivanti dall’applicazione di alcuni commi della Legge di Bilancio 2024 (Legge 213/23).
Nel documento, il Presidente della Regione, Renato Schifani, sostiene che i commi 224, 225 e 227 dell’articolo 1 stanno avendo un impatto pesante sui bilanci, principalmente a causa della riclassificazione di alcune categorie di farmaci dalla classe A-PHT (a carico del Ssn con partecipazione alla spesa da parte del cittadino) alla classe A (a totale carico del Ssn).
I dati del primo semestre 2025 parlano chiaro: nonostante un aumento dei volumi di consumo dei farmaci antidiabetici (inibitori della DPP-4) solo del 3,5%, la spesa netta per questa categoria è esplosa del 27%, con un incremento di circa 3,9 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2024. Un fenomeno che, secondo la Regione, dimostra come a un consumo stabile non corrisponda una spesa stabile, ma un suo forte aumento a causa dei nuovi oneri.
L’analisi si estende ad altre categorie terapeutiche ad alto impatto, come antipertensivi e ipolipemizzanti, che nel complesso hanno fatto registrare un incremento della spesa convenzionata del 6,6% in Sicilia, un dato leggermente migliore della media nazionale (+7,7%), ma comunque insostenibile. La nota attribuisce questo trend all’aumento della remunerazione per le farmacie convenzionate previsto dalla stessa legge.
Il documento mette in guardia anche dalle future conseguenze della riclassificazione degli inibitori del SGLT2 (gliflozine), farmaci usati non solo per il diabete ma anche per scompenso cardiaco e insufficienza renale, stimando per la sola Sicilia un ulteriore aggravio di “decine di milioni di euro”.
Un altro fronte di critica è l’operato dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). La Regione Sicilia, condividendo le preoccupazioni sollevate dal Tavolo di Coordinamento delle Regioni, contesta la “progressiva eliminazione” dei sistemi di governo della spesa, come l’abolizione dei Piani Terapeutici web-based e di varie Note Aifa. Queste misure, si legge, “sottraggono alle Regioni la possibilità di agire sulla corretta gestione delle terapie”, con il rischio di aumentare le prescrizioni inappropriate e compromettere la sicurezza dei cittadini.
Per fronteggiare l’emergenza, la Sicilia suggerisce al Governo di valutare “iniziative correttive” dei commi incriminati e delle politiche Aifa. Tra le proposte, anche la riclassificazione di farmaci di uso consolidato e a basso costo dalla Fascia A alla Fascia C, dove è prevista una compartecipazione alla spesa da parte del cittadino, come misura per garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.