Batterio killer. Il ministero: “Direzione Ao Verona non ha saputo gestire la situazione e il personale ha trascurato norme sicurezza”

Batterio killer. Il ministero: “Direzione Ao Verona non ha saputo gestire la situazione e il personale ha trascurato norme sicurezza”

Batterio killer. Il ministero: “Direzione Ao Verona non ha saputo gestire la situazione e il personale ha trascurato norme sicurezza”
Nell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona morirono 4 bambini a causa del Citrobacter annidato nei lavandini della Terapia intensiva neonatale. Per gli ispettori le responsabilità sarebbero ascrivibili anzitutto ai vertici della direzione aziendale per la mancanza di un piano efficace contro le infezioni ospealiere, ma anche al mancato rispetto delle misure di igiene da parte del personale, avendo rivelato “livelli insufficienti di consumo di gel idroalcolico”.

La direzione dell’Azienda ospedaliera di Verona non ha saputo “favorire la definizione di un piano chiaro di integrazione tra le diverse strutture che si occupano di infezioni correlate all’assistenza e di conseguenza di mettere in atto le dovute e immediate azioni di contenimento e miglioramento”.


 


Ma anche il personale sanitario della Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona sono responsabili di non avere rispettato le procedure di sicurezza per la prevenzione delle infezioni, a partire dalla scarsa igiene delle mani. Forse anche a causa di una scarsa formazione in materia.


 


Sono queste, secondo quanto riferito dal Corriere del Veneto, le conclusioni della commissione di ispettori del ministero della Salute inviati a Verona per fare luce sul caso Citrobacter Koseri che ha portato al decesso di 4 bambini.

La commissione avrebbe confermato che il batterio si sarebbe annidato nei rubinetti del reparto e avrebbe poi contaminato il materiale utilizzato per la cura dei neonati. Eppure sono dopo i decessi e numerosi bambini colpiti dal batterio si iniziò a comprendere cosa stava accadendo. Infatti, secondo quanto riferito dal Corriere del Veneto sulla base della relazione degli ispettori, già nel novembre 2019 il Servizio d’Igiene aveva segnalato la presenza di bimbi in isolamento e solo a febbraio 2020 la commissione interna istituita per fare chiarezza parla in maniera ufficiale di Citrobacter.

01 Dicembre 2020

© Riproduzione riservata

Sanità. Il Veneto esporta il proprio modello in Africa
Sanità. Il Veneto esporta il proprio modello in Africa

“La sanità veneta fa scuola anche all’estero. Tra i settori di riferimento ora è entrato stabilmente anche quello della gestione dell’emergenza ed urgenza, ambito su cui solo una minoranza di...

Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”
Lazio. Regione: “Conti della sanità in utile per il terzo anno consecutivo, condizioni per avviare l’uscita dal Piano di rientro”

Per il terzo anno consecutivo il bilancio della sanità del Lazio chiude in utile. Anche per il 2025, infatti, l’esercizio delle aziende del Servizio Sanitario della Regione Lazio è in...

Policlinico Abano, il reparto di Ostetricia trasloca e di notte ospiterà anche i papà
Policlinico Abano, il reparto di Ostetricia trasloca e di notte ospiterà anche i papà

Nel reparto Maternità del Policlinico Abano i papà potranno restare di notte in reparto accanto alle neomamme. Nella nuova sede del Punto Nascita al secondo piano della struttura di Abano...

Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle
Rsa. Circa 1 residente su 40 ha un’infezione correlata all’assistenza. Dal progetto Ccm una ‘cassetta degli attrezzi’ per prevenirle

Nelle Rsa italiane le infezioni correlate all’assistenza restano un nemico silenzioso. Colpiscono migliaia di residenti, sono spesso sostenute da microrganismi resistenti agli antibiotici e, in molti casi, potrebbero essere evitate...