Campobasso. Usava struttura pubblica per attività privata. Arrestato un dirigente medico

Campobasso. Usava struttura pubblica per attività privata. Arrestato un dirigente medico

Campobasso. Usava struttura pubblica per attività privata. Arrestato un dirigente medico
Il ginecologo, con la complicità di un collega, aveva creato un canale alternativo al servizio sanitario pubblico, servendosi della struttura e delle apparecchiature pubbliche per fini privati. Inoltre, con il concorso dei responsabili di una ditta farmaceutica di Perugia, aveva falsificato una sperimentazione sui pazienti - ignari - ricoverati nel reparto ospedaliero, per certificare la validità di un farmaco.

E’ finito agli arresti domiciliari un medico ginecologo, dipendente dell’Azienda Sanitaria Regione Molise, con incarico di dirigente medico presso il reparto di ostetricia e ginecologia del Presidio Ospedaliero di Termoli (CB). L’arresto giunge a conclusione di un anno di indagini avviate dai Carabinieri del NAS molisano grazie alla denuncia di una donna che durante la propria gravidanza si era rivolta alla struttura pubblica senza ricevere la dovuta assistenza.


 


L’attività investigativa ha permesso di accertare che il dirigente medico con la complicità di un collega, sistematicamente, anche in periodi di assenza dal lavoro per malattia, utilizzava la struttura pubblica per svolgere la propria attività privata. “Le prove raccolte dai militari – spiega una nota dei Nas – hanno permesso di scoprire che i sanitari avevano creato un canale alternativo al servizio sanitario pubblico, servendosi della struttura ospedaliera e delle apparecchiature pubbliche per fini privati, con conseguente illecito arricchimento in quanto inducevano le pazienti, in stato di gravidanza, a rivolgersi a loro per ricevere la dovuta assistenza sanitaria previo pagamento della prestazione”.

Il medico arrestato, inoltre, è emerso dall’indagine, “con il concorso dei responsabili di una ditta farmaceutica di Perugia, in assenza di autorizzazione da parte dell’azienda sanitaria, aveva falsificato una sperimentazione su ignari pazienti ricoverati nel reparto ospedaliero, per certificare la validità di un farmaco commercializzato dalla ditta compiacente”.
 

15 Aprile 2015

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