Cavallino Treporti. Zaia inaugura nuovo punto di primo intervento

Cavallino Treporti. Zaia inaugura nuovo punto di primo intervento

Cavallino Treporti. Zaia inaugura nuovo punto di primo intervento
Il nuovo Punto di Primo Intervento è costituito da un ambulatorio per le emergenze, due astanterie per ricoveri brevi, un ambulatorio turistico, accettazione ed area triage su una superficie di 220 mq. All’interno operano personale medico e infermieristico. Zaia: “Il cambiamento ha portato più strutture. In 2,6 mesi un ppi per 6 milioni di turisti e 13.500 residenti. prima non c’era”.

“Ogni cambiamento, è naturale, porta qualche mal di pancia, come quando la programmazione regionale portò questo territorio nell’area di competenza dell’Ulss 4 Veneto Orientale. L’impegno era che Cavallino Treporti avrebbe avuto servizi e strutture sanitarie ancor più efficienti. Oggi siamo qui  a mantenere la promessa, con un Punto di Primo Intervento che la località non ha mai avuto prima, realizzato in due mesi e mezzo, con un investimento di 838 mila euro”. Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia che oggi a Cavallino Treporti, affiancato la Vicepresidente Gianluca Forcolin, dall’assessore alle Infrastrutture Elisa De Berti, dai Consiglieri regionali dell’area, dal Sindaco Roberta Nesto, dal Direttore Generale dell’Ulss Carlo Bramezza, ha inaugurato il nuovo Punto di Primo Intervento Sanitario, che veglierà sull’emergenza-urgenza di un’area che conta circa 6 milioni di presenze turistiche l’anno e 13.500 residenti.

“Con quest’opera – ha aggiunto Zaia – Cavallino viene allineata ai servizi presenti nelle altre spiagge venete, perché non sia mai che nella nostra organizzazione possa esistere un territorio di serie A e uno di serie B. Un motivo di tranquillità per la popolazione residente – ha aggiunto – ma anche un messaggio forte che mandiamo al mercato turistico e agli operatori: in Veneto è bello venire per tutte le sue peculiarità, ma anche perché chiunque stia male viene curato subito e bene”.

“Il sistema sanitario veneto – ha tenuto a precisare Zaia – è l’unico che può presentare un’offerta di emergenza urgenza come questa circa ogni 15 chilometri. Cerchiamo di rispondere adeguatamente a ogni esigenza, come in questo caso, pur dovendo gestire una macchina enorme che eroga più di 80 milioni di prestazioni l’anno, circa 7 milioni al mese, che costa 9 miliardi 360 milioni l’anno e che va avanti grazie all’impegno e alla professionalità di 54 mila dipendenti, ai quali tutti dobbiamo il nostro grazie”.

“In altre realtà turistiche come Caorle e Bibione, dove sono attivi PPI analoghi a questo, i dati confermano la loro utilità: nel periodo maggio- settembre 2017 il PPI di Caorle ha registrato 4.328 accessi e il PPI di Bibione 5.665 accessi”, riferisce la Regione. In entrambi i casi il picco massimo è stato registrato a luglio e ad agosto con elevatissime percentuali di pazienti di lingua straniera.

Il nuovo Punto di Primo Intervento è costituito da un ambulatorio per le emergenze, due astanterie per ricoveri brevi, un ambulatorio turistico, accettazione ed area triage su una superficie di 220 mq. All’interno operano personale medico e infermieristico; il soccorso sul territorio viene garantito con la presenza di due ambulanze nelle 24 ore da maggio a settembre, nel restante periodo dell’anno è presente un’ambulanza nelle 24 ore con infermiere. Massima attenzione è rivolta anche all’accoglienza e alla gestione dei pazienti di lingua straniera, con la presenza di personale interprete nelle 12 ore diurne e di un servizio di interpretariato telefonico (20 lingue) nelle 24 ore. Sul fronte tecnologico il PPI è provvisto di un sistema di monitoraggio, di un point of care per gli esami di laboratorio di base, di elettrocardiografo con teletrasmissione, lampada scialitica, ferri chirurgici e molto altro per intervenire in caso di emergenze minori e per una prima stabilizzazione del paziente.

02 Luglio 2018

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