Contratto. Cimo FVG contro riforma Brunetta: “La Regione intervenga all’Aran”

Contratto. Cimo FVG contro riforma Brunetta: “La Regione intervenga all’Aran”

Contratto. Cimo FVG contro riforma Brunetta: “La Regione intervenga all’Aran”
Il segretario regionale Giulio Andolfato sollecita il ripristino degli articoli 4, 5, 6 del ccnl 862000 abrogati dal Dlgs 1502009. “Prevedevano l’informazione, la consultazione e la concertazione con i sindacati in materia di regolamenti, organizzazioni del lavoro ect. Strumenti importantissimi e democratici di feed back nelle decisioni gestionali”. E sulla sanità in Friuli Venezia Giulia osserva: “La vera riforma deve stimolare il fattivo e partecipato contributo dei medici, questa sarebbe una vera svolta rispetto le politiche passate”

L’Assessore con delega alla salute FVG, Riccardo Riccardi, se da una parte ha rassicurato i sindacati sul mantenimento dei livelli delle Rar (31 milioni di euro, come per il 2018) da erogare con rinnovate modalità, in accordo con il nuovo Ccnl di comparto, dall’altra ribadisce che le risorse a disposizione non sono infinite e la spesa non può aumentare del 10% in quattro anni. Questo è quanto emerso in occasione dell’ultimo tavolo tecnico, svoltasi ad Udine tra sindacati della dirigenza medica e veterinaria, Assessore alla salute ed i vari Direttori Generali delle aziende ospedaliere, per discutere sull’erogazione delle risorse aggiuntive regionali. Quello che doveva essere un incontro sulle Rar, in realtà si è rivelato un confronto sulla situazione generale del Sistema Sanitario Regionale.

Il Segretario Cimo della Regione FVG – Dr. Giulio Andolfato, rispondendo alle lamentele dell’Assessore circa le esternazioni personali di alcuni dipendenti, propone che vengano ripristinati gli effetti dell’articolo 6 comma 1 del ccnl 2002-2005 – ovvero gli art.  4,5,6 del ccnl 862000: “A nome di Cimo, chiediamo che la Regione Autonoma FVG si faccia promotrice a Roma e con l’ARAN per il ripristino degli articoli dei ccnl abrogati dal Decreto Legislativo n.1502009, detto Riforma Brunetta, i quali prevedevano l’informazione, la consultazione e concertazione in materia di regolamenti, organizzazioni del lavoro, etc., con le organizzazioni sindacali accreditate. Strumenti questi, importantissimi e democratici, di feed back nelle decisioni gestionali”.

Sull’aumento della spesa sanitaria, evidenziata dallo stesso Riccardi, il Segretario Andolfato puntualizza che per abbassare la spesa bisogna partire dagli sprechi, ovvero da quello che manca: “Manca un’organizzazione sui percorsi clinicodiagnostici, manca una programmazione sanitaria su previsione epidemiologica e, un’ulteriore spreco sono i finanziamenti che la Regione eroga alle varie Ulss, sulle richieste dei DG, invece che su veri e propri obbiettivi da perseguire”. La proposta di Andolfato, approvata e sostenuta dalle altre sigle sindacali presenti, è quella di mettere in condizione i medici ospedalieri di migliorare l’uso delle risorse, che sono ingenti e sufficienti, affinando l’uso delle diagnostiche e delle terapie e riducendo il carico burocratico.

Il mancato coordinamento ospedale erritorio, due compartimenti stagni, di cui il secondo cresciuto a spese del depotenziamento della rete ospedaliera, è la prima sfida da affrontare. Ricorda, il Segretario Cimo che la fuga di cervelli dal nostro SSN è legata alla scarsità delle retribuzioni e delle progressioni di carriera, ma anche alla frustrante organizzazione del lavoro. E’ per questo motivo che bisogna restituire il ruolo decisionale alla classe medica dirigente, unica vera responsabile, anche civilmente e penalmente della salute dei cittadini, premiandola prima che dal punto di vista economico e poi dal punto di vista normativo. “La vera riforma deve stimolare il fattivo e partecipato contributo dei medici, questa sarebbe una vera svolta rispetto le politiche passate, che hanno scommesso invece su altre figure professionali”

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

16 Aprile 2019

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