Coronavirus. Anaao Piemonte contro la burocrazia: “Servono dispositivi. Basta lungaggini”

Coronavirus. Anaao Piemonte contro la burocrazia: “Servono dispositivi. Basta lungaggini”

Coronavirus. Anaao Piemonte contro la burocrazia: “Servono dispositivi. Basta lungaggini”
Il sindacato lancia un appello contro la carenza di maschere, caschi Cpap e ventilatori. “Ci sono troppi vincoli burocratici per i rifornimenti, troppe regole di acquisto, assenza di lista fornitori condivisa”. Per l’Anaao “si deve immediatamente derogare al pagamento a 180 giorni della Regione” e anche la distribuzione delle scorte acquistate dalla Protezione Civile nazionale “deve essere più agile, non perdersi in lungaggini”.


Duro attacco dell’Anaao Piemonte contro l’Unità di crisi regionale. Cosa non va il sindacato lo spiega in due parole: “Non funziona”. E così “le maschere scarseggiano”. Mancano anche “i caschi Cpap” e “i ventilatori”.  Eppure, riferisce l’Anaao Piemonte, “ci risulta che un privato del Vercellese abbia acquistato numerose mascherine e alcuni caschi per Cpap, che sta distribuendo ai sanitari. E come lui altri generosi donatori. Come possono i comuni cittadini arrivare laddove non riesce la Regione?”.

Per l’Anaao uno dei problemi risiede nel fatto che “ci sono troppi vincoli burocratici per i rifornimenti, troppe regole di acquisto, assenza di lista fornitori condivisa”. La proposta del sindacato è che “si deve immediatamente derogare al pagamento a 180 giorni della Regione. Che salti tutta la burocrazia, subito”.
 
Per l’Anaao “è indispensabile che chi lavorava agli uffici acquisti sia operativo 7/7 , che agisca con urgenza, non come se dovesse acquistare i toner per le fotocopiatrici”. E “la distribuzione delle scorte acquistate dalla Protezione Civile nazionale deve essere più agile, non perdersi in lungaggini”. Perché “intanto noi ci stiamo ammalando e non abbiamo i mezzi per curare adeguatamente i pazienti”.

“Il Sistema sanitario – conclude l’Anaao Piemonte – ha bisogno di truppe numerose, preparate, motivate e protette. Noi ci siamo . E la Regione?”.

23 Marzo 2020

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