Coronavirus. Cgil: “Esiste un ‘caso Trieste’, serve unità di crisi”

Coronavirus. Cgil: “Esiste un ‘caso Trieste’, serve unità di crisi”

Coronavirus. Cgil: “Esiste un ‘caso Trieste’, serve unità di crisi”
“Serve una strategia. Vogliamo un’unità di crisi, che agisca sulla base delle particolarità del territorio per risolvere le criticità. Chiederemo all’Assessorato e a chi governa le case di riposo come mai siamo giunti a questa situazione. E vorremmo avere dal Direttore dell’Asu Gi una mappatura” delle task force sanitarie. Il Sindacato quindi boccia l’ipotesi di una nave-ospedale, occorre una “soluzione dignitosa”

“Esiste un ‘caso Trieste’ sia per quanto riguarda il numero dei contagi da Coronavirus nelle case di riposo, sia per quanto riguarda quello degli operatori sanitari, 90 la settimana scorsa”. Quindi “serve una strategia” per far fronte “all'emergenza”. “Vogliamo un’unità di crisi”, che agisca sulla base delle particolarità del territorio per risolvere le criticità. Lo afferma la responsabile sanità della Cgil Fvg, Rossana Giacaz.

“C’è una preoccupazione molto alta sul ‘caso Trieste’ da parte del Sindacato”, aggiunge Giacaz. “A Trieste il maggior numero di contagi nelle case di riposo si sono registrati nelle strutture ‘polifunzionali’, ovvero appartamenti e case ristrutturate per accogliere anziani che non hanno la possibilità per questioni di spazi di dividere gli infetti dai non infetti. Chiederemo all’Assessorato e a chi governa le case di riposo come mai siamo giunti a questa situazione. E vorremmo avere dal direttore dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliana Isontina una mappatura” delle task force sanitarie presenti nelle strutture.

Ma soprattutto, insiste, servono “numeri e trasparenza: sono una delle cose che chiediamo al Direttore. Nella fase 2 sarà determinante il controllo del territorio”. E sull’ipotesi di una nave-ospedale a Trieste in cui trasferire gli anziani positivi dalle case di riposo: “È l’esternazione della débâcle – conclude – abbiamo strutture pubbliche, private, alberghi e penso che, dopo tanta fatica, per questi anziani deve essere studiata una soluzione dignitosa”.

20 Aprile 2020

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