Ddl Riforma sanità presentato in Consiglio. Per il Pd “inopportuno parlarne in piena emergenza coronavirus”

Ddl Riforma sanità presentato in Consiglio. Per il Pd “inopportuno parlarne in piena emergenza coronavirus”

Ddl Riforma sanità presentato in Consiglio. Per il Pd “inopportuno parlarne in piena emergenza coronavirus”
L'assessore Nieddu ha illustrato il provvedimento spiegando che “intendiamo abbandonare il modello della Asl unica perché si è rivelato sbagliato e vorremo sostituirlo con 8 Asl territoriali più l’azienda Ares, Areus, il Broztu con Microcitemico e Oncologico e le due Aou. Siamo aperti al contributo di tutti”. L’UDC depositata una proposta alternativa che prevede la soppressione di Areus. L’ Opposizione esprime perplessità sull’opportunità di mettere mano alla sanità in piena emergenza coronavirus.

Il Disegno di legge della Giunta Solinas è stato presentato mercoledì’ 4 marzo in Commissione consiliare Sanità. Da quel che è stato in breve trasmesso dall’ufficio stampa del Consiglio regionale della Sardegna, nel corso della seduta l’Assessore regionale Mario Nieddu, ha detto: “Siamo davvero aperti al contributo di tutti, intendiamo abbandonare il modello della Asl unica perché si è rivelato sbagliato e vorremo sostituirlo con otto aziende sanitarie territoriali più l’azienda Ares che si occuperà della committenza per le grandi gare e dei concorsi. In aggiunta, prevediamo Areus, l’azienda di rilievo nazionale Broztu con Microcitemico e Oncologico e le due aziende universitarie ospedaliere. Le otto aziende saranno dotate di autonomia gestionale e organizzativa e il management non sarà più costretto a occuparsi di materie amministrative che alla fine allontanano la sanità pubblica dal cittadino”.

Riguardo ai Direttori delle aziende sanitarie l’esponente di Giunta esordisce: “Rivedremo al ribasso i compensi dei manager anche in considerazione della complessità della gestione di ogni singola azienda. E saranno istituiti anche gli albi. Sappiamo che su questo aspetto c’è il rischio di impugnativa da parte del governo nazionale ma pensiamo che la Sardegna è regione autonoma e autofinanzia il suo sistema sanitario. Dunque, ha diritto di avere l’albo dei suoi manager. Peraltro, è appena iniziato il corso per i manager della sanità e noi speriamo di attingere proprio da quel corso per avere nuove competenze sarde”. 
 
Sull’accreditamento delle strutture sanitarie regionali private l’Assessore precisa: “ Le norme saranno semplificate e si procederà con l’autocertificazione”. La Giunta intende inoltre costruire quattro ospedali “ma per ora abbiamo a disposizione soltanto 350 milioni di euro” – conclude Nieddu.
 
Dagli esponenti dell’UDC, in Commissione viene annunciato dal Consigliere Antonello Peru l’arrivo di un’altra proposta di legge sempre sulla riforma sanitaria, la n° 121, che è stata depositata in Consiglio lo stesso 4 marzo e pubblicata successivamente. Tra i vari articoli di quest’ultima, secondo il gruppo UDC che l’ha presentata, l'Azienda Regionale dell'Emergenza e Urgenza della Sardegna (Areus) dovrebbe essere soppressa.
 
Dall’opposizione, il Capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, non nasconde invece perplessità “sull’opportunità di mettere mano alla sanità in un momento di assoluta emergenza come quello che stiamo vivendo. In ogni caso – evidenzia il Consigliere – il dato che si intuisce subito è che la riforma sanitaria proposta porterà 48 poltrone aggiuntive rispetto a quelle attuali”.
 
Dopo Ganau, è stata la volta del capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, che ha avanzato ulteriori “perplessità sull’utilità di Ares visto che sarà un’azienda sanitaria ma avrà soltanto personale amministrativo. In ogni caso sembra di capire che le aziende sanitarie continueranno a gestire gli appalti sottosoglia”.
 
Esprime soddisfazione, in ultimo, il Presidente del parlamentino Domenico Gallus: “Intanto inizia oggi un cammino complesso che ci porterà nei tempi adatti a riformare l’organizzazione della sanità sarda. Ci sono due proposte legislative e i Commissari, che nei mesi scorsi hanno visitato i più importanti presidi sanitari dell’Isola, intendono ora sentire il parere delle parti sociali”.
 
Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

09 Marzo 2020

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