Esclusivo. Il testo definitivo dell’intesa 2014-2016 tra Regione Lazio e Gemelli. Finanziamenti tra 450 e 500 milioni l’anno

Esclusivo. Il testo definitivo dell’intesa 2014-2016 tra Regione Lazio e Gemelli. Finanziamenti tra 450 e 500 milioni l’anno

Esclusivo. Il testo definitivo dell’intesa 2014-2016 tra Regione Lazio e Gemelli. Finanziamenti tra 450 e 500 milioni l’anno
Il protocollo è accompagnato da un accordo che mette fine al lungo contenzioso tra le due parti. Previsto un percorso organico di condivisione delle attività del Policlinico. Obiettivo: garantire una sistematica partecipazione dell’Università alla programmazione sanitaria regionale. 

Dopo 14 anni di attesa, la Regione Lazio e il Gemelli hanno siglato il protocollo d’intesa sulle modalità di collaborazione relative all’assistenza erogata dal Policlinico. Il documento è stato firmato dal governatore, Nicola Zingaretti, e dal rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, alla presenza del sub commissario alla Sanità, Renato Botti, del coordinatore della Cabina di Regia del Ssr, Alessio D’Amato, e del Dg del Gemelli, Maurizio Guizzardi.

Il protocollo è accompagnato da un accordo che mette fine al lungo e annoso contenzioso tra i due enti, a causa degli oltre 700 milioni richiesti dalla Cattolica per le prestazioni erogate e mai riconosciuti dalla Pisana. L’amministrazione regionale ha infatti accettato di versare 77 milioni, divisi in due tranches: 27 entro ottobre e gli altri 50 a dicembre. Il testo fissa, inoltre, la somma annuale dei trasferimenti dalla Regione al Gemelli, che oscilla tra 450 e 500 milioni. Si tratta di una cifra che non include soltanto il ricovero, ma anche tutta la parte specialistica, della didattica e della ricerca.

L’accordo ha ricevuto il placet dei ministeri dell’Economia e della Salute. Il Gemelli potrà quindi accedere anche alle risorse previste dalla Legge di Stabilità: 50 milioni per il 2014 e 35 milioni all’anno dal 2015 al 2024, come stabilito per tutti i policlinici che afferiscono a università non statali.
Il documento dedica poi ampio spazio alla pianificazione delle attività del Policlinico, che verranno sistematicamente condivise con la Regione. Il protocollo istituisce infatti un comitato paritetico, composto da rappresentanti regionali e della Cattolica, che valuterà qualità ed efficacia delle proposte. Una scelta adottata con l’obiettivo di garantire un’organica partecipazione dell’Università alla programmazione sanitaria regionale “per la parte relativa alla definizione degli indirizzi, dei programmi di intervento e dei modelli organizzativi che interessano le strutture e i servizi sanitari destinati all'esercizio dei compiti istituzionali della Facoltà di Medicina dell'Università nel campo della formazione pre-laurea, post-laurea, della ricerca biomedica e sui servizi sanitari”.

La Regione, nell’ambito della determinazione degli indirizzi di politica sanitaria e di ricerca, terrà quindi conto del ruolo del Policlinico Gemelli sia in sede di adozione e di adeguamento del Piano sanitario regionale che in sede di elaborazione di atti che riguardino: i Centri di Riferimento Regionale e le biobanche di materiale umano; lo sviluppo di tecnologie e biotecnologie di possibile traslazione clinica; l’integrazione ospedale-territorio; nuovi modelli organizzativi e formativi, con particolare riferimento a quelli focalizzati sulla centralità del paziente; la definizione di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali e i criteri di valutazione della performance e dell’appropriatezza clinico assistenziale.

Al Gemelli vengono riconosciuti 1558 posti letto accreditati con il Servizio Sanitario Regionale, comprensivi di n. 242 posti letto della struttura Complesso Integrato Columbus. Dal canto suo, l’Università assicura attività assistenziali che si configurano in: ricovero ordinario; ricovero in day hospital; prestazioni ambulatoriali e domiciliari; prestazioni di pronto soccorso; riabilitazione; hospice; cure palliative.

Per quanto riguarda la ricerca, la Regione concorda con l’Università la definizione e l’attuazione di progetti finalizzati a sviluppare innovazioni scientifiche, anche sperimentali, nonché nuovi modelli organizzativi, gestionali e formativi. Con specifici protocolli esecutivi, potranno essere individuate le priorità ed i progetti da attivare nell’ambito dei rispettivi impegni economici.
 
Gennaro Barbieri

Gennaro Barbieri

02 Ottobre 2014

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