Federalismo e spesa sanitaria, Martini al comando

Federalismo e spesa sanitaria, Martini al comando

Federalismo e spesa sanitaria, Martini al comando
“Non daremo tregua a nessuno. Il valore più alto, sancito dalla Costituzione, è quello della salute. Troppo a lungo qui si è annidata in una giungla di affari e sprechi”. Queste le dichiarazioni, al quotidiano ‘La Padania’, del sottosegretario Francesca Martini, fresca di nomina per l’attuazione delle deleghe sul federalismo fiscale con pieni poteri per bilanci sanitari e verifiche sui Piani di rientro

Martini sarà delegata a partecipare alla Conferenza unificata Stato-Regioni e Stato-Città e autonomie locali, e avrà ancora in mano i rapporti con la Commissione salute della Conferenza delle Regioni e la gestione dei profili del Fondo sanitario nazionale. Autonomie locali comprese. Poteri di sostanza visto che sarà chiamata a monitorare e far rispettare i Piano di rientro ed il contenimento della spesa, soprattutto in quelle regioni del centro-sud con i conti in ‘profondo rosso’.

A parlare di fisco si è aggiunto ieri anche lo stimato amico Giulio Tremonti, che ha definito la riforma fiscale come una svolta “epocale e storica”, con la quale poter contrastare gli effetti della globalizzazione, di cui le drammatiche vicende greche sono una ‘viva’ testimonianza. Tagli agli sprechi, servizi a costi inferiori, moralizzazione e controllo della spesa, saranno dunque queste le linee guida per l’attuazione della riforma federalista del Paese.

“Sulla vita dei cittadini non si scherza – ha tuonato Martini – Contraffazioni in cui si sono spacciati gli sprechi per servizi o mancanza di fondi, liste d’attesa truccate, tempi d’attesa indegni. Ogni euro speso deve essere per il benessere e la salvaguardia dei cittadini, dover ancora assistere a questo genere di sprechi è un delitto insopportabile”. Insomma, Molise, Campania, Calabria, Lazio, Sicilia e Sardegna sono ’avvertite’, certi disavanzi della spesa sono “inaccettabili”.

Martini ha spiegato che si sta parlando dei bilanci reali di oggi, che non è possibile tollerare ulteriormente certi ‘alibi’ sul rimbalzo delle eredità con i governatori precedenti. “Il cittadino chiede conto di come sono spese le sue tasse, se chi è chiamato a correggere il tiro non ne è capace, se ne riparla. Il Federalismo – ha concluso il sottosegretario Martini – non è tirare a campare”.
 
 
G.R.

05 Maggio 2010

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