Fimmg Roma-Lazio: “I medici architrave del Ssn ma ignorati”

Fimmg Roma-Lazio: “I medici architrave del Ssn ma ignorati”

Fimmg Roma-Lazio: “I medici architrave del Ssn ma ignorati”
"Il lavoro della medicina generale in questi due anni è cresciuto del 300%”, spiega il sindacato che cita, tra le altre cose, 1,5 mln di vaccini antinfluenzali e 900 mila antiCovid somministrati nel 2021. Eppure, “mentre tutto questo avveniva, si svolgeva nel paese un dibattito surreale che puntava a raccontare la fine del nostro ruolo, facendo crescere un senso di frustrazione che ha prodotto la corsa al pensionamento e la fuga dei giovani medici”. Lettera a Mattarella per chiedere sostegno alla categoria.

Una forma di protesta e di denuncia dei medici di medicina generale del Lazio quello promosso dalla Fimmg Roma e Lazio con Doctor Day. Un evento in cui sono stati presentati i dati del lavoro svolto in questi due anni dai medici di medicina generale, denunciato però anche il senso di frustrazione e stress vissuto dalla categoria, nonché occasione per “un ultimo il ricordo di alcuni colleghi scomparsi. Roberto Caiello operava a Viterbo. In pochi mesi ha effettuato mille vaccinazioni per antinfluenzale, pneumococcica, covid. Era il primo vaccinatore della Asl. Ma non solo: ha certificato, visitato in studio, staccato migliaia di ricette, fornito assistenza domiciliare a migliaia di pazienti tra cronici e in sorveglianza per i postumi dell’epidemia. Maurizio Cerquetani medico in provincia di Rieti morto di Covid nel marzo 2021. Un pensiero di gratitudine e solidarietà anche ai colleghi che hanno avuto sofferenze fisiche e psicologiche dalla malattia”, si legge in una nota della Fimmg Roma e Lazio.

Il lavoro della medicina generale in questi due anni “è cresciuto del 300%”, spiega il sindacato. Che cita “nel 2021 ogni medico ha compilato 24mila ricette. Oltre 450 a settimana. 9,4 a cittadino. Quel foglio rosa non è atto burocratico ma atto medico che comporta sapienza e assunzione di responsabilità”. 

E ancora, “nel 2021 i medici di medicina generale hanno effettuato:  
1 milione 400 mila dosi di vaccini antinfluenzali
441 mila vaccini anti pneumococcica
900 mila dosi di vaccino Covid, nonostante l’ostracismo nel fornirci le dosi necessarie a fare bene il nostro lavoro. 
Le vaccinazioni domiciliari sono cresciute del 60% passando dalle 65000 del 2019 a 107 mila del 2020
I medici impegnati nella vaccinazione sono stati 3700 , su 4100
Le certificazioni sono state 1 milione e 250 mila
Seguito a domicilio l’85% dei pazienti covid
Eseguiti 500mila tamponi”.

A tutto questo va aggiunto il dialogo continuo attraverso i social: email, whatsapp, sms. “Modalità sempre più diffusa e che non prevede orari. Le visite a domicilio per patologie no Covid 19, e non necessitanti assistenza specialistica od ospedaliera sono state più di 600mila. Cinque a settimana per ogni medico. Tempo visita dai 30 ai 60 minuti”.

Una gran mole di lavoro. Numeri che, per la Fimmg, “restituiscono una evidenza indiscutibile: la medicina generale è, e resta,  trave centrale del sistema sanitario pubblico e presidio fondamentale sul territorio per garantire ad ogni cittadino l’accesso alle cure e il rispetto del diritto alla salute sancito dalla Costituzione”.

E numeri che servono a rendere ancora più idea di quanto accaduto dopo. Infatti, spiega la nota del sindacato, “mentre tutto questo avveniva si svolgeva nel paese un dibattito surreale che puntava a raccontare la fine del nostro ruolo. I numeri dicono altro e smentiscono una narrazione forzata e funzionale solo a smantellare il pilastro centrale della sanità pubblica territoriale, cioè la medicina generale. Mentre eravamo impegnati a fare il nostro lavoro è stata alimentata una campagna denigratoria del nostro ruolo, indegna costruita a tavolino su tesi vecchie e soluzioni centraliste”. 

“Un filone di pensiero delegittimante – lo definisce la Fimmg – che però non ha scalfito la fiducia del cittadino nei confronti del proprio medico. Però ha diffuso a piene mani un senso di frustrazione, che ha prodotto la corsa al pensionamento, e la fuga dei giovani medici da questa professione. Il risultato è che oggi migliaia di cittadini residenti in comuni piccoli e medi in Italia e nel Lazio non hanno il medico di famiglia. E’ un fatto gravissimo perché lede alle fondamenta il diritto alle cure così come stabilito dalla Costituzione”.

Per questo i medici di famiglia, “dimenticati dalle istituzioni”, hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella , per richiedere “ascolto e sostegno verso una categoria che ha pagato non poco i due anni di pandemia, ha fatto un lavoro fondamentale e continuerà a farlo”.

09 Maggio 2022

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