Foggia. Venti sanitari indagati per la morte della giovane che scatenò l’ira dei famigliari. Il Dg: “Atto dovuto”   

Foggia. Venti sanitari indagati per la morte della giovane che scatenò l’ira dei famigliari. Il Dg: “Atto dovuto”   

Foggia. Venti sanitari indagati per la morte della giovane che scatenò l’ira dei famigliari. Il Dg: “Atto dovuto”   
“Siamo sereni e stiamo collaborando”, dice all’Adnkronos il Dg Pasqualone. “I magistrati fanno il loro lavoro, non c'è nulla di strano, noi stessi come ospedale stiamo facendo i nostri approfondimenti come abbiamo fatto già in altre occasioni. Non è la prima volta che tra ospedale e pazienti si crea un contenzioso con tanto di denuncia”. Alla notizia della morte, circa 50 famigliari della ragazza (che parlano di malasanità) avevano aggredito il personale sanitario.

“Un atto dovuto: i magistrati fanno il loro lavoro, stanno svolgendo le indagini, non c’è nulla di strano. Noi stessi come ospedale stiamo collaborando per far luce sulla vicenda e appurare come siano andati veramente i fatti. Ma tutto il personale è sereno”. Così Giuseppe Pasqualone, direttore generale del Policlinico Riuniti Foggia, ha commentato all’Adnkronos Salute la notizia dei 20 operatori sanitari, tra medici e infermieri, indagati per la morte di Natascia Pugliese lo scorso 4 settembre in sala operatoria durante un intervento chirurgico. La 23enne era stata vittima di un incidente stradale il 18 giugno ma si stava riprendendo, secondo i famigliari, che accusano il personale sanitario di avere male assistito la ragazza, causandone la morte, come racconta su Facebook la sorella, Tatiana Pugliese. La vicenda era nota anche perché la reazione violentissima dei famigliari, che si erano scagliati in circa 50 contro il personale, aveva fatto notizia e portato anche alla promozione della manifestazione di ieri, proprio a Foggia, contro le aggressioni contro il personale sanitario.

“Non so chi siano i 20 indagati, quindi non saprei dire quanti tra loro sono medici e quanti invece gli infermieri – spiega Pasqualone – perché per prassi ciascuno di loro deve riferire ai vertici dell’ospedale di essere oggetto di indagini”.

“Noi comunque siamo sereni – assicura – stiamo facendo i nostri approfondimenti come abbiamo fatto già in altre occasioni. Non è la prima volta, infatti, che tra ospedale e pazienti si crea un contenzioso con tanto di denuncia”.

17 Settembre 2024

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