Fugatti: “Non potremmo pagare gli operatori sanitari più di quanto stiamo facendo ora”

Fugatti: “Non potremmo pagare gli operatori sanitari più di quanto stiamo facendo ora”

Fugatti: “Non potremmo pagare gli operatori sanitari più di quanto stiamo facendo ora”
Nel discorso a chiusura del 2023 in Consiglio regionale, il riconfermato presidente provinciale Maurizio Fugatti ha affermato che in sanità ci sono sì dei ritardi nelle visite ma ci sono anche dei miglioramenti, senza rendere noto i numeri delle liste di attesa, numeri che tanto i sindacati vorrebbero sapere. Ma a preoccupare i sindacati anche in fatto che, per Fugatti, “sarà quasi impossibile pagare tanto di più in Trentino il personale sanitario”.

Si è chiuso prima di Natale il dibattito in Consiglio provinciale a Trento sulle nuove linee programmatiche del governatore Maurizio Fugatti, riconfermato per la seconda volta lo scorso ottobre. In particolare, nel suo discorso, per ciò che riguarda la sanità, Fugatti ha fatto sapere che “ci sono dei ritardi nelle visite, ammettendo pure dei verosimili problemi sul personale sanitario, tuttora seri, ma che nonostante tutto ci sono stati dei miglioramenti”. Affermazioni che concordano anche con i sindacali della sanità, anche se i numeri sulle liste di attesa a tutt’oggi non sono ancora stati pubblici. Ma nel suo discorso il presidente ha fatto anche sapere che il Trentino non può pagare molto di più di ciò di quello che sta già pagando i professionisti sanitari. Ed è stata questa l’affermazione che più di tutti ha preoccupato Cesare Hoffer, coordinatore provinciale Nursing up Trento e Giuseppe Varagone, segretario generale della Uil Fpl Sanità del Trentino.

Nursing Up Trento e Uil Fpl Sanità Trentino rivendicano con fermezza che venga invece riconosciuta economicamente e giuridicamente la responsabilità e l’evoluzione delle competenze, dei professionisti sanitari, come gli infermieri, ostetriche, tecnici sanitari di radiologia e di laboratorio, fisioterapisti, ed ecc.) e del personale di supporto (Oss), degli Operatori della centrale unica 112 ,116/117/118 e del personale tecnico del 118 (Otas). “Abbiamo bisogno di un ulteriore finanziamento – concordano unitariamente Hoffer e Varagone – per riconoscere economicamente di più i disagi e precisamente indennità delle notti, dei turni, delle pronte disponibilità, prestazioni aggiuntive e salti riposo. Inoltre vanno riconosciute e remunerate le competenze e gli incarichi di coordinamento, specialistici ed esperti, oltre all’anzianità di servizio tramite le progressioni economiche orizzontali”.

Le due sigle sindacali ricordano, inoltre, tramite propria nota, al riconfermato presidente Fugatti che, grazie al sacrificio e alla professionalità dei medici, sanitari (infermieri, ostetriche, Tecnici Sanitari di Radiologia e di Laboratorio ed ecc..) ed Oss, che se la sanità pubblica Trentina continua a godere di una buona visibilità e riconoscimento nazionale, seppur avendo perso qualche posizione per il merito di queste persone che, con famiglia e figli, nonostante tutto, non si mai tirati indietro.

L’attenzione di Hoffer e Varagone si sposta anche sui giovani neolaureati che a studi conclusi si rivolgono “all’estero per intraprendere la propria attività lavorativa, e che in alcuni settori come le cure domiciliari di Cles, Mezzolombardo, Val di Fiemme e Fassa, Vallagarina un numero notevole di infermieri sono già stati persi a causa di dimissioni volontarie e, molti, dei reparti ospedalieri sono in crisi in tutte le strutture dell’Apss”, concludono Hoffer e Varagone.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio 

08 Gennaio 2024

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