Ictus. La proposta di Ticca, Salaris e Fasolino (Riformatori): “In Sardegna 2.000 casi nel solo 2022, serve istituire subito un ‘codice ictus’”  

Ictus. La proposta di Ticca, Salaris e Fasolino (Riformatori): “In Sardegna 2.000 casi nel solo 2022, serve istituire subito un ‘codice ictus’”  

Ictus. La proposta di Ticca, Salaris e Fasolino (Riformatori): “In Sardegna 2.000 casi nel solo 2022, serve istituire subito un ‘codice ictus’”  
Appello del gruppo dei Riformatori alla maggioranza per approvare in tempi rapidi la proposta di legge, a costo zero per le casse regionali e frutto di una consultazione con neurologi e operatori sanitari. L’obiettivo del Codice Ictus, già presente in altre Regioni, è assicurare ai pazienti il trasporto immediato negli ospedali dotati di Stroke Unit, per la somministrazione del trattamento trombolitico e la trombectomia meccanica. IL TESTO

Novantamila ricoveri all’anno in Italia per ictus ischemico, circa duemila in Sardegna a cui si aggiungono altri quattrocento pazienti con ictus emorragico. Numeri importanti che impongono una risposta adeguata da parte del sistema sanitario. A sollevare a Quotidiano Sanità l’attenzione sul problema di questa patologia è Umberto Ticca, capogruppo dei Riformatori Sardi e componente della commissione consiliare Salute, insieme ai colleghi del gruppo Aldo Salaris, Vice Presidente del Consiglio regionale, e Giuseppe Fasolino, Vice Presidente della commissione autonomia e ordinamento regionale.

“In Italia l’ictus è la seconda causa di morte, dopo le malattie ischemiche del cuore – spiegano Ticca, Salaris e Fasolino -, ed è responsabile del 9-10 % di tutti i decessi e rappresenta la prima causa di invalidità. E’ più frequente dopo i 55 anni e la sua prevalenza raddoppia successivamente ad ogni decade; il 75 % degli ictus si verifica nelle persone con più di 65 anni. La prevalenza di ictus nelle persone di età 65-84 anni è del 6,5 %, negli uomini del 7,4 % e nelle donne del 5,9%”.

“Entrando più nel dettaglio sui dati della nostra regione – proseguono i consiglieri -, in Sardegna nel 2022 sono stati ricoverati per Ictus ischemico circa 2.000 pazienti a cui si devono aggiungere circa 400 pazienti con Ictus emorragici. Dal Piano nazionale esiti (PNE) 2023 dell’AGENAS abbiamo appreso i ricoveri per struttura sanitaria del SSR eseguiti nel 2022: nell’ospedale San Michele (CA) ci sono stati 626 ricoveri, nell’ospedale Ss. Annunziata (SS) 237, al policlinico di Monserrato (CA) 224, all’ospedale San Francesco (NU) 210, nelle cliniche di San Pietro (SS) 187, al Mater Olbia Hospital (OL) 123, all’ospedale San Martino (OR) 80, all’ospedale Sirai (SU) 65, ed in altre strutture altri 272 ricoveri”.

“Il paziente con ictus in corso dovrebbe essere trasportato presso ospedali dotati di un’unità emergenza ictus, la cosiddetta Stroke Unit, dove la somministrazione del trattamento trombolitico ed il trattamento di trombectomia meccanica che vengono effettuati entro le prime ore dall’inizio dei sintomi, consentono un aumento di circa il 30% dei risultati favorevoli, permettendo ad un maggior numero di pazienti di rientrare rapidamente alle proprie abitazioni, completamente guarite, e a un altro 50% di tornare a casa in buone condizioni funzionali”.

“Qual è dunque il problema? Le Stroke Unit non sono ancora diffuse in maniera capillare nel nostro territorio regionale. Al momento, infatti, ne risultano operative quattro: a Cagliari nell’ospedale Brotzu, a Nuoro nell’ospedale San Francesco, a Sassari nell’ospedale SS. Annunziata, ad Olbia presso il Mater Olbia. Ma il Mater Olbia e l’Ospedale San Francesco di Nuoro presentano attualmente problemi di organico e non operano al 100 per cento delle proprie possibilità”.

“Dai dati Agenas citati si può vedere come già nel 2022 oltre il 40% dei pazienti è stato ricoverato presso strutture che non avevano una Stroke Unit. Così il caso, ad esempio, di più di 200 ricoveri presso il Policlinico di Cagliari, struttura che non ha Stroke Unit. La mancanza di una buona copertura regionale di esse, purtroppo, così come di una rete assistenziale integrata, fa sì che l’ictus abbia conseguenze molto gravi, non solo per il paziente, ma anche per i suoi familiari”.

“Abbiamo allora pensato al un intervento di immediata applicazione, ad una proposta di legge per istituire almeno un ‘codice ictus’, ossia una procedura che permetta, una volta accertato il caso in pronto soccorso, di assicurare ai pazienti una corsia preferenziale per arrivare, il prima possibile, in strutture attrezzate per il primo trattamento della malattia (Stroke Unit). Una proposta di buon senso, a costo zero per le casse regionali, che in attesa di una riforma organica della sanità mettiamo a disposizione della commissione consiliare competente e dell’Aula al fine di contrastare al meglio anche questa malattia presente in modo significativo anche nella nostra regione. Teniamo a sottolineare che la proposta è frutto di una consultazione con neurologi e operatori sanitari, e prevede che i pazienti colpiti da ictus vengano subito trasportati negli ospedali dotati di stroke unit per la somministrazione del trattamento trombolitico e la trombectomia meccanica. Il paziente colpito da ictus va gestito in modo meticoloso, per questo è necessario definire un protocollo sanitario come avviene in tante altre regioni italiane”.

Il Gruppo dei Riformatori conclude volgendo un appello alla maggioranza: “La proposta è aperta, può essere emendata o integrata, l’importante è poterla discutere ed approvare in tempi rapidi”.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

16 Ottobre 2024

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