Il Veneto chiude il suo bando per combattere la carenza medica: 524 candidati per 500 posti, tra pronto soccorso e medicina interna

Il Veneto chiude il suo bando per combattere la carenza medica: 524 candidati per 500 posti, tra pronto soccorso e medicina interna

Il Veneto chiude il suo bando per combattere la carenza medica: 524 candidati per 500 posti, tra pronto soccorso e medicina interna
Dei 500 posti a disposizione, 320 sono in Ps (223 i candidati) e 150 in Medicina interna (301 i candidati). I primi corsi di formazione obbligatori per 50 di questi giovani inizieranno il 18 dicembre, data scelta dalla Regione per aspettare il pronunciamento del Tar, previsto per i primi di dicembre, sul ricorso presentato dall’Anaao. Zaia: “Avanti convinti”. E Lanzarin propone al Consiglio Regionale una norma per l’accesso ai concorsi e alle scuole di specializzazione ai medici che, in 10 anni di attività, abbiano maturato almeno 4 anni di servizio, anche se non continuativo, in un Pronto Soccorso.

Sono 301 i giovani medici laureati e abilitati, ma non specializzati, che hanno aderito al bando della Regione per l’assunzione nella branca di medicina e geriatria negli ospedali veneti. Si aggiungono ai 223 che avevano aderito all’analogo bando per i Pronto Soccorso, per un totale di 524 candidati a entrare nel sistema sanitario ospedaliero (i posti a disposizione sono 500, di cui 320 in Ps e 150 in Medicina interna. Ne dà notizia un comunicato del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, al termine della selezione dei due bandi varati in agosto dalla Giunta veneta per far fronte alla carenza di medici.

“Andiamo avanti convinti– dice il Governatore – perché abbiamo preso un impegno con la gente e abbiamo la volontà di risolvere i problemi, non certo di crearli. Con una serie di iniziative rispondiamo a una crisi grave, con una carenza di 56.000 medici in Italia e 1.300 in Veneto. Questi 523 giovani – aggiunge Zaia – sono medici veri e propri. Non abbiamo assolutamente nulla, anzi, contro le specializzazioni: ottimo che ci siano e ottimo l’aumento del numero delle borse di studio di specialità, per il quale ho già dato la disponibilità della Regione alle Università. In questa fase emergenziale di grave carenza però – chiarisce Zaia – prima vengono le cure alla gente, poi tutto il resto. Non si deve dimenticare – conclude il Governatore – che i medici laureati e abilitati non ancora specializzati possono già fare le guardie mediche per legge nazionale e che, nelle nostre intenzioni, dopo un periodo di ulteriore formazione, affiancheranno i colleghi strutturati e svolgeranno attività perfettamente in linea con la laurea e la preparazione conseguite”

“I numeri di questi due bandi sono estremamente significativi – dice l’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – e confermano come i giovani medici abbiano voglia di mettersi alla prova e iniziare un percorso lavorativo. Testimoniano anche che, in agosto, con il Presidente Zaia, avevamo visto giusto nel battere questa strada innovativa. I primi corsi di formazione per 50 di questi giovani inizieranno il 18 dicembre”.
Una data scelta non a caso, spiega la Regione, “perché si è deciso di fare tutto con la massima serietà”, aspettando il pronunciamento del Tar, previsto per i primi di dicembre, sul ricorso contro la Regione presentato dai medici dell’Anaao.

“Nel frattempo stiamo lavorando con le Università – dice la Lanzarin – per concordare le modalità attraverso le quali poter inserire negli ospedali gli specializzandi agli ultimi anni di percorso. Il tutto fa parte di una strategia su più fronti, alla quale spero si aggiunga presto un altro tassello: si tratta di un emendamento che ho presentato in Quinta Commissione del Consiglio regionale nell’ambito del lavoro in atto sul Pdl 462 che detta disposizioni di adeguamento ordinamentale in materia di politiche sanitarie e sociali, con il quale rispondiamo all’allarme lanciato da 200 direttori di pronto soccorso di tutta Italia sul rischio di non poter più coprire nemmeno i turni quotidiani”.

L’emendamento “Lanzarin” prevede che possano accedere ai concorsi indetti dal Sistema Sanitario Regionale fino al 31 dicembre 2021 i medici che, in 10 anni di attività, abbiano maturato almeno 4 anni di servizio, anche se non continuativo, in un pronto soccorso, o che possano documentare ore di lavoro svolte pari a 4 anni. Questi medici, una volta assunti, potranno accedere in soprannumero alle Scuole di Specialità tramite specifici protocolli tra la Regione e le Università.

22 Novembre 2019

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