Ipotermia. Nel 78% degli ospedali del triveneto la temperatura dei pazienti chirurgici non viene mai misurata prima dell’ingresso in sala operatoria

Ipotermia. Nel 78% degli ospedali del triveneto la temperatura dei pazienti chirurgici non viene mai misurata prima dell’ingresso in sala operatoria

Ipotermia. Nel 78% degli ospedali del triveneto la temperatura dei pazienti chirurgici non viene mai misurata prima dell’ingresso in sala operatoria
Mentre quasi l’80% delle strutture non ha un protocollo specifico per la prevenzione dell’ipotermia. Ha fatto tappa a Treviso la campagna di sensibilizzazione “chirurgia senza brivido” organizzata da Siaarti e promossa da 3M per formare e informare anestesisti, rianimatori, management della sanità e cittadini su rischi dell’ipotermia, una complicanza comune degli interventi chirurgici che interessa il 50-90% dei pazienti

Nel 78% degli ospedali del Triveneto la temperatura dei pazienti non viene mai misurata prima dell’ingresso in sala operatoria mentre quasi l’80% delle strutture non ha un protocollo specifico per la prevenzione dell’ipotermia.
 
È quanto emerso nel corso dell’evento sulla normotermia (accreditato Ecm) “Normo Days” organizzato nell’ambito della Campagna di sensibilizzazione “Chirurgia senza Brivido” che ha fatto tappa oggi a Treviso, presso l’Ospedale Cà Foncello. Un’iniziativa organizzata con il coordinamento scientifico di Siaarti, Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva e il contributo non condizionato di 3M Italia. Obiettivo, informare anestesisti, rianimatori, management della sanità e cittadini sui rischi e le possibili soluzioni dell’ipotermia, e sensibilizzare le istituzioni alla creazione di protocolli regionali.
 
L’ipotermia – ovvero una temperatura centrale corporea inferiore a 36.0 °C – rappresenta una complicanza comune degli interventi chirurgici: interessa tra il 50%-90% dei pazienti sottoposti sia a operazioni chirurgiche maggiori sia a procedure brevi. Un fenomeno che oltre ad arrecare disagio al paziente comporta un aumento dell’incidenza di complicazioni associate all’ipotermia inattesa quali maggiore rischio di mortalità, necessità di emotrasfusione, degenze ospedaliere più lunghe, e aumento del rischio di infezione della ferita chirurgica, con conseguente aumento dei costi per gli ospedali.
 
Da Siaarti le Buone Pratiche cliniche e una survey sul tema. Per “fotografare” la situazione italiana, in occasione della campagna, Siaarti ha condotto una survey sulla gestione della normotermia perioperatoria, al fine di individuare lo stato dell’arte e le differenze tra le varie Regioni. Dall’indagine è emerso che nel 78% delle strutture del Triveneto la temperatura corporea, prima dell’ingresso in sala operatoria, viene misurata raramente o mai; e che nel 64% dei casi viene effettuato il monitoraggio della temperatura corporea in sala operatoria. Quasi l’80% degli Ospedali non ha un protocollo specifico per la prevenzione dell’ipotermia e il monitoraggio perioperatorio dei pazienti. Tra le principali ragioni dell’assenza del monitoraggio ci sono la mancata disponibilità di termometri e monitor per tutti i pazienti e il mancato interesse nella misurazione della temperatura.
 
“A fronte di tutto questo però – ha spiegato Amato De Monte, Dirigente Medico e Direttore di Dipartimento ad attività integrata di Anestesia e Rianimazione, Aou di Udine – va rilevato che l’impiego di sistemi riscaldanti come copertine ad aria calda da posizionare sopra o sotto il paziente, hanno sempre una maggior diffusione, anche se il loro impiego potrebbe essere nettamente ottimizzato allargando l’utilizzo di sistemi di monitoraggio della temperatura in modo da verificare l’efficacia del trattamento. Inoltre il monitoraggio della temperatura assume una rilevanza notevole anche nel campo dell’emergenza traumatica laddove la presenza di ferite esposte ed esposizioni ad agenti atmosferici ed ambientali possono far precipitare la temperatura corporea influendo in maniera negativa sull’efficacia del soccorso e sull’esito del trattamento.
 
“Normo Days”: da maggio fino al mese di novembre su tutto il territorio nazionale. La Campagna “Chirurgia senza Brivido” consisterà in un percorso educativo volto alla diffusione delle Buone Pratiche Cliniche di Siiarti in cui saranno coinvolti capi dipartimento, primari di Anestesia e Rianimazione, Direzione sanitaria e Risk manager.
“La Siaarti è da sempre impegnata nella preparazione e divulgazione di protocolli, percorsi e linee guida adottabili in diversi setting,  in cui è coinvolta la figura professionale dell’anestesista-rianimatore – ha affermato Antonio Corcione, presidente Siaarti e primario della Uoc Anestesia Ao Dei Colli, Monaldi di Napoli – l’obiettivo di questa Campagna è fare informazione e formazione in modo da arrivare a un’omogeneità delle attività di competenza dell’anestesista su tutto il territorio nazionale.  Durante un intervento chirurgico, se non si attua un controllo della temperatura del paziente con gli strumenti adatti, è possibile andare incontro a un’ipotermia accidentale che espone il paziente a problemi clinici rilevanti. Nonostante tutti gli anestesisti conoscono l’importanza del monitoraggio della temperatura, se andiamo a vedere la realtà italiana, purtroppo riscontriamo una situazione a macchia di leopardo e molto deficitaria. Per questo motivo Siaarti ha elaborato il documento di Buona Pratica Clinica sulla normotermia perioperatoria”.

26 Settembre 2017

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