La Spezia. Corruzione alla Asl 5: 11 arresti. C’è anche un alto dirigente

La Spezia. Corruzione alla Asl 5: 11 arresti. C’è anche un alto dirigente

La Spezia. Corruzione alla Asl 5: 11 arresti. C’è anche un alto dirigente
Tra le 11 persone fermate figurano un dirigente dell’azienda sanitaria e tre rappresentanti di un’importante multinazionale produttrice di strumentazione ospedaliera. I reati contestati sono corruzione, concussione, turbativa d’asta, rivelazione di segreto d’ufficio e falso in atto pubblico.

Falsificazioni di verbali di gara, turbativa di gare tramite la costruzione di bandi su misura e l’‘invito’ fatto ai concorrenti ostili di ritirare la candidatura, gare per l’acquisto di attrezzature ospedaliere truccate alterando il punteggio tecnico attribuito all’azienda ‘amica’, e ancora minacce agli appaltatori per avvalersi per forniture e subappalti di aziende ‘amiche’.

Sono alcuni dei comportamenti illeciti contestati a un manager dalla Asl 5 di La Spezia dalla Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta che ha portato all’emissione da parte della Procura della Repubblica di La Spezia di 11 misure cautelari personali, di cui 4 in carcere e 7 ai domiciliari, resesi necessarie “per interrompere la continua attività criminosa, di cui si sono avuti riscontri fino a pochi giorni fa su gare in corso di svolgimento, nonché per impedire l’inquinamento di fondamentali elementi probatori”, spiega in una nota la Guardia di Finanza .

Le misure più gravi riguardano un dirigente della Asl 5 “Spezzino”, due dirigenti e un rappresentante di zona di una multinazionale leader nella produzione e commercializzazione di strumentazione ospedaliera.

In particolare, al dirigente della Asl sono contestati i reati di corruzione, concussione, turbativa d’asta, rivelazione del segreto d’ufficio e falso in atto pubblico, mentre ai rappresentanti della multinazionale i reati di corruzione e turbativa d’asta.

Le altre 7 persone coinvolte zono due imprenditori spezzini, un imprenditore catanese e altri quattro professionisti e tecnici, uno dei quali già condannato nel novembre del 2017 a sette e mezzo con interdizione perpetua dai pubblici uffici per delitti contro la pubblica amministrazione.

Le indagini, iniziate nel maggio dello scorso anno, hanno consentito di accertare numerose fattispecie di reato. In particolare, secondo quanto riportato dalle Fiamme Gialle:

– “più atti concussivi posti in essere dal dirigente Asl, il quale abusando della sua posizione di Direttore dei Lavori o di Responsabile Unico del Procedimento in diversi appalti pubblici (quindi rivestendo la qualifica di Pubblico Ufficiale) ha costretto gli appaltatori, dietro minaccia di ritardare i pagamenti, ovvero di procedere a contestazioni sui lavori, ad avvalersi per le forniture e subappalti di imprenditori “amici”, i quali, a loro volta, hanno ricambiato il pubblico ufficiale con regalie e somme di denaro;

– la turbativa della gara nell’assegnazione di un appalto a livello regionale per forniture di attrezzature e strumentazioni ospedaliere(apparecchi per anestesia ed altro) alle AA.SS.LL. liguri, gara il cui esito è stato pilotato dal citato dirigente, nella veste di commissario di gara, a favore della multinazionale oggetto delle indagini. In particolare, la gara è stata truccata manomettendo fraudolentemente la formula di una tabella in formato excel esplicativa dell’attribuzione del punteggio tecnico all’offerta della predetta multinazionale”;

– corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Il pubblico ufficiale infedele, come prezzo della propria attività illecita, riceveva denaro, promesse di denaro ed altre utilità dai dirigenti della multinazionale;

– la turbativa di tre gare svolte dall’ASL 5 “Spezzino” per un incarico di certificazione energetica, per un incarico professionale per la ricognizione ed aggiornamento catastale degli immobili dell’ASL e per la fornitura di attrezzature elettromedicali (lavaendoscopi). Nei primi due casi, il pubblico funzionario, al fine di favorire un imprenditore amico, chiedeva ai concorrenti di non presentare alcuna offerta; nel terzo caso il pubblico funzionario (membro della commissione aggiudicatrice), al fine di favorire una ditta amica, confezionava un bando “su misura”, suggeriva come presentare l’offerta al fine di garantirne l’aggiudicazione e, infine, chiedeva alla stessa ditta di suggerire i punteggi da dare alle altre concorrenti;

– la turbativa in una gara svolta dall’ASL di Massa per l’emissione dei titoli di efficienza energetica;

– la falsificazione di un verbale di gara (e quindi di un atto pubblico) con riferimento ad una gara svolta presso l’ASL di Massa per la costruzione del palazzetto dello sport.

03 Aprile 2018

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