Medici e dirigenti sanitari in tensione. Incontro in Regione con Rossi e Saccardi il 26 febbraio

Medici e dirigenti sanitari in tensione. Incontro in Regione con Rossi e Saccardi il 26 febbraio

Medici e dirigenti sanitari in tensione. Incontro in Regione con Rossi e Saccardi il 26 febbraio
L’intersindacale: “Non poche le domande che attendono una risposta. Su tutte il timore di essere stati scelti come vittime innocenti di uno scontro politico pre-elettorale senza esclusione di colpi. Temiamo per i prossimi tre anni un piano lacrime e sangue”.

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l’assessore alla Sanità Stefania Saccardi hanno convocato per il prossimo 26 febbraio i sindacati della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria del sistema sanitario regionale.

“Molti gli interrogativi e le preoccupazioni per un sistema assistenziale che ancora regge, ma che ha subito, negli ultimi anni, una cura dimagrante che non lascia spazio ad ulteriori tagli sul fronte assistenziale”, scrivono in una nota i sindacati Anaao Assomed  – Aaroi Emac – Cimo – Cisl Medici – Fesmed – Fvm – Uil Fpl Medico – Anpo Ascoti Filas Medici – Cgil Medici – Fassid (Aipac, Aupi, Sinafo, Snr, Simet). “Non poche le domande che attendono una risposta. Su tutte il timore di essere stati scelti come vittime innocenti di uno scontro politico pre-elettorale senza esclusione di colpi”.

I segnali di preoccupazione per i sindacati ci sono tutti: “Da alcune aziende filtrano già notizie di blocchi “prudenziali” del turnover con il dejà-vu di due assunzioni ogni tre pensionamenti: un taglio lineare, espressione di bassa capacità gestionale”, scrivono. “Nessuna assicurazione traspare sulle tutele da adottare sulle prime linee assistenziali che gestiscono le malattie acute con turnazione H24”; “nessuna ipotesi di analisi del sistema in termini di carichi di lavoro e standard minimi assistenziali sembra ad oggi essere nell’agenda dell’assessorato. Così le cifre da risparmiare assegnate alle diverse aziende non sembrano supportate da dati oggettivi”.

Il timore è che un “piano lacrime e sangue” attenda la sanità toscana per i prossimi tre anni che non si concretizzerà nei tagli nel numero di servizi, ma “si taglieranno gli addetti alle singole unità operative che resteranno tutte in piedi erogando un’assistenza sempre più asfittica e inefficiente (vedi caos nei pronto soccorso e liste di attesa fuori controllo)”.

Resta poi sul piatto la riduzione del costo del personale ai livelli del 2004 ridotto di un 1,4% che nei giorni scorsi ha tenuto banco sulla stampa.

Gli argomenti di discussione dunque non mancano: per questo “per il 26 – concludono i sindacati – contiamo di instaurare un tavolo di confronto strutturato che ci permetta di capire, condividere e contribuire come ogni giorno facciamo nelle corsie degli ospedali toscani”.

20 Febbraio 2018

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