Oculistica. A L’Aquila nuova  tecnica di chirurgia, effettuati due interventi

Oculistica. A L’Aquila nuova  tecnica di chirurgia, effettuati due interventi

Oculistica. A L’Aquila nuova  tecnica di chirurgia, effettuati due interventi
L’unità operativa di oculistica esegue 2.000 interventi chirurgici l’anno tra cataratte, glaucomi, distacchi di retina, chirurgia vitreo retinica, trapianti. Col trasferimento nei nuovi locali (edificio L 2), più spazi, 3 sale operatorie (rispetto all’unica della precedente ubicazione) e microscopi di ultima generazione

Un’avanzata tecnica che permette di sostituire solo gli strati malati dell’occhio lasciando inalterati gli altri tessuti: è la chirurgia lamellare dei trapianti che l’ospedale di L’Aquila ha introdotto negli ultimi giorni. Un’importante evoluzione della procedura chirurgica oculare, utilizzata con successo in due trapianti, grazie alle nuove modalità adottate nel laboratorio della Banca degli occhi del San Salvatore che, tra l’altro, proprio nei giorni scorsi ha ottenuto la riconferma della  certificazione del sistema qualità in base alle nuove norme Iso 9001:2015.

Le nuove procedure nel trapianto e l’attestazione di qualità coincidono col potenziamento delle apparecchiature e con la nuova collocazione logistica del reparto di oculistica di L‘Aquila che da un paio di mesi si è spostato nell’edificio L 2 dell’ospedale, dotato di 3 sale operatorie, di nuovi ambulatori  e confortevoli sale d’attesa. L’unità operativa Banca degli occhi-microchirurgia oculare, diretta da Germano Genitti, è organizzata in due settori: la tissue banking e l’attività clinica/ambulatoriale e chirurgica. Il primo riguarda la conservazione e la distribuzione dei tessuti donati,  la cui idoneità al trapianto viene accertata dalla Banca degli occhi (centro di riferimento regionale per le donazioni di cornea e membrana amniotica).


 


Il settore clinico e chirurgico opera invece nell’oculistica ospedaliera e assicura oltre 10.000 prestazioni ambulatoriali e 2.000 interventi chirurgici l’anno tra cataratte, glaucomi, distacchi di retina, chirurgia vitreo retinica, trapianti e iniezioni di anti Vegf per maculopatie.  Banca degli occhi e microchirurgia ospedaliera lavorano in stretta sinergia e ciò,  in virtù della disponibilità di tessuti idonei nella Banca, permette di eseguire i  trapianti di cornea e di impiantare i segmenti di membrana amniotica per le patologie più complesse della superficie oculare, potendo contare su tessuti “locali” senza dover ricorrere ad approvvigionamenti presso altre Banche italiane.

Tra le novità relative alla dotazione strumentale c’è l’utilizzo di 4 nuove poltrone chirurgiche che consentono di evitare al paziente spostamenti controproducenti e di ottimizzare i tempi dell’attività di microchirurgia  oculare. Nell’ambito dell’azione di potenziamento delle nuove apparecchiature, inoltre, sono stati acquistati 2 microscopi operatori con Oct di ultima generazione (per esami diagnostici di retina e cornea). Con il trasferimento all’edificio L 2 l’unità operativa può ora contare su 3 sale operatorie (invece dell’unica disponibile nella precedente ubicazione) per complessivi 500 metri quadrati.

“Nuovi spazi operativi, macchinari moderni, nuove tecniche nel trapianto e conferma della certificazione di qualità – dichiara Genitti -, rappresentano un impulso decisivo per la nostra équipe al fine di migliorare ancora il livello delle prestazioni ambulatoriali e di chirurgia oftalmologica”.

28 Settembre 2018

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