Oncoinfertilità. Entro fine anno all’Aou di Padova un nuovo centro di riferimento regionale

Oncoinfertilità. Entro fine anno all’Aou di Padova un nuovo centro di riferimento regionale

Oncoinfertilità. Entro fine anno all’Aou di Padova un nuovo centro di riferimento regionale
Il punto di forza del nuovo centro “sarà quello di lavorare a ciclo continuo anziché a singoli cicli”, spiega il direttore Alessandra Andrisani. “Garantiremo la possibilità di effettuare i trattamenti in urgenza e di prendere in carico i pazienti affetti da neoplasia in tempi anche più brevi di quelli previsti”. Sarà una struttura con del personale che lavorerà h/24, “capace di dare risposte in tempi brevissimi dalla scoperta della malattia”.

Sta per nascere, in Veneto, un nuovo centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma) presso l’Aou di Padova, che si occuperà di oncofertilità e che risponderà a quanto previsto dalla DGR n° 904 del 28 giugno 2019, con cui la Regione Veneto ha scandito le pratiche della Pma definendo le figure responsabili delle procedure e le sedi dove queste verranno effettuate, con particolare attenzione a due attività: la preservazione della fertilità nei pazienti oncologici e la fecondazione eterologa.

In questo contesto giocherà un ruolo importante di coordinamento il centro di PMA Assistita dell’Azienda Ospedale – Università di Padova, diretto dalla Dott.ssa Alessandra Andrisani grazie alla previsione di nuovi spazi, nuovo personale a tempo pieno e alla definizione di tutto quell’insieme di azioni dirette e indirette che faranno di questo nuovo centro, che dovrebbe essere operativo come nuova sede entro fine anno, un punto di riferimento per tutto il Veneto.

“Questa delibera ha il merito – illustra dott.ssa Andrisani –  di promuovere alcuni capisaldi della PMA, come l’oncofertilità, la fecondazione eterologa e la diagnosi genetica per impianto. Quello di Padova, sarà il nuovo centro di riferimento regionale per l’oncofertilità in linea con quanto previsto dalle linee guida ministeriali, e rappresenterà un punto di riferimento per tutte le strutture di ogni ospedale Veneto”.

“Un grande punto di forza di questo centro, è e sarà quello di lavorare a ciclo continuo anziché a singoli cicli,– continua la direttrice – garantendo così la possibilità di effettuare i trattamenti in urgenza e di prendere in carico i pazienti affetti da neoplasia in tempi anche più brevi di quelli previsti. Sarà una struttura con del personale che lavorerà h/24, capace di dare risposte in tempi brevissimi dalla scoperta della malattia, come già si sta facendo”.

Fino a prima in Azienda Universitaria di Padova si faceva solamente il trattamento di procreazione omologa e si arrivava in un anno al massimo a duecento pratiche; oggi giorno con questa struttura del tutto dedicata si punta ad arrivare a cinquecento trattamenti, in linea con lo spirito della DGR 904/2019, quello di garantire livelli qualitativi omogenei delle attività di PMA su tutto il territorio regionale.

La DGR 904/2019 porta ordine e definisce chiaramente i percorsi della PMA risolvendo così le criticità precedenti legate alla uniformità ed omogeneità nella erogazione dei trattamenti: in particolare, definisce dei percorsi chiari e dei riferimenti per i pazienti che desiderano preservare la loro fertilità, essendo colpiti da una malattia oncologica, e mette in luce questi trattamenti anche a tutti i medici, chirurghi ed oncologi, che si occupano della cura delle neoplasie.  Inoltre crea le basi per l’introduzione nelle strutture pubbliche e private convenzionate della diagnosi genetica preimpianto, fondamentale per la gestione di pazienti affetti da malattie genetiche trasmissibili alla prole. Infine, apre le porte all’avvio nel pubblico dei trattamenti di fecondazione eterologa, regolamentando nel territorio Veneto le modalità e le sedi preposte all’acquisizione dei gameti.

“Personalmente sono onorata ed entusiasta del ruolo attribuito al centro di Padova che dirigo, e che ci consentirà di rispondere con rapidità e professionalità alle esigenze di salute riproduttiva della popolazione, aiutando le coppie a realizzare il loro progetto di famiglia anche in condizioni di salute difficili ed invalidanti”, conclude Andrisani.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

11 Settembre 2020

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