PA di Trento. Varagone (Uil Fpl): “In sanità siamo ormai alle dimissioni senza neanche il preavviso” 

PA di Trento. Varagone (Uil Fpl): “In sanità siamo ormai alle dimissioni senza neanche il preavviso” 

PA di Trento. Varagone (Uil Fpl): “In sanità siamo ormai alle dimissioni senza neanche il preavviso” 
“Mentre nella PA di Bolzano si incentivano gli infermieri con più 600 euro lordi al mese, oltre la reperibilità e servizio notturno”, nella Pa di Trento c’è chi si dimette in tronco non rispettando nemmeno il preavviso pur di scappare dalle criticità del lavoro. Questo perché, secondo Giuseppe Varagone, chi rimane in servizio deve dividersi fra più servizi, aumentando i rischi collegati al lavoro e all’errore clinico, oltre che vedendosi negati riposi e ferie.

“Succede anche questo nel servizio sanitario Trentino. Due colleghi medici nelle scorse 48 ore hanno dato le dimissioni, di cui uno non ha voluto nemmeno rispettare il tempo del preavviso. Questo significa che ha preferito rimetterci di tasca propria pur di non avere più nulla a che fare con l’ospedale per cui lavorava. Evidentemente era esausto e non ce la faceva più. Un caso isolato? No, ordinaria amministrazione”. Una realtà che, per Giuseppe Varagone, segretario generale della Uil Fpl Sanità del Trentino, lascia ben immaginare cosa voglia dire fare il medico o l’infermiere nella Provincia autonoma di Trento.

Meno medici e meno infermieri a causa delle dimissioni volontarie o quiescenze che lasciano una pesante eredità a chi resta. Lavorare sempre di più in condizioni peggiori e sempre più rischiose.

“Stendiamo un velo pietoso sull’iniziativa provinciale e di Apss che doveva attrarre professionisti in Trentino – esordisce segretario generale della Uil Fpl Sanità del Trentino – che conti alla mano non ha nemmeno sfiorato l’obiettivo prefissato. Oggi giorno molti medici devono coprire più servizi in contemporanea e questo non è solo faticoso a livello umano è anche logorante psicologicamente. Esempio: un medico al mattino lavora nel proprio reparto in turno per poi nel pomeriggio lavorare di guardia nel Ps oppure nel Day hospital che magari mentre sta facendo delle visite (capita spesso), se lo stesso medico viene chiamato di guardia deve saltare la visita o concluderla in fretta e furia per correre altrove. Tradotto vuol dire diventare matti, mettendo a rischio anche la professionalità ed il rischio clinico. Una situazione penosa capace di incentivare solo che dimissioni su dimissioni”.

Per Varagone, seppur sono state scritte diverse note ad Apss e alla Provincia per denunicare le criticità legate alla carenza di personale, le risposte ricevute sono sempre le stesse: Provincia e dall’Apss rispondono che hanno assunto personale medico, sanitario e Oss necessario per il buon funzionamento del servizio sanitario.

Secondo dati recenti, spiega Varagone, nell’ ospedale riabilitativo Villa Rosa di Pergine Valsugana, una realtà d’eccellenza trentina, a causa della carenza di personale infermieristico e Oss, Apss ha deciso di ridurre i posti letto e aumentare i sovraccarichi di lavoro per il personale in essere, ormai ridotti allo stremo con continui turni aberranti, straordinari e ferie non concesse. “Con questo clima è evidente che chi può se ne va”, commenta Varagone.

“Presso l’Ospedale Santa Chiara di Trento – aggiunge il segretario Uil Fpl Sanità del Trentino – la situazione è drammatica dove sono previsti continui spostamenti di personale in turno per garantire il minimo di assistenza ai degenti presente nelle varie unità operative. Per non parlare di Pronto soccorso e farmacia che in questo nosocomio si continua imperterriti a lavorare sottolivello di organico, aumentando ore lavorate e riposi saltati. Mentre in altre realtà per mancanza di personale infermieristico si è arrivati a ridurre il personale nel turno notturno. Decisione a dir poco atroce a mio modo di vedere. Lo stesso nell’ospedale di Arco e nei vari Pronto soccorso”.

“Mentre in trentino accade questo, nella vicina Provincia di Bolzano si sta aumentando in modo significativo gli stipendi degli infermieri per attrarne il più possibile. Si parla di 600 euro lordi al mese in più per infermieri al primo anno oltre la reperibilità e servizio notturno”, conclude Varagone.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio 

12 Ottobre 2023

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