Pa Trento. Gli infermieri potranno richiedere radiografie nei PS per i traumi minori, secondo protocolli clinici. Ma i medici dicono no

Pa Trento. Gli infermieri potranno richiedere radiografie nei PS per i traumi minori, secondo protocolli clinici. Ma i medici dicono no

Pa Trento. Gli infermieri potranno richiedere radiografie nei PS per i traumi minori, secondo protocolli clinici. Ma i medici dicono no
La Giunta annuncia il progetto sperimentale che punta a contrastare il sovraffollamento nei Pronto Soccorso. Tonina: “Progetto nato dall’ascolto e dal lavoro del gruppo tecnico istituito presso l’assessorato. Una scelta di responsabilizzazione e di valorizzazione delle professionalità che già oggi sono in prima linea”. Plaude l'Opi di Trento, perplessità dai Tsrm: “Progetto condiviso con gli ordini….sì, ma quale? Non i il nostro”. Contrari i medici. LA DELIBERA

Punta a “contrastare il sovraffollamento nei Pronto Soccorso” e a “migliorare l’efficienza del sistema sanitario”, il progetto sperimentale approvato dalla Giunta provinciale di Trento, che estende le competenze degli infermieri di triage attribuendogli la possibilità di richiedere radiografie nei PS per i traumi minori, secondo protocolli clinici.

“Prosegue l’impegno di questa amministrazione a implementare strategie per migliorare la presa in carico del paziente e l’inizio del trattamento urgente – dichiara in una nota l’assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina -. Si tratta di un progetto che nasce dall’ascolto e dal lavoro del gruppo tecnico istituito presso l’Assessorato, che conferma la volontà della Provincia di investire in modelli organizzativi innovativi, mettendo al centro la presa in carico del paziente e la qualità delle cure. Consentire agli infermieri di triage di richiedere in autonomia esami radiologici per traumi minori, sempre nel rispetto di protocolli clinici condivisi e validati scientificamente, rappresenta una scelta di responsabilizzazione e di valorizzazione delle professionalità che già oggi sono in prima linea”, conclude l’assessore Tonina.

Il progetto, elaborato dal gruppo tecnico di lavoro costituito presso l’Assessorato alla salute che, spiega la nota provinciale era composto da “referenti provinciali, dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, dell’Ordine provinciale delle Professioni Infermieristiche e dell’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e Odontoiatri”, si concentra sulla riduzione dei tempi di attesa per i codici di bassa priorità.

Nel dettaglio, illustra la nota, “gli infermieri di triage dei Pronto Soccorso dell’Azienda sanitaria avranno la possibilità di richiedere in autonomia esami radiologici per traumi minori agli arti. Tale misura sarà applicata nel rispetto di protocolli clinici condivisi tra i diversi professionisti coinvolti e scientificamente validati, e solo dopo che gli infermieri avranno completato un percorso formativo certificato. L’iniziativa non solo riconosce una competenza infermieristica già esistente nei processi di valutazione, ma la potenzia all’interno di un modello organizzativo avanzato”.

L’obiettivo principale del progetto è “l’ottimizzazione dei flussi di accesso e presa in carico dei pazienti, migliorando l’efficienza gestionale del tempo sia per i professionisti che per gli utenti. Si punta a una riduzione del tempo medio di permanenza dei pazienti e del tempo di attesa tra il triage e la valutazione medica”.

“Un’analisi dei dati del 2024 – prosegue la nota provinciale nell’illustrare il progetto – ha mostrato che su 239.836 accessi ai Pronto Soccorso della provincia di Trento, una parte significativa era costituita da traumi minori. Nello specifico, si sono registrati 1.147 accessi con codice bianco, 15.658 con codice verde e 3.509 con codice azzurro per traumatismi minori, potenzialmente gestibili con questo nuovo protocollo”.

L’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri e l’Ordine provinciale delle Professioni Infermieristiche, fa sapere la PA, “hanno già espresso parere positivo sulla sperimentazione, che sarà costantemente monitorata dall’Azienda sanitaria”. I primi risultati saranno presentati al gruppo tecnico provinciale a sei mesi dall’avvio, e poi con cadenza semestrale. “L’obiettivo è mettere a regime il progetto entro 24 mesi”.

Questa iniziativa, conclude la Pa di Trento, “si allinea con le linee guida nazionali del Ministero della Salute, che raccomandano l’adozione di percorsi rapidi, come il ‘fast track’ e il ‘see and treat’, per la gestione delle prestazioni a bassa complessità. Si tratta di un ulteriore passo verso il miglioramento dell’organizzazione sanitaria e la garanzia di una presa in carico tempestiva e sicura per tutti i pazienti”.

22 Settembre 2025

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