I medici sono contrari. Cimo-Fesmed: “È atto medico, ritirare delibera”
Secondo una delibera appena adottata dalla Giunta provinciale, per ridurre le attese in pronto soccorso sarebbe sufficiente far prescrivere agli infermieri le radiografie per i traumi minori a braccia e gambe. Una scelta ritenuta dal sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED pericolosa e inconcludente, che invece di portare dei benefici ai pazienti e al personale del pronto soccorso rischia di aumentare l’inappropriatezza prescrittiva e, quindi, i tempi di attesa. Il sindacato chiede pertanto il ritiro della delibera e l’avvio di un confronto con tutte la parti coinvolte che permetta di chiarire le reciproche posizioni.
“Occorre ricordare – dichiara Sonia Brugnara, Presidente CIMO-FESMED Trentino – che, prima di mandare il paziente a fare una RX, per capire se un dolore possa essere causato da una frattura il medico ha il compito di svolgere un’anamnesi, una visita e formulare una ipotesi di diagnosi. E a causa del potenziale rischio legato all’esposizione ai raggi, se non la ritiene necessario il medico si assume anche la responsabilità di evitare la radiografia. L’infermiere, invece, potrà decidere di non prescrivere l’esame? E soprattutto, vorrà assumersi una tale responsabilità? E allora, per i pazienti ci sarà veramente un calo dei tempi di attesa o semplicemente invece di aspettare la visita, si aspetterà l’esame radiografico e quindi la dimissione dal Pronto soccorso? E chi risponderà del prevedibile aumento dei costi a causa dell’inappropriatezza di alcuni accertamenti radiologici prescritti alla cieca?”.
“Lo strumento appare sproporzionato rispetto agli effetti che se ne vogliono ottenere. Per evitare le lunghe attese in Pronto soccorso si introducano piuttosto correttivi a monte nella gestione dei codici bianchi e dei traumi minori, per i quali deve essere ancora oggi individuato il percorso corretto”.
“Non intendiamo scontrarci con gli infermieri – aggiunge Brugnara – che quotidianamente svolgono un lavoro importantissimo a fianco del paziente. Ma va tenuto distinto quello che è l’atto medico (diagnosi e prescrizione diagnostico terapeutica) da quello che è assistenza. Le università preparano a questi percorsi e ogni tentativo di cortocircuitare questi processi rischia di introdurre delle scosse che non possono non portare a ripercussioni sul rischio clinico, anche di carattere medico-legale”.
22 Settembre 2025
© Riproduzione riservata
Gli speciali
Sanità digitale per garantire più salute e sostenibilità. Ma servono standard e condivisione
I più letti

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

“Il Ssn è governato come una fabbrica di prestazioni. E ogni giorno 10 professionisti lo abbandonano prima della pensione”. L'Anaao Assomed lancia tre proposte per riformare la sanità: “È ora di cambiare modello o crollerà”

Anziani non autosufficienti. Pronto il Piano nazionale 2025-2027: focus su domiciliarità, Pua, Leps e presa in carico integrata

Malattie venose, Servier lancia Daflon 1000 mg: una sola compressa per semplificare la terapia

Medici di famiglia nelle Case della comunità. Previsto un compenso di circa 40 euro l’ora

Emergenze infettive, alto isolamento e biocontenimento: Spallanzani e Aeronautica Militare insieme per formare gli operatori sanitari

Rette RSA e Alzheimer: la giurisprudenza svolta. Per la prima volta un Tribunale condanna direttamente anche una Regione

Medico di famiglia. Anatomia di un fallimento

Enpam. Scontro M5S-Giorgetti sulle pensioni dei medici. Castellone: “Investimenti a rischio, c'è un'inchiesta della procura di Milano”

Dottori anche con la laurea triennale: perché continuare a sminuirli?