Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell’estate: “Attenzione ai sensori per la glicemia”

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell’estate: “Attenzione ai sensori per la glicemia”

Caldo e diabete, il caso Zverev ricorda i rischi dell’estate: “Attenzione ai sensori per la glicemia”

La Società Italiana di Diabetologia spiega perché caldo, disidratazione e sole possono alterare sia il controllo della glicemia sia il funzionamento dei dispositivi per il monitoraggio continuo

Una lettura della glicemia completamente sballata, una dose di insulina superiore al necessario e una grave ipoglicemia da correggere durante la partita con l’equivalente di dieci lattine di cola. L’episodio che ha coinvolto il tennista tedesco Alexander Zverev durante la semifinale del torneo di Halle ha riportato sotto i riflettori un aspetto poco conosciuto della gestione del diabete nei mesi estivi: il caldo intenso può mettere in difficoltà non solo l’organismo, ma anche i dispositivi per il monitoraggio continuo della glicemia (CGM). Secondo la Società Italiana di Diabetologia (SID), si tratta di un evento raro, soprattutto nella gravità raccontata dall’atleta, ma che richiama l’attenzione su alcune precauzioni importanti quando le temperature si alzano.

Perché il caldo rende più difficile controllare la glicemia

Le alte temperature influenzano direttamente l’equilibrio metabolico delle persone con diabete. La sudorazione abbondante favorisce la disidratazione, che può aumentare la concentrazione di glucosio nel sangue e modificare l’assorbimento dell’insulina. “Il caldo determina una vasodilatazione cutanea che accelera l’assorbimento dell’insulina iniettata, aumentando il rischio di ipoglicemie improvvise, soprattutto se ci si muove o si pratica attività fisica nelle ore più calde”, spiega Raffaella Buzzetti, presidente della SID. Durante le ondate di calore, aggiunge l’esperta, diventano più frequenti le rapide oscillazioni della glicemia, in particolare nei bambini e nei giovani con diabete di tipo 1. Anche le scottature rappresentano un fattore di stress per l’organismo e possono favorire un aumento della glicemia.

Anche i sensori possono risentire delle alte temperature

I sistemi di monitoraggio continuo della glicemia hanno rivoluzionato la gestione del diabete, ma non sono completamente immuni agli effetti del caldo. “I sensori misurano il glucosio attraverso una reazione enzimatica calibrata sulla temperatura corporea – ricorda Buzzetti -. Un’esposizione prolungata a temperature ambientali molto elevate può alterare questo equilibrio e generare letture errate o instabili”. A incidere possono essere anche la sudorazione intensa e l’umidità, che possono compromettere l’adesione del sensore alla pelle. Se il dispositivo si sposta anche solo parzialmente, il microambiente sottocutaneo in cui avviene la misurazione cambia e i valori registrati possono risultare meno affidabili. Per questo motivo, se la glicemia indicata dal sensore non corrisponde ai sintomi avvertiti, gli specialisti raccomandano di verificare il valore con un glucometro tradizionale prima di modificare la terapia insulinica.

Non solo sensori: attenzione anche all’insulina

Il caldo può compromettere anche la corretta conservazione dell’insulina. Le confezioni non ancora aperte devono essere mantenute in frigorifero tra 2 e 8 °C, mentre quelle in uso possono essere conservate a temperatura ambiente solo entro i limiti indicati dal produttore. Anche glucometri e strisce reattive possono perdere precisione se esposti a temperature elevate. Per questo motivo la SID raccomanda di non lasciare mai farmaci e dispositivi in auto, sotto il sole o in ambienti molto caldi e di utilizzare, durante gli spostamenti estivi, apposite borse termiche.

I consigli degli esperti per affrontare l’estate

Per ridurre il rischio di scompensi glicemici durante i mesi più caldi, la Società Italiana di Diabetologia invita innanzitutto a mantenere una corretta idratazione, bere acqua con regolarità e limitare l’attività fisica nelle ore centrali della giornata. È importante inoltre proteggere il sensore dall’esposizione diretta al sole, controllare più frequentemente la glicemia quando fa molto caldo e prestare particolare attenzione ai piedi, evitando di camminare scalzi e monitorando anche piccole lesioni cutanee, che nelle persone con diabete possono complicarsi più facilmente. In presenza di variazioni frequenti dei valori glicemici o di dubbi sul funzionamento dei dispositivi, è consigliabile confrontarsi con il proprio team diabetologico per valutare eventuali adattamenti della terapia. “La disavventura di Zverev, pur riguardando un atleta professionista seguito da uno staff medico dedicato, ricorda a tutte le persone con diabete quanto sia importante adottare semplici precauzioni quando le temperature si impennano”, conclude Buzzetti.

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25 Giugno 2026

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