Parto in casa. Commissione regionale sanità approva la proposta di legge

Parto in casa. Commissione regionale sanità approva la proposta di legge

Parto in casa. Commissione regionale sanità approva la proposta di legge
La proposta di legge mira a riconoscere “la piena libertà di scelta” della donna, evidenziando come il parto in casa sia “espressione di libertà, intimità e protagonismo suo e del suo partner”. Per le donne che sceglieranno il parto a domicilio è previsto il rimborso dell’80% delle spese sostenute per l’evento, fino a un massimo di 1.000 euro. L’assistenza sarà garantita dalle Asp con il coordinamento di personale ostetrico, anche in regime di convenzione. Ma gli ospedali di riferimento dovranno essere allertati e tenersi pronti in caso di emergenza. IL TESTO.

La terza Commissione consiliare della Calabria, presieduta da Michele Mirabello, ha approvato una proposta di legge di iniziativa dello stesso presidente Mirabello e del consigliere Carlo Guccione che detta norme a sostegno della libera scelta delle donne di partorire in casa, esperienza già in vigore in altre regioni.

Il parto in casa è, per i firmatari della Pdl, “espressione di libertà, intimità e protagonismo della donna e del suo partner”. Ed è “dimostrabile – proseguono nell’introduzione al provvedimento – che l’ospedalizzazione e soprattutto la medicalizzazione del processo parto-nascita renda sempre più difficile ‘mettere al mondo’ un bambino ‘in modo spontaneo’”. Per Mirabello e Guccione, dunque, partorire in casa dovrebbe ricondurre la nascita alla sua forma più naturale. La pratica dovrebbe portare benefici di tipo “qualitativo” all’intera famiglia ma consentirebbe anche “al sistema sanitario regionale di realizzare notevoli economie di spesa, oltre che integrarsi con la politica di razionalizzazione dei punti nascita”.

L’assistenza alle donne che partoriranno in casa dovrà essere garantita dalle Asp con il coordinamento di personale ostetrico, anche in regime di convenzione. Ma gli ospedali di riferimento dovranno essere allertati per tenersi pronti in caso di emergenza o di un eventuale pronto intervento.

Per le donne che sceglieranno il parto a domicilio è previsto il rimborso dell’80% delle spese – documentate – sostenute per gli strumenti necessari all’evento, fino a un massimo di 1.000 euro. La valutazione delle spese a carico del bilancio regionale è stata quantificata in via sperimentale per un importo di 50.000 euro per li anni 2017 e 2018.

Nel corso della stessa seduta la Commissione ha licenziato all’unanimità un progetto di legge di iniziativa del presidente del gruppo consiliare di Forza Italia, Alessandro Nicolò, per la promozione dell’attività di recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari per contrastare la povertà e il disagio sociale.

L’organismo, inoltre, ha approvato una legge di iniziativa del presidente Mirabello per l’istituzione dei Comitati consultivi di tutela dei cittadini (Cctc) sulla qualità dei servizi e delle prestazioni del servizio sanitario regionale e fornito un parere finanziario positivo a sostegno degli aeroclub calabresi.  

Nel corso dei lavori, è stata audita la rappresentante dell’associazione ‘William Latella’, Daniela Ferrari, sull’accordo Stato-Regioni nella parte in cui tratta le linee concernenti gli interventi di assistenza con gli animali a persone  tossicodipendenti, e i rappresentanti di alcune strutture socio-sanitarie, Poggi e Rotundo, sui ritardi circa i pagamenti spettanti alle imprese private del settore. Su questo punto, la Commissione, sollecitata dal consigliere Alessandro Nicolò, ha formalizzato l’incarico al presidente Michele Mirabello di istruire una mozione sottoscritta da tutti i membri dell’organismo e dallo stesso Nicolò che sull’argomento aveva già depositato una interrogazione,  con l’obiettivo di rimuovere le eventuali cause che bloccano i pagamenti. Infine, sono stati auditi i rappresentanti della Felsa-Cisl che hanno richiesto alla Commissione di valorizzare le esperienze professionali in procedure selettive regionali del personale precario.

“Dalle audizioni – ha commentato a conclusione dei lavori il presidente Michele Mirabello – è emersa la gravità dei problemi di cui patiscono gli operatori privati del settore sociale convenzionato, i loro dipendenti e gli assistiti. La Commissione si farà carico di una mozione unitaria  per chiedere l’istituzione di  un tavolo tecnico mirato a interrompere la lentezza delle procedure, così come convocheremo l’assessore al personale affinchè si possa eventualmente dare corso a quanto prospettato dai rappresentanti della Felsa-Cisl”.

09 Novembre 2017

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