Piede diabetico. Ministero della Salute francese studia il modello di cura dell’Ausl Toscana Centro

Piede diabetico. Ministero della Salute francese studia il modello di cura dell’Ausl Toscana Centro

Piede diabetico. Ministero della Salute francese studia il modello di cura dell’Ausl Toscana Centro
Una delegazione del ministero francese in visita all’ospedale di Pistoia. “Abbiamo spiegato ai colleghi francesi che il basso ricorso all’amputazione è frutto di un modello che mette a disposizione dei pazienti un percorso assistenziale coordinato con ambulatori specialistici i quali, anche in collegamento anche con i medici di medicina generale, creano nel loro insieme a livello aziendale una rete con prestazioni fino al terzo livello”.

Il centro unico aziendale della Ausl Toscana Centro per la cura del piede diabetico e la sua organizzazione, sono stati in questi giorni oggetto di studio del Ministero della Salute francese, che ha inviato una sua delegazione accolta all’ospedale di Pistoia dal dottor Roberto Anichini, direttore della diabetologia pistoiese e coordinatore della Gruppo Aziendale dalla Podopatia diabetica. All’incontro erano presenti anche il dottor Marco Comeglio, direttore di cardiologia e il dottor Domenico Cerullo direttore del coordinamento sanitario servizi di Pistoia.

“Il modello organizzativo, improntato alla multidisciplinarietà (il gruppo è costituito oltre che dai medici diabetologici, dagli infermieri specializzati, dal podologo, dal chirurgo ortopedico, dal cardiologo, dal dietista) e l’integrazione tra ospedale e territorio hanno rappresentato i punti di maggiore interesse per la delegazione francese che, in particolare, è rimasta colpita dal basso tasso di amputazioni negli ammalati”, spiega l’Ausl illustrando alcuni dati.
 
Nella Azienda USL Toscana centro ci sono 90.000 pazienti diabetici (circa il 6% della popolazione assistita pari a 1.500.000 di abitanti) di questi il 3% presentano la patologia legata al piede diabetico e di questi annualmente circa il 3%° subisce l’amputazione. Nel 2016 in Toscana sono stati amputati 2,5 pazienti ogni mille abitanti, ed è uno dei tassi più bassi d’Italia; nell’Azienda USL Toscana Centro il dato è ancora migliore e si attesta intorno all’1,75 pazienti, ogni mille abitanti, che subiscono questa grave menomazione
 
“Anichini – riferisce l’Ausl – ha spiegato ai colleghi francesi che il basso ricorso all’amputazione è frutto di un modello che mette a disposizione dei pazienti un percorso assistenziale coordinato con ambulatori specialistici i quali, anche in collegamento anche con i medici di medicina generale, creano nel loro insieme a livello aziendale una rete con prestazioni fino al terzo livello”.  

13 Giugno 2018

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