Pipe gratis per il crack. FeDerSerD: “Non ideologia ma evidenze scientifiche” 

Pipe gratis per il crack. FeDerSerD: “Non ideologia ma evidenze scientifiche” 

Pipe gratis per il crack. FeDerSerD: “Non ideologia ma evidenze scientifiche” 
La Federazione  degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze interviene sulle polemiche per la decisione del Comune di Bologna, in un’ottica di riduzione del danno, di distribuire tra i consumatori di crack 300 pipe gratuite: “Gli interventi di riduzione del danno, previsti dai LEA e dalle linee guida europee, rientrano nella prevenzione selettiva e sono essenziali per tutelare la salute pubblica e quella dei consumatori”.

È polemica sulla recente iniziativa del Comune di Bologna di distribuire gratuitamente tra i consumatori di crack 300 pipe in alluminio acquistate dal Comune, in un’ottica di riduzione del danno. L’assessora al Welfare, Matilde Madrid, risponde alla critiche spiegando come siano basate su “un approccio ideologico” mentre l’iniziativa del Comune, dice all’Ansa, si basa “su sperimentazioni ed evidenze scientifiche e abbiamo un solo obiettivo: la salute delle persone, anche di quelle più marginali”. Sulla questione è intervenuta anche FeDerSerD, la Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze, che ha sottolineato l’importanza delle iniziative di riduzione del danno.

“Si contesta la messa a disposizione da parte degli operatori delle unità di strada di materiali quali le pipe sterili per l’assunzione di crack, che prefigurerebbe una serie di gravi reati, come l’istigazione a delinquere, il favoreggiamento all’uso di sostanze, la malversazione di denaro pubblico. FeDerSerD dichiara la propria preoccupazione per la gravità dei contenuti di tali affermazioni ed esprime piena solidarietà ai servizi pubblici per le dipendenze e del terzo settore coinvolti, alle istituzioni locali, sanitarie e sociali”, dichiara la Federazione in una nota.

Per FeDerSerD “il dibattito è anacronistico, capzioso e fondamentalmente ideologico, in quanto non tiene conto di un sapere specifico e di conoscenze scientifiche ormai acclarate da decenni, ma neppure delle Linee Guida Internazionali e Nazionali sugli interventi di riduzione del danno e di prevenzione selettiva (https://www.euda.europa.eu/publications/mini-guides/provision-harm-reduction-equipment-high-risk-drug-use_en), dei piani di prevenzione europeo e nazionale, di normative nazionali stringenti quali quelle sui livelli essenziali di assistenza, che dal 2017 prevedono che i servizi per le dipendenze debbano assicurare le attività di riduzione del danno nei territori di loro competenza”.

Ancora, “il DPR 309/90 attribuisce agli Enti locali compiti di ‘prevenzione della emarginazione e del disadattamento sociale mediante la progettazione e realizzazione, in forma diretta o indiretta, di interventi programmati’. Già nel 2007, la Commissione Europea ha stabilito che la prevenzione e la riduzione dei danni correlati all’assunzione di droga rappresenta un obiettivo di salute pubblica in tutti i Paesi membri. Nel 2024 anche la Commission on Narcotic Drugs delle Nazioni Unite (CND) ha incluso la riduzione del danno tra le strategie fondamentali; il riconoscimento è contenuto in una risoluzione approvata in plenaria con contrari solo Cina e Russia (Commission on Narcotic Drugs, Sixty-seventh session, Agenda item 5(e), Vienna, 14–22 March 2024)”.

Nell’ultimo decennio, spiega ancora FeDerSerD, “con il cambiamento dei modelli di consumo delle sostanze psicotrope e l’evoluzione delle caratteristiche di chi ne fa uso, gli interventi di riduzione del danno hanno dovuto adattarsi, per affrontare in modo efficace una serie più ampia di comportamenti a rischio; la gamma di materiali distribuiti dai servizi a bassa soglia si è pertanto ampliata e comprende attualmente strumenti specifici per l’assunzione non iniettiva delle sostanze. Inoltre, il costo delle forniture per la riduzione del danno deve essere considerato in relazione ai costi sociali ed economici del trattamento a lungo termine e del supporto per le malattie, dei ripetuti ricoveri ospedalieri per infezioni ricorrenti della pelle e dei tessuti molli e per le altre complicazioni e per le overdose (EMCDDA, 2021a; FRA, 2015; Hope et al., 2008; Tookes et al., 2015, in paragrafo Riferimenti, al sito https://www.euda.europa.eu/publications/mini-guides/provision-harm-reduction-equipment-high-riskdrug-use_en#_ENREF_18 )”.

La Federazione ricorda che mel 2023 sono state aggiornate le Linee Guida congiunte EUDA-ECDC sulla prevenzione e il controllo delle malattie infettive tra i consumatori di droghe, che raccomandano tra l’altro la fornitura di attrezzature sterili per ridurre i danni associati all’uso continuato di sostanze (ECDC e EMCDDA, Prevenzione e controllo delle malattie infettive tra i consumatori di droghe iniettive: primo aggiornamento 2023, ECDC, Stoccolma). “Con l’approvazione del “Piano nazionale di allerta in tema di Fentanyl e di nuove sostanze oppioidi” si è giustamente sottolineata l’importanza degli interventi di prossimità, della comunicazione tempestiva e biunivoca tra servizi e consumatori per prevenire il sovradosaggio e gli altri gravi eventi acuti, con allerte precoci ed analisi delle sostanze in circolazione. Sappiamo che va data massima priorità ai modelli emergenti e rischiosi di poliassunzione, che includono l’assunzione per via non iniettiva di stimolanti, di crack, di nuove sostanze psicoattive”.

Dunque, FeDerSerD risponde una volta di più a chi in questi giorni “afferma scorrettamente che le attività di riduzione del danno, e in particolare quelle di fornitura di materiali, sono inutili ed anzi dannose, perché promuovono e favoriscono il consumo di sostanze: questi interventi si rivolgono esclusivamente ai consumatori a rischio e a chi ha già una dipendenza, a chi non si è ancora rivolto ai servizi di cura, persone quindi che vivono le situazioni più drammatiche e che molto spesso si trovano in condizioni di fragilità e disagio. Fornire materiali per il consumo costituisce in questi casi un elemento di prevenzione di gravi patologie (Larney et al., 2017; McGowan et al., 2020; Wright et al., 2020) e di aggancio relazionale fiduciario di grande importanza, proprio nella prospettiva di realizzare una presa in carico della persona, di favorire il suo accesso al SerD, di scongiurare il peggio”.

“Vi è la necessità – ribadisce FeDerSerD – di parlare di dipendenza in modo non ideologico, come accade per tutte le malattie, investendo sulla prevenzione selettiva e sulla salute pubblica, partendo da chi è in condizioni di maggiore vulnerabilità e gravità di bisogno”.

“Vi è la necessità – dice ancora – di evitare giudizi violenti e di rispettare le persone che consumano sostanze, perché la dipendenza è una malattia e non un crimine. Vi è la necessità di competenze disciplinari robuste e di formazione continua, di onestà intellettuale, di rigore etico e deontologico, di responsabilità professionale ed istituzionale, di collaborazione sinergica tra i diversi attori istituzionali del sistema, per affrontare le sfide sempre più impegnative che ci interpellano quotidianamente”.

“Vi è la necessità – conclude FeDerSerD – di non attaccare, ma di valorizzare e sostenere il lavoro dei molti professionisti che sono impegnati quotidianamente in attività complesse di tutela della salute e di cura delle dipendenze, anche nei contesti territoriali più difficili”.

02 Settembre 2025

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