Puglia. In cinque delibere la rivoluzione della sanità territoriale regionale

Puglia. In cinque delibere la rivoluzione della sanità territoriale regionale

Puglia. In cinque delibere la rivoluzione della sanità territoriale regionale
Via libera al Regolamento sugli ospedali di Comunità e i Presidi Territoriali di assistenza. Stanziati ulteriori 10 milioni annui per l’aumento del monte ore di specialistica ambulatoriale. Approvate anche le delibere che disciplinano le Residenze R1 (disabili gravissimi e pazienti ad elevato impegno sanitario) e le Residenze ed i centri semiresidenziali per anziani non autosufficienti e per i disabili. A questo si affianca il Modello di presa in carico dei pazienti cronici (Care Puglia 3.0).

Promuovere lo sviluppo della sanità territoriale come principale risposta ai bisogni dei cittadini pugliesi, riducendo i tassi di ospedalizzazione e promuovendo il ricorso ai servizi di assistenza primaria (Medici di medicina generale) ed intermedia (Presidi territoriali non ospedalieri). È questo uno dei traguardi che si è prefissata la Regione Puglia. E “l’attuazione del Piano di riordino ospedaliero ha confermato la correttezza di questa impostazione rendendo evidente la necessità di concentrare ulteriormente l’erogazione dei servizi sanitari territoriali nelle strutture ospedaliere riconvertite”, spiega la Regione evidenziando come “la riorganizzazione della rete ospedaliera risulta da sola insufficiente rispetto all’esigenza di garantire una copertura piena dei bisogni assistenziali, se, in una logica di continuità assistenziale, non viene affrontato il tema del potenziamento delle strutture territoriali, nonché dell’integrazione/interazione funzionale tra le strutture territoriali e le strutture ospedaliere”.

Per affrontare la sfida, la Regione Puglia ha approvato, tra la scorsa settimane ed oggi, cinque nuove delibere dedicate alla Sanità territoriale. Via libera definitivo al Regolamento sui Presidi Territoriali di assistenza e alla Dgr che incrementa di 10 milioni di euro la dotazione di ore di specialistica ambulatoriale per le strutture territoriali delle ASL pugliesi. E ancora, nella seduta di oggi sono state approvate le delibere che disciplinano le Residenze R1 (disabili gravissimi e pazienti ad elevato impegno sanitario), le Residenze ed i centri semiresidenziali per anziani non autosufficienti e per i disabili. Via libera, poi, al Regolamento che disciplina gli Ospedali di Comunità, che si affianca al nuovo Modello di presa in carico dei pazienti cronici (Care Puglia 3.0), di cui abbiamo già parlato la scorsa settimana.

“Arriva così alla conclusione un difficile percorso, straordinariamente impegnativo per gli uffici del Dipartimento per la Promozione della Salute che hanno lavorato, con la collaborazione dell’Aress, su numerosi fronti, andando a completare in pochi mesi il quadro degli interventi previsti sulla medicina territoriale”, commenta la Regione, illustrando i contenuti delle delibere.

PTA, PPA e RESIDENZE PER DISABILI
In particolare, illustra la nota della Regione, la Giunta ha dato il via libera, in prima lettura, al Regolamento sui Presidi Territoriali di Assistenza e i Presidi Post Acuzie (approvato con DGR 1001 del 12 giugno u.s.); 33 strutture nate dalla riconversione degli ospedali dismessi, per le quali sono stati dettati modelli organizzativi, standard e servizi da offrire ai cittadini. “I PTA trovano finalmente una regolamentazione definitiva e si consente a tutti i cittadini pugliesi ed ai portatori di interesse di verificare cosa si prevede, per ciascun PTA, nella programmazione regionale: quali servizi, quali degenze, quale strumentazione”.
 
E ancora, nella seduta di oggi sono state approvate le delibere che  disciplinano le Residenze R1 (disabili gravissimi e pazienti ad  elevato impegno  sanitario), le Residenze ed i centri semiresidenziali per anziani non autosufficienti e per i disabili.
 
OSPEDALI DI COMUNITA'
La Giunta ha approvato in prima lettura il testo del Regolamento che definisce finalmente su base regionale l’organizzazione, il funzionamento ed i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi dell’Ospedale di Comunità, “una struttura territoriale di ricovero breve rivolta a pazienti che, a seguito di un episodio acuto o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio. Questo ambito assistenziale si colloca nella rete dei servizi territoriali, prevalentemente all’interno dei PTA e dei PPA, ed è da considerarsi quale domicilio allargato”.  

L'Ospedale di Comunità è una struttura pubblica che ha un numero limitato di posti letto di degenza territoriale, non superiore a 20.  
L’ospedale di comunità prenderà in carico pazienti che necessitano:
–    di interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio ma che necessitano di ricovero in queste strutture in mancanza di idoneità del domicilio (strutturale e familiare);
– di sorveglianza infermieristica continuativa;
– di osservazione sanitaria breve.

La responsabilità assistenziale sarà in capo all'infermiere (h. 24) secondo le proprie competenze.
La responsabilità clinica sarà garantita dal medico responsabile clinico – medico di AP di scelta dell’assistito – che assicura l’assistenza medica routinaria e una reperibilità diretta telefonica h12 (o altri supporti di telecomunicazione) e l’eventuale intervento in loco quanto prima.

Il fabbisogno è stato calcolato in 356 posti letto, la cui suddivisione, su base aziendale, verrà effettuata con successivo provvedimento di Giunta.

SPECIALISTICA AMBULATORIALE
Approvata oggi la Dgr che stabilisce l’aumento del monte ore di specialistica ambulatoriale per le ASL pari al 15% del monte ore storico, rappresenta un ulteriore tassello fondamentale per far realmente partire i servizi territoriali. “Difatti, proprio in relazione alla realizzazione del nuovo modello organizzativo dell’assistenza sanitaria denominato “Presidio Territoriale di Assistenza” (P.T.A.) ormai in fase di avanzata attuazione, ed allo scopo di  conseguire l’obiettivo del potenziamento delle attività territoriali, si prevede di riprogrammare a far tempo dall’anno 2019, soprattutto nella fase di start-up dei P.T.A, le ore di attività di specialistica ambulatoriale con conseguente incremento  del monte ore storico settimanale attualmente assegnato a ciascuna Azienda Sanitaria Locale, nella misura del 15 per cento”, spiega la Regione.

Si tratta di oltre 4500 ore settimanali in più che dovranno essere garantite da specialisti che potranno essere reclutati a questo scopo dalle Aziende sanitarie pugliesi, in gran parte da erogare all’interno dei Presidi territoriali di assistenza, e che avranno al centro le ore di specialistica connesse al contrasto delle malattie croniche che dovranno essere obbligatoriamente presenti in ogni PTA (cardiologia, pneumologia, endocrinologia/diabetologia, nonché le branche di oculistica, neurologia ed ortopedia).

CARE PUGLIA PER LA PRESA IN CARICO DELLE CRONICITA'
“Si potrà, così, dar corpo anche al Programma Care Puglia, il cui modello è stato approvato dalla Giunta la scorsa settimana, in un disegno strategico che trova in queste settimane una compiuta attuazione grazie allo straordinario impegno degli uffici regionali del Dipartimento Salute. Si tratta, inoltre, di un passaggio fondamentale per combattere le liste di attesa e garantire ai cittadini una risposta in tempi più brevi”, spiega la Regione.
 
A tal fine verranno impegnati 10 milioni di euro annui a partire dal 2019. “Tale maggiore spesa è oggi possibile grazie ai tagli alle spese non appropriate realizzati in questi anni ed all’incremento annuo previsto per la  quota di riparto del Fondo Sanitario nazionale”, evidenzia la Regione spiegando che “le due Delibere in questione rappresentano inoltre un adempimento degli impegni assunti con il Programma operativo con i Ministeri affiancanti e il Governo, dimostrando che la Regione è adempiente anche sul terreno della sanità territoriale”.

16 Novembre 2018

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