Puglia. Lino Albanese Direttore ad interim del Dipartimento Salute della Regione. Le altre decisioni della Giunta

Puglia. Lino Albanese Direttore ad interim del Dipartimento Salute della Regione. Le altre decisioni della Giunta

Puglia. Lino Albanese Direttore ad interim del Dipartimento Salute della Regione. Le altre decisioni della Giunta
Prende il posto di Giancarlo Ruscitti, nominato Direttore di Dipartimento Salute della Pa di Trento. La Giunta ha inoltre nominato Rodolfo Rollo commissario della Asl Lecce, nonché approvato il regolamento regionale sulla pet therapy e recepito l’Accordo Stato – Regioni sul Piano Hiv-Aids.

La Giunta regionale, prendendo atto delle dimissioni del dott. Giancarlo Ruscitti, trasferitosi a Trento per diventare Direttore del Dipartimento Salute della Provincia Autonoma, ha provveduto ieri alla nomina da interim di Lino Albanese come Direttore del Dipartimento Politiche per la salute della Puglia. Contestualmente sono state avviate le procedure per la pubblicazione del bando per l’individuazione del nuovo direttore del dipartimento salute.

Preso atto delle dimissioni di Ottavio Narracci, la Giunta ha poi provveduto a nominare Rodolfo Rollo commissario della Asl Lecce.

La Giunta regionale ha poi approvato il Regolamento regionale di attuazione della legge regionale n.24 del 18 ottobre 2016, Interventi assistiti con gli animali. Dieci articoli per definire i requisiti dei soggetti, persone fisiche o giuridiche che possono esercitare le attività di operatore per gli interventi assistiti con gli animali, le procedure per la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori, i requisiti strutturali e organizzativi delle strutture e le modalità operative per lo svolgimento delle attività personalizzate e le specie animali ammesse ai programmi di lavoro con i criteri e le modalità di formazione e educazione degli stessi.

Gli animali impiegati negli interventi assistiti appartengono a specie domestiche in grado di instaurare relazioni sociali con l'uomo. Le specie maggiormente impiegate sono il cane, il cavallo, l'asino, il gatto ed il coniglio. L’idoneità di specie e del singolo animale, ai fini dell’Intervento, viene valutata dal Veterinario dell’équipe. Non è consentito l’impiego di animali che abbiano un’anamnesi di abbandono e/o maltrattamento recenti, ivi compresi quelli ospitati nei canili e nei rifugi, a meno che non seguano un percorso di rieducazione e socializzazione Gli animali coinvolti devono essere adulti e le femmine non possono essere impiegate durante la fase estrale, la lattazione o lo stato di gravidanza avanzata.

“Le associazioni che operano sul territorio in questo ambito, pur consapevoli della natura extra LEA delle prestazioni che quindi non possono essere poste a carico del Fondo Sanitario Regionale, hanno fortemente voluto che la Regione adottasse questa disciplina regolamentare”, spiega la Regione in una nota ricordando che, “tra l’altro, la natura degli Interventi assistiti con gli animali richiede un approccio multidisciplinare che investe i settori della formazione professionale, della riabilitazione oltre che delle competenze specifiche della medicina veterinaria.

La Giunta ha infine recepito l’Accordo “Piano Nazionale di Interventi contro l’HIV e AIDS (PNAIDS)” e ha costituito, per dare attuazione al Piano, la Commissione regionale per gli interventi contro l’HIV e AIDS che sarà composta da:
a)    Dirigente della Sezione “Strategie e Governo dell’Offerta” o suo delegato con funzioni di coordinamento;
b)    Dirigente della Sezione “Promozione della Salute e del benessere” o suo delegato;
c)    Dirigente della Sezione “Risorse strumentali e tecnologiche” o suo delegato;
d)    Referente Osservatorio Epidemiologico Regionale (OER);
e)    Delegato regionale della Società Italiana di Malattie Infettive;
f)    Direttori delle Unità Operative di Malattie Infettive;
g)    Un rappresentante per Associazione dei pazienti o di altri soggetti coinvolti all’attività in questione.

La Commissione potrà avvalersi poi anche di altri esperti rispetto alle tematiche che saranno oggetto di discussione e la partecipazione è a titolo gratuito.

“L’epidemia da HIV – illustra la Regione nella nota – oggi mostra uno scenario caratterizzato da profonde mutazioni rispetto ai primi anni ’80, sia in termini epidemiologici, sia in termini di realtà socio-assistenziale e di prevenzione”.

In Puglia Nel 2017, il tasso di incidenza nei residenti è risultato di 4,1 casi per 100.000 abitanti, in lieve risalita rispetto al 2016 (3,6/100.000). Nei residenti italiani, la maggior parte delle infezioni è attribuibile a rapporti sessuali non protetti e il maggior numero di nuove diagnosi è in maschi che hanno rapporti sessuali con maschi.

Una diagnosi tardiva, evidenzia la Regione, “aumenta il rischio per il soggetto di arrivare alla fase conclamata della malattia (AIDS) e riduce la probabilità di un pieno recupero immunologico a seguito di trattamento farmacologico. È scientificamente provato che la terapia antiretrovirale (ART) agisce sia a livello terapeutico che preventivo: il trattamento ART, se assunto correttamente, riduce la carica virale e quindi la contagiosità del soggetto infetto, limitando la diffusione del virus. È dunque necessario implementare interventi di prevenzione primaria efficaci nel prevenire le nuove infezioni da HIV”.

Il Piano prevede espressamente l’impegno delle Regioni per l’attuazione di progetti di prevenzione, per facilitare l’accesso al test, garantire a tutti l’accesso alle cure, favorire la retention in care dei pazienti in carico, migliorare lo stato di salute e di benessere e tutelare i diritti sociali e lavorativi delle persone che vivono con HIV/AIDS (PLWHA), promuovere la lotta allo stigma, promuovere l’empowerment e il coinvolgimento attivo delle popolazioni chiave.

08 Marzo 2019

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