Riforma sanitaria della Sardegna. Per Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Css non serve un nuovo disegno di legge  

Riforma sanitaria della Sardegna. Per Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Css non serve un nuovo disegno di legge  

Riforma sanitaria della Sardegna. Per Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Css non serve un nuovo disegno di legge  
Sindacati auditi in Commissione Salute, compatti nel ritenere che, piuttosto di una riforma, “il sistema avrebbe bisogno di interventi urgenti per tamponare disservizi e carenze che mettono in discussione il diritto alla salute dei sardi”. Meloni (FdI): “Considerate le modifiche al provvedimento annunciate dall’assessore, sarebbe opportuno ritirare il DL n.40 ripresentandolo modificato con le parti del maxiemendamento, e procedere solo dopo alle audizioni con il nuovo testo”.

Dopo l’audizione dell’assessore Armando Bartolazzi che ha illustrato alla commissione Salute il disegno di legge per la riforma del sistema sanitario dell’isola, ecco che il parlamentino ieri ha ascoltato in seduta i sindacati della Sanità. Hanno preso parte ieri mattina all’audizione i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Css. Dal sommario si apprende che i sindacati, compatti, “giudicano la riforma ‘non necessaria’ in un momento in cui il sistema avrebbe invece bisogno di interventi urgenti per tamponare disservizi e carenze che mettono in discussione il diritto alla salute dei sardi”.

“In questi anni – ha detto la segretaria della Cigl Roberta Gessa – troppe riforme non attuate hanno creato problemi di organizzazione ed efficienza, un’altra riforma non è utile al sistema. Occorre invece lavorare per migliorare l’esistente”. Sulla stessa linea Mirko Idili (Cisl): “Il nostro sindacato crede che il baricentro strategico su cui operare sia il territorio. E’ lì che si gioca la partita per un’offerta sanitaria di qualità”. Anche per Guido Sarritzu (Uil) più che pensare ad una riforma del sistema, bisogna ripartire da quello che funziona ascoltando le richieste dei pazienti e dei lavoratori del settore. Nelle ultime tre legislature di sono varate tre diverse riforme. Questo ha creato confusione e disorientamento tra i cittadini e gli operatori sanitari”.

Secondo i sindacati “una nuova riforma rischierebbe di paralizzare il sistema”. Giacomo Meloni, segretario generale della Css, ha sottolineato: “Abbiamo tempi strettissimi per risolvere le emergenze, meglio pensare ad aggiustare quello che di buono abbiamo. Si agisca piuttosto su determinati settori (liste d’attesa, cup, sprechi) per migliorare i servizi”. Anche per Lino Marrocu (Ugl) “E’ meglio pensare a una riorganizzazione dell’esistente. C’è bisogno di risposte immediate in un sistema che fa acqua da tutte le parti”.

La posizione dei sindacati è unitaria, si apprende sempre dal sommario della seduta, “pur con qualche distinguo, anche sulla volontà della Giunta di procedere al commissariamento degli attuali direttori generali delle Asl. Secondo i sindacati, la rimozione dei dirigenti rischia di creare ulteriori problemi. Meglio dare indirizzi precisi e obiettivi per provare a migliorare l’offerta e rispondere alle esigenze dei cittadini. I rappresentanti dei sindacati sono poi entrati nel merito dei singoli articoli del Disegno di Legge andando a toccare i nervi scoperti del sistema sanitario regionale: dalla mancanza di personale alla lotta al precariato, dallo ‘smantellamento’ dell’assistenza territoriale alla proposta di istituire i centri di assistenza urgenza (Cau) fino alla necessità di depotenziare l’Ares per garantire una migliore programmazione con il decentramento di poteri verso le Asl”.

La presidente Carla Fundoni, al termine delle audizioni, ha assicurato l’impegno della Commissione per arrivare a una riforma condivisa.

Il consigliere regionale di FdI Corrado Meloni, componente della commissione Salute, dopo aver partecipato ai lavori del parlamentino, commenta al nostro giornale: “Considerando le rilevanti modifiche al provvedimento, annunciate proprio dall’assessore Bartolazzi, il ciclo di audizioni della Commissione Sanità rischia di rivelarsi un’inutile perdita di tempo che allontanerà l’obiettivo. Non riuscendo a dare, in tempi accettabili, risposte concrete ai cittadini, che giustamente reclamano una sanità che funzioni e possa garantire un’adeguata assistenza. Sarebbe più opportuno, e financo corretto, ritirare il Disegno di legge, ripresentandolo modificato con le parti del maxiemendamento di cui, peraltro, sono già a conoscenza solamente i colleghi della maggioranza. Poi, procedere alle audizioni con il nuovo testo, dando modo a tutti i consiglieri e ai portatori di interesse di conoscere quali siano i propositi della Giunta e dell’Assessore della Sanità, alla luce dell’incertezza e delle diversità di opinioni che regna all’interno della maggioranza sul tema sanitario” – conclude Meloni.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

15 Gennaio 2025

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