Salute mentale. stopOPG: “Gli Ospedali psichiatrici giudiziari sono ancora lì”

Salute mentale. stopOPG: “Gli Ospedali psichiatrici giudiziari sono ancora lì”

Salute mentale. stopOPG: “Gli Ospedali psichiatrici giudiziari sono ancora lì”
Scade oggi il termine per il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici, ma è evidente che non è stato rispettato: le strutture sono ancora aperte. Lo denuncia il comitato nazionale stopOPG che lancia l’allarme anche sui ritardi per l’assegnazione delle risorse..

Tempo scaduto. Finisce oggi il termine ultimo per il completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari come prescritto dalla legge 9 del 2012 (comma 1 articolo 3 ter). Ed è evidente che il temine non è stato rispettato. Gli Opg sono infatti ancora tutti lì.
 
È questa la denuncia che arriva dal comitato nazionale stopOPG, da tempo impegnato nella lotta per la denuncia dei ritardi nella chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, che vedono responsabili Governo, molte Regioni e Asl. Strutture che, sottolineano, "come i manicomi, sono incompatibili per loro natura con la tutela della salute mentale, le cure e la riabilitazione cui hanno diritto tutti cittadini".
 
“Abbiamo denunciato – ricordano Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice, Francesca Moccia – che l’attenzione di Governo e Regioni è concentrata sull’apertura delle strutture residenziali “speciali”, previste dalla legge 9 in luogo degli attuali Opg, dove eseguire la misura di sicurezza, molto simili a ospedali psichiatrici, per le caratteristiche loro assegnate da uno specifico Decreto. Abbiamo più volte detto che rischiamo di ritrovarci con numerosi piccoli manicomi regionali (i “mini Opg”); che i sequestri degli Opg a Montelupo Fiorentino e a Barcellona di Pozzo di Gotto, disposti a dicembre 2012 dalla Commissione d’inchiesta, e non ancora eseguiti, confermano drammaticamente le condizioni indegne in cui sono tuttora costretti a vivere nostri concittadini all’interno degli ultimi residui manicomiali. La condizione terribile in cui versano questi uomini e donne – hanno aggiunto – va al di là delle condizioni  terribilmente degradate in cui sono costretti e riguarda tanto più il loro abbandono da parte dei servizi sanitari e sociali, la mancanza di un progetto, le proroghe collegate ad una mancata presa in carico, la violenza dell’istituto, il permanere di un percorso giuridico “speciale” che toglie loro diritti e responsabilità”.
 
Per stopOPG è inoltre inaccettabile il ritardo nell’assegnazione alle Regioni delle risorse destinate ad accompagnare il superamento di queste strutture (per spesa corrente: 38 milioni di euro nel 2012 e 55 milioni dal 2013, più quelle in conto capitale: 173,8 milioni di euro).
 
Per il comitato nazionale stopOPG il definitivo superamento delle strutture si potrà raggiungere solo con la modifica degli articoli del codice penale 88 e 89. Altrimenti gli Opg (vecchi o nuovi) continueranno ad essere alimentati da nuovi ingressi. Perciò la mobilitazione continua.

E per uscire dallo stallo, il  comitato nazionale ribadisce le proprie proposte:
 
Destinare la risorse ai Dipartimenti di Salute Mentale DSM, che devono presentare e attuare i progetti individuali finalizzati alle dimissioni degli/delle internati/e o per progetti di alternativa alla misura di sicurezza detentiva in Opg o Ccc (vedi sentenze Corte Costituzionale 253/2003 e 367/2004 richiamate dall’allegato 1C Dpcm 1.4.2008). Per chiudere gli Opg bisogna offrire buoni servizi per la salute mentale nel territorio;
Attuare le “dimissioni senza indugio”, come sollecitato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Ssn ai Ministri della Salute e della Giustizia, che risultano possibili immediatamente per i due terzi delle persone internate attraverso la presa in carico dei DSM, che porterebbero già alla chiusura di alcuni Opg;
Istituire una specifica “autorità” di garanzia nazionale (che possa agire anche con funzioni commissariali ad acta) per l’attuazione dei programmi delle regioni e per il loro monitoraggio.

01 Febbraio 2013

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