Sanità penitenziaria. Regione Sardegna al lavoro per istituire il Punto Unico Regionale   

Sanità penitenziaria. Regione Sardegna al lavoro per istituire il Punto Unico Regionale   

Sanità penitenziaria. Regione Sardegna al lavoro per istituire il Punto Unico Regionale   
Bartolazzi: “L’obiettivo è fornire supporto all’Autorità giudiziaria al fine di dare esecuzione ai provvedimenti applicativi di misura di sicurezza detentiva in base al principio di territorialità. Stiamo cercando di porre in essere tutti quegli interventi mirati a contrastare la tensione detentiva causata dal sovraffollamento delle carceri, e volti al superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, sistemi assai complessi, in armonia alle leggi in vigore”. DELIBERA

Le interlocuzioni tra la Garante regionale per le persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Irene Testa, e l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi, fanno emergere i primi interventi che riguardano anche la sanità penitenziaria, partendo dal recepimento dell’Accordo per la gestione dei pazienti con misura di sicurezza ed la prevista istituzione del Punto Unico Regionale (P.U.R.).

“Stiamo cercando di porre in essere tutti quegli interventi – spiega a Quotidiano Sanità l’assessore – mirati a contrastare la tensione detentiva causata dal sovraffollamento delle carceri, e volti al superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), sistemi assai complessi, in armonia alle disposizioni di leggi in vigore. Così come intendiamo agevolare sia quella che è la vocazione terapeutico-riabilitativa delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), finalizzate al recupero di abilità, autonomia e benessere psico-sociale dell’individuo, al fine di favorire la sua reintegrazione nella vita sociale e lavorativa, e sia quella che prevede per ‘ogni paziente al quale è applicata una misura di sicurezza, la definizione di uno specifico progetto terapeutico-riabilitativo individualizzato (P.T.R.I.) e periodicamente verificato’, che tenga conto dei suoi individuali bisogni assistenziali in un’ottica di raccordo e collaborazione con i servizi di salute mentale territoriali e con le autorità giudiziarie competenti”.

Per far ciò – prosegue l’assessore -, in sede di Giunta abbiamo per prima cosa approvato di recepire l’Accordo tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano del mese di novembre 2022, che riguarda la proposta del Tavolo di consultazione permanente sulla sanità penitenziaria e di collaborazione interistituzionale inerente la gestione dei pazienti con misura di sicurezza, nel rispetto della disciplina delle norme in vigore, compreso il D.M. del 1° ottobre 2012 relativo ai ‘requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi delle strutture destinate ad accogliere le persone cui sono applicate le misure di sicurezza del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario e dell’assegnazione a casa di cura e custodia’.

“In virtù dunque a tali disposizioni di legge ed Accordo succitato, le Regioni e le province autonome devono provvedere ad individuare un Punto Unico Regionale (P.U.R.) con l’obiettivo di fornire supporto all’Autorità giudiziaria (A.G.), ‘al fine di dare esecuzione ai provvedimenti applicativi di misura di sicurezza detentiva in base al principio di territorialità’. Noi stiamo dunque lavorando con questi obiettivi”.

“Ecco che abbiamo quindi deliberato l’istituzione del Punto Unico Regionale (P.U.R.) che sarà composto dal coordinatore della rete regionale della sanità penitenziaria, dai direttori dei Dipartimenti di Salute Mentale (DSM) e delle dipendenze delle aziende sanitarie locali, dai responsabili delle strutture semplici dipartimentali di psichiatria forense; ancora, dal direttore della residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS); da un Magistrato del Tribunale di sorveglianza di Cagliari, di Sassari e dell’Ufficio di sorveglianza di Nuoro. Ci saranno poi un educatore professionale, un assistente sociale, uno psicologo. Con successivo decreto provvederò a indicare i nominativi”.

“Al fine inoltre di garantire la qualità della presa in carico integrata da parte dei servizi territoriali dei pazienti destinatari di provvedimento dell’autorità giudiziaria, presso le otto Aziende socio-sanitarie locali si provvederà a costituire le equipe forensi, che verranno ad essere composte da un educatore professionale, un assistente sociale e uno psicologo, in misura sufficiente a coprire il fabbisogno di servizi in rapporto alla popolazione con provvedimento dell’autorità giudiziaria in carico ai DSM; fin da subito la Direzione generale della Sanità, Ares e le stesse ASL hanno mandato di adottare l’adozione gli eventuali rispettivi adempimenti di competenza necessari per l’attuazione della deliberazione che abbiamo approvato” – conclude Bartolazzi.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

01 Ottobre 2024

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