Stato-Regioni. Via libera ad Accordo su mobilità sanitaria, Riparto Fondo gioco d’azzardo e Obiettivi di carattere prioritario

Stato-Regioni. Via libera ad Accordo su mobilità sanitaria, Riparto Fondo gioco d’azzardo e Obiettivi di carattere prioritario

Stato-Regioni. Via libera ad Accordo su mobilità sanitaria, Riparto Fondo gioco d’azzardo e Obiettivi di carattere prioritario
Semaforo verde dalla Conferenza all’Accordo interregionale per la compensazione della mobilità sanitaria, al riparto del Fondo per il contrasto del gioco d’azzardo patologico e ai progetti di alcune regioni a valere sugli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale del Piano Sanitario Nazionale. Le sintesi e i testi dei provvedimenti.

Approvati oggi pomeriggio dalla Conferenza Stato Regioni tre provvedimenti inerenti la sanità. Qui di seguito la sintesi:
 
Accordo interregionale per la compensazione della mobilità sanitaria triennio 2014 – 2016, aggiornato all’anno 2017- Regole tecniche (VEDI TESTO)
L’accordo era già stato esaminato in Stato Regioni al momento dell’analisi della mobilità sanitaria a marzo di quest’anno, ma ora, dopo gli ultimi ritocchi tecnici, approda in Stato Regioni per l’approvazione definitiva.

Si tratta delle regole tecniche di scambio per il 2017 per ottenere una procedura uniforme. E per questo il documento definisce in maniera univoca  le prestazioni da mettere in compensazione e che dovranno essere documentate con modelli riassuntivi e i dati analitici in formato elettronico delle prestazioni erogate.

Sono individuate anche le caratteristiche dei flussi informativi (tracciati record), stabiliti i tempi e le modalità di trasmissione dei dati, delle contestazione e delle relative risposte.

Tutte le attività non elencate tra le prestazioni in compensazione e tutte le attività che hanno bisogno di autorizzazioni preventive (ad esempio i residui manicomiali, gli hanseniani, i disabili cronici, le dispensazioni di assistenza integrativa ecc.) devono essere addebitate per mezzo di fatturazione diretta. Per i disabili cronici la fatturazione diretta varrà dal 2018.

E per evitare contestazioni la Commissione Salute auspica che per tutte le attività non comprese in compensazione nella mobilità (esempio ricoveri extraospedalieri, assistenza domiciliare non compresa nel flusso B, quello sulla medicina di base), sia inviata una comunicazione alla Asl di residenza del soggetto.

Per eventuali errori formali, invece, riscontrati alla fine del lavoro, il gruppo tecnico dei referenti potrà apportare all’unanimità le correzioni necessarie.
L’accordo, su cui il ministero della Salute ha dato il suo assenso,  aggiorna quanto già disciplinato, in ordine alla compensazione interregionale della mobilità sanitaria, dall' accordo Rep. 15/CSR del 2 febbraio 2017, riferito agli anni 2014-2016.

E in particolare prevede che:

comma 2: e Regioni convengono che gli accordi per la compensazione della mobilità interregionale:

– prevedono la valorizzazione dell'attività sulla base della tariffa regionale relativa ai singoli erogatori vigente nella regione in cui vengono erogate le prestazioni, fino a concorrenza della tariffa massima nazionale definita sulla base della normativavigente;

– individuano e regolamentano, ai sensi del Dm 18 ottobre 2012, i casi specifici e circoscritti per i quali può essere riconosciuta una remunerazione aggiuntiva, limitatamente ad erogatori espressamente individuati e in relazione a quantitativi massimi espressamente indicati, per tenere conto dei  costi associati all'eventuale utilizzo di specifici dispositivi ad altocosto.

Gli accordi devono essere approvati dalla Conferenza Stato-Regioni, nel rispetto degli equilibri di bilancio programmati;

comma 4: in sede degli accordi sarà possibile individuare volumi, tipologia e modalità di remunerazione aggiuntiva relative all' espianto e trasporto degli organi per il trapianto, alla ricerca e prelievo midollo osseo e CSE midollari, e le modalità di compensazione dei costi dei ricoveri ospedalieri erogati, da unità operative e/o strutture pediatriche  espressamente individuate, alla casistica di età pediatrica ad elevata complessità assistenziale oggetto di mobilità, nella misura in cui siano riconosciuti diversi da quelli della casistica generale.

Ammissione al finanziamento della quota residua delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale del Piano Sanitario Nazionale, per l’anno 2017, dei progetti delle Regioni Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto. Fondo Sanitario Nazionale 2017. (VEDI TESTO)
Si tratta di una ulteriore tranche del 30% residuo per gli Obiettivi di carattere prioritario 2017 (altra per altri progetti e anche per alcune Regioni diverse oltre quelle attuali era stata già deliberata a luglio) di 173,4 milioni circa che vanno nelle casse di Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Toscana, Umbria e Veneto che avevano una somma disponibile complessiva di oltre 584,5 milioni, di cui 413,2 al netto delle linee vincolate.

Il ministero della Salute ha trasmesso la proposta di ammissione al finanziamento della quota residua delle risorse vincolate dei progetti delle Regioni e il 1° ottobre 2018 è arrivato l’assenso tecnico da parte del Coordinamento salute delle Regioni.

Gli argomenti finanziati sono l’assistenza domiciliare palliativa specialistica, l’applicazione del Piano nazionale prevenzione, l’assistenza primaria, l’umanizzazione dei percorsi assistenziali, le cronicità, le reti oncologiche.

Fondo per il gioco d’azzardo patologico 2018 e 2019 (VEDI TESTO)
In Stato Regioni anche la bozza di decreto per il riparto delle risorse del Fondo per il gioco patologico. Si tratta di 50 milioni per il 2018 e 50 per il 2019 indicati dalla legge 208/2015 (legge stabilità 2016) per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da disturbo da gioco d'azzardo patologico (GAP), come definito dall'Organizzazione mondiale della sanità. Il Fondo è istituto presso il ministero della Salute ed è ripartito tra Regioni e Province autonome sulla base di criteri determinati con decreto del ministro della Salute, che, appunto, è quello all’esame della Conferenza. 
 
Lo schema di decreto prevede il riparto a ripartire di cento milioni per il 2018 e 2019 in base alla quota di accesso che deriva dal riparto del fabbisogno nazionale standard indistinto per il 2018.
 

18 Ottobre 2018

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