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Obiettivi prioritari 2016: in arrivo 137 milioni per Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, Basilicata, Molise Umbria, Emilia Romagna

Il ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza delle Regioni il suo via libera sull’assegnazione definitiva delle risorse per il parere dei tecnici regionali e la successiva approvazione in Stato-Regioni. Si tratta del 30% accantonato fino alla verifica della realizzazione dei progetti della quota complessiva di circa 466 milioni assegnata a queste Regioni per il 2016. LO SCHEMA DI PROVVEDIMENTO.

28 LUG - In arrivo circa 137 milioni in Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, Basilicata, Molise Umbria ed Emilia Romagna, come quota residua delle risorse vincolate agli “obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale” per il 2016.

Si tratta del 30% accantonato fino alla verifica della realizzazione dei progetti della quota complessiva di circa 466 milioni assegnata a queste Regioni per il 2016.

Il ministero della Salute ha trasmesso alla Conferenza delle Regioni il suo via libera sull’assegnazione definitiva delle risorse per il parere dei tecnici regionali e la successiva approvazione in Stato-Regioni nella seduta del prosimo 1 agosto.

Restano ancora sotto verifica Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia la cui cifra complessiva per gli obiettivi è di circa 476 milioni e alle quali sono ancora da assegnare quindi circa 143 milioni.

Le linee progettuali per l'utilizzo da parte delle Regioni delle risorse vincolate per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di rilievo nazionale per il 2016, in base alla cui realizzazione sono state assegnate le risorse, sono:

1. Attività di assistenza primaria.

2. Sviluppo dei processi di umanizzazione all'interno dei percorsi assistenziali.

3. Cure Palliative e terapia del dolore. Sviluppo dell'assistenza domiciliare palliativa specialistica (vincolo di 100 milioni di euro).

4. Piano Nazionale Prevenzione e supporto al Piano Nazionale Prevenzione (vincolo di 240 milioni di euro).

5. Gestione della cronicità. Modelli avanzati di gestione delle malattie croniche. Assistenza alle persone in condizioni di fragilità e di non autosufficienza.

6. Reti oncologiche.
 
Per quanto riguarda l’attività di assistenza primaria, si tratta dell’attivazione/implementazione di forme organizzative monoprofessionali (AFT) e multiprofessionali (UCCP) per l'erogazione delle Cure Primarie.

Per lo sviluppo dei processi di umanizzazione all'interno dei percorsi assistenziali la linea progettuale propone lo sviluppo dei processi di umanizzazione attraverso diverse iniziative come l'individuazione di criteri regionali omogenei per la conduzione delle azioni di monitoraggio della qualità percepita, l'individuazione di un set minimo di obiettivi informativi e formativi rivolti a operatori e care givers ecc.

Sulle cure palliative e la terapia del dolore è previsto lo sviluppo dell'assistenza domiciliare palliativa specialistica, in particolare per garantire uniformità della presa in carico del paziente con bisogni di cure palliative; perseguire l'individuazione precoce dei pazienti con bisogni di cure palliative; ampliare l'offerta di cure palliative domiciliari anche a pazienti non oncologici, assicurare la diversificazione tra assistenza palliativa domiciliare di base e specialistica, garantire un'adeguata assistenza domiciliare, soprattutto in età pediatrica; sviluppare l'assistenza domiciliare palliativa, garantendo al paziente in carico alla rete la continuità assistenziale tra hospice e domicilio.

Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) approvato nel 2014 prevede che le Regioni lo recepiscano con una delibera ad hoc e ne applichino  i principi, le priorità, la struttura.

Sulla gestione della cronicità gli obiettivi prevedono modelli avanzati di gestione delle malattie croniche con numerosi interventi, tra cui la continuità delle cure mediante gestione integrata da parte dei servizi territoriali ed ospedalieri, con il coordinamento funzionale dell'attività dei MMG, PLS, specialisti e distretti, anche per la riduzione degli accessi impropri al ricovero ospedaliero; l'integrazione tra i diversi servizi sanitari e sociali, la creazione di reti tra le strutture specialistiche; interventi formativi con percorsi di accreditamento, costruzione di banche dati.

Per l’assistenza agli anziani in condizioni di fragilità e di non autosufficienza si parla della garanzia della continuità assistenziale della persona fragile o non autosufficiente nel percorso di dimissione ospedaliera e la relativa presa in carico da parte dei servizi territoriali, incentivando la presa in carico unitaria e i punti unici di accesso (PUA) presso i servizi territoriali, favorendo l'utilizzo di strumenti di valutazione multidimensionale, con il coinvolgimento del MMG nel percorso di cura. Ma ci sono ahche come obiettivi il servizio di assistenza domiciliare integrata, anche attraverso la teleconsulenza, il teleconsulto e la teleassistenza, un'assistenza adeguata presso le strutture residenziali e semiresidenziali extraospedaliere e così via.
Sulle reti oncologiche infine la linea progettuale prevede l'adozione di iniziative per migliorarle e ampliarle a livello regionale con particolare riferimento alla costituzione di una rete nazionale dei tumori rari.
 

 


28 luglio 2018
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