Medicina. Bernini: “Primo appello regolare, solo una decina di tentativi di imbrogli”

Medicina. Bernini: “Primo appello regolare, solo una decina di tentativi di imbrogli”

Medicina. Bernini: “Primo appello regolare, solo una decina di tentativi di imbrogli”

Il ministro ha smentito le voci di irregolarità diffuse sul web, definendole "fake news" promosse da soggetti contrari alla riforma. L'analisi dei 160.000 compiti ha confermato casi limitati a Napoli e Catania, dimostrando che non esiste un problema sistemico.

“Le prove si sono svolte regolarmente”. Con queste parole il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è intervenuta a Radio 24 per commentare l’esito del primo appello del semestre di Medicina dopo l’abolizione del numero chiuso, respingendo le critiche e le notizie di irregolarità diffuse nelle scorse ore.

Il ministro ha portato i dati a sostegno della propria tesi: dai verbali certificati delle 44 università coinvolte è emerso che i tentativi di utilizzare dispositivi non consentiti – come smartphone, smartwatch o i nuovi occhiali – sono stati pochissimi, “una decina di casi”. Questi studenti, ha assicurato Bernini, sono stati “immediatamente individuati” e i loro compiti sono stati ritirati.

Bernini ha poi lanciato un duro attacco contro quelle che ha definito “fake news di ogni genere”, circolate soprattutto sul web e spesso legate, a suo dire, a “sigle studentesche o sindacali molto contrarie al governo”, ad “associazioni di medici” opposte all’allargamento dell’accesso e ad “avvocati specializzati in ricorsi collettivi”.

“Qualcuno ha cercato di trasformare pochissimi comportamenti individuali scorretti in un problema di sistema – ha affermato il ministro – e questo è molto cinico e opportunista, perché non è una cosa che si fa contro il governo ma contro gli studenti”.

Per fugare ogni dubbio, il Ministero ha attivato un monitoraggio con il super computer Cineca, che ha analizzato 160.000 compiti. L’analisi ha rilevato che “quello che veniva ripetuto massivamente era il testo di due compiti”, confermando il carattere limitato dei tentativi di illecito. I due casi specifici citati da Bernini si sono verificati alla Federico II di Napoli e all’Università di Catania.

Il ministro ha annunciato che un’operazione verità completa sarà condotta dopo il secondo appello, procedura con cui si completerà l’esame. Nel frattempo, ha sconsigliato i ricorsi, affermando che “ci sono sempre stati e non hanno mai portato bene agli studenti”. Il messaggio finale è netto: “I furbetti non funzionano”.

27 Novembre 2025

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