Tensione al Senato sul caso Enpam, l’ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri. Nel corso del question time di oggi, il M5S ha interrogato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, su tre fronti critici: le modifiche statutarie che consentono l’allungamento dei mandati del presidente, gli investimenti della Fondazione nel sistema bancario italiano e le presunte pressioni sul mondo politico riguardo alle riforme della medicina territoriale.
A illustrare l’interrogazione è stata la senatrice Eilisa Pirro (M5S), che ha aperto su tre punti. Il primo riguarda le modifiche statutarie che consentono di incrementare da due a tre i mandati consecutivi del presidente del consiglio di amministrazione. “Questo confligge con la giurisprudenza costituzionale che, anche per i presidenti di Regione, si è pronunciata contro l’allungamento dei mandati – ha detto Pirro – per evitare fenomeni di cristallizzazione delle cariche e favorire il ricambio”.
Il secondo punto riguarda il cosiddetto “risiko bancario”: Enpam, insieme ad altre casse previdenziali, ha aumentato significativamente l’esposizione verso soggetti bancari. “Ci domandiamo – ha detto Pirro – se ciò non possa mettere a rischio i criteri di prudenza, diversificazione, trasparenza e sana gestione che un ente previdenziale dovrebbe avere”.
Il terzo punto è il più delicato. Pirro ha chiesto a Giorgetti se sia vero che alcuni istituti bancari, per conto di Enpam, abbiano fatto pressioni su una parte politica riguardo ai cambiamenti della medicina territoriale, in particolare sul passaggio dei medici di medicina generale dall’attività libero professionale alla dipendenza. “La nostra Costituzione prevede di tutelare sopra ogni cosa la salute dei cittadini e quello dovrebbe essere l’unico interesse”, ha concluso, ricevendo applausi.
La replica di Giorgetti: “Autonomia gestionale”
Il ministro Giorgetti ha risposto partendo da un’inquadratura formale: il Ministero vigilante di riferimento è il Ministero del Lavoro, che approva i bilanci e le delibere previdenziali. Per quanto di competenza del Mef, ha evidenziato che le casse di previdenza privatizzate godono di autonomia gestionale, organizzativa e statutaria. La modifica statutaria è stata approvata “sulla base dell’opportunità di assicurare una continuità manageriale strategica nell’attuazione di piani di sostenibilità a lungo termine della cassa”.
Sugli investimenti, Giorgetti ha ricordato che il controllo è affidato alla Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) e che gli enti godono di piena autonomia gestionale del proprio patrimonio mobiliare e immobiliare. Ha poi annunciato che il Governo intende predisporre “una disciplina quadro generale recante norme di indirizzo in materia di investimenti delle risorse finanziarie” degli enti previdenziali privati.
La replica del M5S: “Non siamo soddisfatti”
A intervenire in replica è stata la senatrice Castellone (M5S), che ha attaccato la risposta del ministro: “Non possiamo essere soddisfatti. Non ha chiarito nessuna delle tre questioni fondamentali”. Castellone ha ricordato che sugli investimenti Enpam è vigilante anche il Mef. Ha poi denunciato che il presidente dell’Enpam ricopre la carica da 14 anni – dal 2012 – e prima era vicepresidente. “La Corte Costituzionale chiede di non cristallizzare le cariche e favorire il ricambio. Su questo non ci ha risposto”.
Sugli investimenti bancari, Castellone ha sottolineato che non si tratta di investimenti privati, ma di contributi obbligatori che oltre 300.000 medici e odontoiatri versano per garantire le pensioni. “Vogliamo essere rassicurati che questo risiko bancario non metta a rischio le pensioni dei medici. Le vorrei ricordare che c’è un’inchiesta aperta dalla procura di Milano”, ha detto, facendo riferimento a un’inchiesta giudiziaria in corso.
Infine, sul terzo punto, Castellone ha espresso preoccupazione per l’eventuale interferenza di fondazioni bancarie attraverso Enpam rispetto a riforme necessarie per il Paese e per il Servizio sanitario nazionale. “Nessun ente previdenziale può interferire con riforme che sono necessarie non solo per il Paese e per i cittadini, ma in questo caso per tutto il Servizio sanitario nazionale e per gli operatori del Servizio”, ha concluso.