È stata discussa oggi in Aula alla Camera l’interrogazione del Movimento 5 Stelle sulla gestione finanziaria dell’Enpam, l’ente previdenziale dei medici e odontoiatri, con particolare attenzione ai compensi degli organi di vertice e agli investimenti che hanno portato a pesanti perdite.
Il Sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, ha risposto ricordando che l’Enpam, pur essendo un ente privatizzato ai sensi del decreto legislativo n. 509 del 1994, persegue uno scopo di pubblico interesse e “i fondi gestiti, provenienti dal contributo obbligatorio per gli iscritti, rimangono permanentemente destinati alla copertura previdenziale”.
Durigon ha sottolineato che l’ente è sottoposto a un articolato sistema di controlli: Ministero del Lavoro, Ministero dell’Economia, COVIP, Corte dei conti e Commissione parlamentare di controllo. Ha inoltre precisato che la legislazione vigente esclude gli enti di previdenza privati dall’applicazione diretta dei tetti retributivi pubblici, ma che “la non applicabilità del limite normativo non esonera l’ente dall’obbligo di una condotta amministrativa responsabile”.
Il sottosegretario ha informato che, tramite i rappresentanti ministeriali nel collegio sindacale dell’Enpam, sono stati attivati i canali di controllo interno, sollecitando una relazione sulla congruità e legittimità dei compensi percepiti dai vertici. “L’obiettivo primario – ha concluso – è garantire che la gestione del patrimonio Enpam sia indirizzata esclusivamente al servizio dei medici e degli odontoiatri iscritti”.
La replica di Quartini (M5S)
Andrea Quartini, deputato M5S, ha replicato con toni durissimi: “Non sono soddisfatto. Questo è il Governo dei ‘farò’, dei ‘controllerò’, dei ‘verificherò’. È quattro anni che governate e questa narrazione non ha più senso”.
Quartini ha denunciato i compensi sproporzionati dei vertici Enpam: il presidente percepisce tra 900.000 e 1.000.000 di euro annui, tra stipendio, indennità e benefit. Vicepresidente e direttore generale percepiscono cifre simili, portando il costo dei soli tre vertici a oltre 2 milioni di euro l’anno. “La pensione media di un medico Enpam è di circa 1.800-2.200 euro netti al mese: un anno di stipendio del presidente equivale a 40 anni di pensione di un medico iscritto”, ha denunciato il deputato.
Quartini ha poi ricordato le perdite subite dall’Enpam: 500 milioni di euro su contratti derivati nel 2012 con UniCredit, Barclays e Nomura; 350 milioni andati interamente perduti nel Fondo Atlante per ricapitalizzare Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza; ulteriori perdite su Banca Carige e Monte dei Paschi di Siena. “I medici hanno finanziato salvataggi di sistema, sopportando perdite, mentre i vertici consolidavano legami personali con il mondo finanziario”.
Il deputato ha denunciato un “conflitto di interessi strutturale”: lo stesso presidente ha deliberato investimenti come presidente Enpam ed è stato consigliere d’amministrazione di Banco BPM, “confondendo il ruolo di investitore e di gestore”. Ha parlato di “una casta autoreferenziale” e di un modello “che ha generato un sistema di conflitti di interessi strutturali, dove i ruoli di controllore, investitore e beneficiario rappresentano una confusione di interessi”.
Quartini ha concluso chiedendo “una revisione radicale della governance, con una netta separazione dei ruoli, una riduzione dei compensi e un ritorno a criteri di trasparenza e prudenza, come unica via per tutelare il futuro previdenziale dei medici”.