Hantavirus ed Ebola. Schillaci rassicura: “Nessuna emergenza in Italia, il rischio per la popolazione è molto basso”

Hantavirus ed Ebola. Schillaci rassicura: “Nessuna emergenza in Italia, il rischio per la popolazione è molto basso”

Hantavirus ed Ebola. Schillaci rassicura: “Nessuna emergenza in Italia, il rischio per la popolazione è molto basso”

Il ministro della Salute in Aula al Senato: “Il focolaio della nave Hondius è stato monitorato dal primo momento. Su Ebola non è un virus respiratorio, non si trasmette per via aerea come il Covid. Abbiamo risposto con ordine e anticipo, questo si chiama prevenire, non rincorrere”.

“Non c’è alcuna emergenza sanitaria in corso per la popolazione italiana. È un dato chiaro, incontrovertibile”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, rispondendo oggi pomeriggio in Aula al Senato a un’interrogazione sull’Hantavirus presentata da FdI.

Il ministro ha voluto fare “ulteriore chiarezza” partendo dal focolaio a bordo della nave da crociera MV Hondius, segnalato il 2 maggio. “Monitorato dal primo momento”, ha assicurato Schillaci, spiegando che appena ricevuta la segnalazione di quattro persone che erano su un volo dove era salita – “seppure per poco” – una persona contagiata, il Ministero ha immediatamente attivato le Regioni competenti, avviato la sorveglianza attiva sui contatti presenti in Italia ed emanato, l’11 maggio, una circolare dedicata. “Il rischio per la popolazione italiana è sempre stato e rimane molto basso. Il capitolo è quindi sotto controllo”.

Il ministro ha voluto rassicurare anche sul fronte Ebola, ribadendo che “non c’è emergenza nella nostra Nazione”. Schillaci ha sottolineato un’informazione che ha definito “fondamentale” per i cittadini: “Non è un virus respiratorio. Non si trasmette per via aerea, come il Covid”.

“Questo non significa sottovalutare la situazione – ha precisato – significa averne conoscenza e trasmetterla. Ed è la differenza che passa tra chi gestisce la sanità pubblica con competenza e chi alimenta l’allarme senza informare. Su certe questioni lasciarsi andare a facili allarmismi significa usare le paure dei cittadini per tornaconto personale”.

Schillaci ha fornito i numeri aggiornati al 3 giugno: “Si contano 344 casi confermati e 60 decessi in Congo, 15 casi e un decesso in Uganda”.

Il ministro ha ripercorso le azioni messe in campo dal governo. “L’Italia ha risposto con ordine e con anticipo. Il 18 maggio abbiamo emanato una circolare di sorveglianza sul personale di cooperazione proveniente dalle aree a rischio”.

Ha ricordato che il 29 maggio il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato una lettera all’UE per sollecitare “un coordinamento rafforzato della vigilanza alle frontiere attraverso regole comuni per la gestione degli arrivi diretti e indiretti dalle zone colpite”. Nello stesso giorno, Schillaci ha firmato un’ordinanza ministeriale – valida 120 giorni – che obbliga chiunque provenga da Congo o Uganda a segnalarsi alla Asl entro 24 ore dall’ingresso in Italia. “Vettori aerei e marittimi sono allertati”, ha aggiunto.

Il ministro ha ricordato la disponibilità dello Spallanzani di Roma e del Sacco di Milano, strutture in grado di effettuare test per patogeni di classe 4. “I posti letto e le capacità diagnostiche dei laboratori su tutto il territorio nazionale sono stati censiti”.

Schillaci ha annunciato che domani si svolgerà una riunione informale dei Ministri europei della Salute, a cui prenderà parte, in vista della riunione formale del prossimo 16 giugno in Lussemburgo.

Il ministro ha rivendicato il metodo del governo. “La risposta a questi focolai non è improvvisata. È il frutto di un metodo che questo governo ha scelto sin dal primo giorno. Per troppi anni abbiamo visto piani a volte fotocopiati, procedure che erano già vecchie quando venivano firmate. Abbiamo cambiato rotta. Siamo passati da una sanità pubblica che aspettava che il pericolo bussasse alla porta a una che quella porta la presidia. Sempre”.

Schillaci ha infine sottolineato che “il Sistema nazionale di sorveglianza e risposta rapida è pienamente integrato con Oms, Ecdc e tutti i meccanismi internazionali di allerta. Non siamo spettatori di quello che accade altrove: siamo parte attiva di una rete globale”.

“Uno Stato serio non si misura da come gestisce la calma. Si misura da come risponde quando il mondo intorno diventa imprevedibile. E noi stiamo rispondendo bene”, ha concluso.

04 Giugno 2026

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