Strutture per anziani. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, “Regione intervenga su caro bollette e metta mano alla riforma delle Ipab”

Strutture per anziani. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, “Regione intervenga su caro bollette e metta mano alla riforma delle Ipab”

Strutture per anziani. Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, “Regione intervenga su caro bollette e metta mano alla riforma delle Ipab”
La crisi energetica mette in difficoltà le strutture dedicate ai non autosufficienti e potrebbe portare a un aumento delle rette mensili, che in Veneto costano già 1.800 euro in media al mese I sindacati dei pensionati sollecitano un intervento della Regione in merito ma anche per portare a compimento l’attesa riforma delle Ipab. “È assolutamente prioritario che la Regione trovi le risorse per sterilizzare l’aumento delle rette nelle case di riposo ed avvii l’iter la riforma delle Ipab. In 22 anni ci sono stati ben 15 progetti di legge regionali ma mai una riforma”.

In Veneto si riaccende il dibattito sulla mancata riforma delle Ipab, ferme da oltre un ventennio. Le Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza nelle quali rientrano i centri anziani e le case di riposo, ricordano Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, in questi ultimi anni hanno ricevuto da parte della Regione Veneto più fondi per l’autosufficienza, oltre ad una serie di norme sulla riorganizzazione, ma senza mai ad arrivare ad una riforma vera e propria. Poi, con l’arrivo del Covid, tutto si è cristallizzato ed ora che piano piano si sta tornando alla normalità i sindacati non vogliono più aspettare. In Veneto ci sono 363 strutture per anziani con circa 32.200 posti letto.

Con l’ultimo Consiglio dei ministri, il Governo uscente ha approvato il disegno di legge riguardante le deleghe in materia di politiche in favore delle persone anziane, anche in attuazione delle missioni 5 e 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti. I sindacati Spi, Fnp e Uilp del Veneto avvertono che “questi mesi saranno cruciali per ridisegnare la gestione della non autosufficienza”, facendo riferimento in particolare proprio all’ultimo Consiglio dei Ministri del 10 ottobre scorso dove è arrivata, al fotofinish, l’approvazione della legge delega “per la promozione della dignità delle persone anziane e per la presa in carico delle persone non autosufficienti”. “Un tassello fondamentale della nuova sanità – definiscono i sindacati dei pensionati del Veneto – che finalmente darà al Paese una cornice di riferimento per la gestione della non autosufficienza nella popolazione anziana, condizione che interessa 180mila veneti e 30mila famiglie con almeno un familiare ospitato in struttura”.

Il ddl del 10 ottobre da man forte per l’autosufficienza, ma i sindacati dei pensionati del Veneto spingono affinché la Regione Veneto intervenga anche sul fronte della mancata riforma delle Ipab e nell’immediato sul caro bollette. “È assolutamente prioritario ora che la Regione trovi le risorse per sterilizzare l’aumento delle rette nelle case di riposo – dicono le segretarie generali dei sindacati veneti dei pensionati Elena Di Gregorio (Spi Cgil), Tina Cupani (Fnp Cisl) e Debora Rocco (Uilp Uil) – infatti, siamo nell’ordine di 1.800 euro mensili, più di quanto prende la metà dei pensionati in Veneto. Ora si corre il rischio che, a fronte del caro energia, siano aumentate fino a livelli insostenibili per la maggior parte degli anziani e delle loro famiglie”.

“Allo stesso tempo – avvertono i sindacati – la Regione non può più nascondersi dietro al “vogliamo ridisegnare complessivamente i servizi territoriali” oppure “aspettiamo la legge quadro nazionale sulla non autosufficienza” per realizzare la riforma delle Ipab: in 22 anni ci sono stati 15 progetti di legge regionali, l’ultimo dei quali presentato nel 2020 dal presidente Zaia all’indomani della sua riconferma”.

“Se la riforma fosse stata fatta a suo tempo – sottolineano Di Gregorio, Cupani e Rocco, avremmo da anni un sistema più ampio e integrato nel territorio di servizi per gli anziani non autosufficienti”. “La riforma delle Ipab trasformerebbe questi luoghi in Aziende pubbliche di servizi alla persona, le farebbe diventare un anello della sanità territoriale con l’offerta, per esempio, di servizi diurni. assistenza domiciliare, semi residenzialità e residenzialità sono aspetti integrati nella gestione della non autosufficienza”.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

11 Novembre 2022

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