Toscana. Si punta sui piccoli ospedali. Marroni: “Valorizzata la loro vocazione”

Toscana. Si punta sui piccoli ospedali. Marroni: “Valorizzata la loro vocazione”

Toscana. Si punta sui piccoli ospedali. Marroni: “Valorizzata la loro vocazione”
Presentati i "Patti territoriali". Riguardano i 15 ospedali di piccole dimensioni e coinvolgono 108 Comuni, di cui in 75 hanno già firmato i Patti. L'obiettivo è ridisegnare, riqualificare e riconvertire l'offerta di queste strutture all'interno della razionalizzazione della rete ospedaliera. 

L'assessore al diritto alla salute della Toscana, Luigi Marroni, ha presentato i Patti territoriali, siglati finora da quasi tutti i sindaci dei Comuni interessati, dai direttori generali delle aziende sanitarie, dall'Uncem, dalle Società della Salute.  "Alla definizione ‘piccoli ospedali’ preferisco quella di ‘ospedali piccoli’. Ognuno di essi avrà una sua specializzazione, e alla fine il livello qualitativo di questi ospedali e dei servizi offerti ai cittadini sarà sicuramente migliore. Tutto questo lo stiamo facendo in condivisione con gli enti locali: con i sindaci stiamo siglando i Patti territoriali, la maggior parte dei quali sono già stati conclusi e firmati”.

Gli ospedali piccoli in Toscana sono 15: Pontremoli e Fivizzano (Asl 1 Massa), Barga e Castelnuovo Garfagnana (Asl 2 Lucca), San Marcello Pistoiese (Asl 3 Pistoia), Volterra (Asl 5 Pisa), Portoferraio (Asl 6 Livorno), Abbadia San Salvatore (Asl 7 Siena), Bibbiena, San Sepolcro e Cortona (Asl 8 Arezzo), Massa Marittima, Orbetello, Pitigliano e Castel del Piano (Asl 9 Grosseto).

Ai 15 ospedali di piccole dimensioni afferiscono 108 comuni: di questi, 75 hanno firmato i Patti. Siglati con ogni singola comunità, i Patti garantiscono lo sviluppo degli ospedali piccoli che, con pari dignità, andranno a costituire parti essenziali, strutturalmente e professionalmente integrate nella più vasta rete regionale degli ospedali toscani. Nella razionalizzazione della rete ospedaliera, il ruolo degli ospedali piccoli viene ridisegnato, riqualificandone e riconvertendone l'offerta.

"Gli ospedali piccoli non solo non verranno chiusi, ma saranno ricollocati in una nuova rete di ospedali, che comprenderà sia gli ospedali piccoli, ognuno con una sua specificità, che gli ospedali provinciali e gli ospedali universitari ", ha chiarito Marroni.

“La rete ospedaliera – concordano Regione e sindaci – deve essere riordinata non in termini verticali e gerarchici, ma orizzontali e funzionali. Va ridisegnata adeguandola all'evoluzione dei processi diagnostici e alle innovazioni terapeutiche, passando ad una classificazione per ‘funzioni e attività ospedaliere’ assegnate, secondo la programmazione regionale, a ciascun nodo della rete. Gli ospedali di piccole dimensioni, come parte della rete, hanno ognuno una propria vocazione, in relazione a quanto già esprimono e alle esigenze del sistema nel suo complesso. Nella ridefinizione dell'assetto organizzativo, gli ospedali periferici costituiranno il livello prossimale di assistenza ospedaliera dei cittadini, nell'ottica dell'appropriatezza e – concludono – dell'equità di accesso ai servizi”.
 

20 Settembre 2013

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