Tumori: al San Camillo si tolgono con il ‘robot immersivo’ che consente al medico di vedere il corpo del paziente in 3D

Tumori: al San Camillo si tolgono con il ‘robot immersivo’ che consente al medico di vedere il corpo del paziente in 3D

Tumori: al San Camillo si tolgono con il ‘robot immersivo’ che consente al medico di vedere il corpo del paziente in 3D
La struttura romana è la prima pubblica del Lazio a togliere i tumori grazie alla quarta generazione del robot Da Vinci che fa entrare virtualmente il medico nel corpo del paziente.

L'ospedale San Camillo Forlanini di Roma è la prima struttura pubblica del Lazio a togliere i tumori grazie a un robot che fa entrare virtualmente il medico nel corpo del paziente. L'azienda ospedaliera, infatti, ospita la quarta generazione del sistema Da Vinci Xi, che permette di fare operazioni robotiche mininvasive che di fatto sono una evoluzione della laparoscopia. Qui il chirurgo non opera con le proprie mani ma manovra un robot a distanza, rimanendo seduto a una console che si trova all'interno della sala operatoria.
 
Il sistema permette una visione tridimensionale del campo operatorio con il medico che viene immerso nel corpo del paziente senza l'uso di occhiali. Inoltre, il macchinario elimina il tremore fisiologico delle mani del chirurgo.
 
"E' una pagina importante per il San Camillo, che è un nostro punto di eccellenza, il Cristiano Ronaldo del Servizio sanitario regionale", spiega l'assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio d'Amato.
 
"Il San Camillo – dice il direttore generale dell'azienda ospedaliera, Fabrizio d'Alba – ha acquisito una leadership professionale sulla chirurgia laparoscopica per le patologie oncologiche. Il robot aggredisce le patologie in maniera più puntuale, va a estirpare il tumore e riduce l'invasività dell'intervento". E' proprio il dg a spiegare come sia stata possibile questa innovazione grazie a un'intesa con Abmedica, società che si occupa della commercializzazione in Italia della tecnologia Da Vinci, "con una forma contrattuale" che ha permesso di rendere "più sostenibile l'investimento" per la struttura pubblica.
 
"Da una settimana abbiamo iniziato questa attività di chirurgia robotica oncologica per i tumori del colon-retto. Poi sperimenteremo interventi per l'oncologia gastrica e per la patologia da reflusso gastrico", commenta Pierluigi Marini, direttore dell'Unità operativa complessa di chirurgia generale e d'urgenza e delle nuove tecnologie del San Camillo. E' lui stesso a spiega come nel 2020 ci saranno "almeno 350 operazioni di robotica" fatte con questo nuovo sistema, anche per la cardiochirurgia e la chirurgia urologica, specie per il tumore della prostata. "Il San Camillo si imporrà con questi numeri come centro di riferimento nazionale", aggiunge.
 

20 Dicembre 2019

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